E’ bene che si sappia che:

1. Non è assolutamente vero che la realizzazione di un discarica a Modica farebbe diminuire i costi per i cittadini. Il costo del conferimento in discarica è stabilito per legge ed è uguale per tutte le discariche autorizzate; oggi si aggira sui 120-130 € tonnellata, il doppio della tariffa praticata a Scicli e superiore del 30% a quella praticata a Vittoria, indipendentemente dal luogo di conferimento. La differenza di costi è dovuta semmai al trasferimento. Quindi a meno di non realizzare la discarica in corso Umberto i costi non si abbatterebbero.


2. Non si capisce come pur pagando una tassa sui rifiuti il Comune di Scicli non abbia visto un euro, e come dovremmo credere che vedremo invece le royalties promesse in caso di realizzazione della discarica.
3. Ad oggi, non esiste nessuno studio economico che dimostri quanto realmente in meno sull’attuale bolletta andrebbero a pagare i cittadini modicani se venisse realizzata la discarica nel proprio territorio.
4. Il d.lgs 36/2003 in vigore, obbliga al conferimento nelle nuove discariche solamente i rifiuti pre-trattati; rifiuti cioè, che sono stati privati della frazione organica, quella che produce biogas (causa del attivo odore) e percolato (causa dell’inquinamento delle falde acquifere).
5. Non esiste alcun piano di gestione integrata rifiuti predisposto dall’ATO che contempli oltre ai siti di discarica: i siti di pre-trattamento (art. 7: i rifiuti possono essere collocati in discarica solo dopo trattamento), i centri di stoccaggio, la raccolta differenziata nelle percentuali stabilite e quant’altro in osservanza alla vigente normativa in merito.
Quindi allo stato attuale non si farebbe altro che trasferire tout-court la discarica di Scicli, con tutte le problematiche tristemente note e sotto gli occhi di tutti, in territorio modicano.
6. Ricordo inoltre che dal 13 gennaio 2008 (in base all’art. 5 del suddetto d.lgs 36/2003) si possono creare nuove discariche, ammesso che “entro cinque anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto i rifiuti urbani biodegradabili siano inferiori a 173 kg/anno per abitante”; questo significa che la quota attuale del 3% di raccolta differenziata e riciclo è ben al di sotto del minimo significativo.
La soluzione più ovvia è quella di conferire in discarica meno rifiuti possibile, praticando un’elevata raccolta differenziata e legando la tariffa unitaria alla quantità conferita; meno rifiuti si conferiscono in discarica e più basso sarà il prezzo di conferimento.

Suggerimenti e proposte
1. Non è detto che il sito debba essere necessariamente localizzato nei comuni di Modica e Pozzallo giacché il sistema è funzionale per l’intera provincia;
2. che il sito debba essere obbligatoriamente unico;
3. che dovendo essere materiale di tipo organico inertizzato (vedi d.lgs 36/2003 ) può essere quindi usato come riempimento per bonificare e rimodellare:
cave di estrazione abusive,
cave di estrazione autorizzate prima dell’obbligo normativo del ripristino dei siti
e cave di estrazione con l’obbligo normativo del ripristino.

Esistendo nell’intero territorio provinciale decine di siti con questi requisiti e praticamente già pronti all’uso il quesito sembrerebbe di facile soluzione se si riuscisse a comprendere che il problema non può assumere connotazioni di carattere politico, e che gli interessi economici di pochi o la superficialità di molti, non possono mettere a serio rischio di compromissione irreversibile il futuro del nostro territorio e la salute dei nostri cittadini.
Se veramente si vuol fare risparmiare i cittadini sui costi dei rifiuti, si inizi a parlare seriamente di raccolta differenziata; calcolando che la quota differenziabile oscilla tra il 40 e 70 per cento e prendendo per realistica una quota di circa il 50 per cento ed aggiungendo a questo il fatto che ai cittadini modicani è stato di recente già posto un balzello del 30 per cento in più da pagare si risparmierebbe da subito l’80 (ottanta) per cento! Dico l’80 per cento sull’attuale tassa dei rifiuti !!!

La vita delle discariche, compresa Scicli, sarebbe di gran lunga superiore se si capisse che la “soluzione passa anche attraverso una corretta gestione e visione delle discariche”, come elemento parte di un ciclo di gestione integrata dei rifiuti e non come porzione di territorio da annientare.
Perché infine, si parla tanto di tutela e rispetto del territorio e non si approva il Parco di Cava Gisana che da oltre un anno giace polveroso nel cassetto di quel Sindaco pronto a battersi contro le trivellazioni a Noto, ma il primo a proporre una discarica nel proprio comune?

Corrado Rizzone Verdi Modica

Modica 30 novembre 2007

WWW.AMBIENTEIBLEO.IT

Letto 9661 volte