La maggioranza di centro destra ha approvato, nela seduta del CC del 17 Dicembre u.s., l’addizionale IRPEF comunale, per un importo che oscillerà tra i 73 ed i 199 €.

Paradossalmente all’inizio della seduta i dipendenti comunali chiedevano il pagamento delle spettanze dei mesi di Novembre, Dicembre e della 13ma mensilità e, come risposta, si ritroveranno una tassa in più che si aggiunge all’elenco di tutta una serie di tributi che l’Amministrazione sta imponendo ai cittadini modicani per tamponare gli effetti devastanti della politica finanziaria praticata in questi anni.
Si tratta di tributi che, in ogni caso, unitamente all’acquisizione dei trasferimenti statali e regionali, non potranno mai bastare per coprire l’enorme mole di debiti che il sindaco Torchi e la sua maggioranza ha accumulato nel corso del precedente e del corrente mandato elettorale, per cui è logico supporre, e spero tanto di sbagliarmi per il bene e la serenità di tanti miei concittadini, che nei prossimi mesi il problema del pagamento degli stipendi si riproporrà per i dipendenti comunali e per tutti i lavori dell’indotto.

Per tutte queste persone ai danni si aggiungeranno anche le beffe perché, non solo non godranno delle dovute retribuzioni, ma si vedranno aumentare la pressione fiscale.

Anche l’MPA che, attraverso uno dei suoi più autorevoli esponenti, l’on. Riccardo Minardo, aveva sostanzialmente posto un veto sull’addizionale irpef, ha fatto da spalla alle esigenze che il sindaco ha nel chiudere il bilancio preventivo 2008, votando favorevolmente l’atto deliberativo e contribuendo così anch’esso all’aumento del carico fiscale del contribuente modicano.

Il centro sinistra in questi anni ha richiamato sempre la maggioranza, in sede di approvazione dei bilanci, ad un senso di responsabilità, proprio per evitare quelle conseguenze che ora sono sotto gli occhi di tutti. Ma il sindaco, in perenne stato di campagna elettorale, si è sempre vantato che questo Ente non ha aumentato la pressione e fiscale ed ha mantenuto i servizi, creando, e sapendo di creare, una voragine tutta politica, perché la sua politica si è basata anzitutto sulla ricerca del consenso e perché da quasi 6 anni la città è ostaggio della politica dei megamanifesti, della cura dell’immagine, del far credere che tutto va bene.

Ora che proprio a causa delle scellerate scelte finanziarie effettuate in tutti questi anni il sindaco si trova in grosse difficoltà, chiede il consenso, la complicità e la copertura del centro sinistra per le scelte impopolari che dovrà effettuare. Ma quale credibilità ed affidabilità ha chi ha scelto di non perseguire l’evasione fiscale, chi ha aumentato a dismisura il numero dei dirigenti, chi ha compilato bilanci caratterizzati da entrate e fittizie e spese reali, chi, poco tempo prima delle elezioni, per chiaro scopo clientelare, ha attribuito 115 mansioni superiori per un costo di oltre 154.00 €, chi ha speso oltre 350.000 € per l’estate modicana 2007, sapendo in quale stato versano le casse comunali, chi, recentemente, ha acquistato libri degli amici di partito o di esperti “gratuiti”, sostenendo un costo di 7.000 €, chi è costretto a pagare migliaia di euro di spese legali per i debiti non onorati. E l’elenco potrebbe continuare…Sono questi i motivi che mi fanno serenamente affermare che questa classe di governo non ha più l‘autorità morale di imporre tributi, perché non ha gestito, e non gestisce, con parsimonia, oculatezza e pudore le risorse pubbliche.

Se il sindaco facesse appello all’umiltà, a cui spesso si riferisce, dovrebbe rimettere il mandato come atto di riconoscimento del suo fallimento e come conseguenza dello stato di dissesto delle casse comunali. Chi ha volutamente demolito, chi ha sottomesso la ragione al talento, non può essere l’artefice della ricostruzione, ammesso che questa sia possibile, proprio perché non ha più credibilità e perché ancora fortemente condizionato da quelli che sono i suoi traguardi di carriera politica.

Nessuno auspica la dichiarazione dello stato di dissesto finanziario, però nel Dlgs 267/2000 si legge testualmente: “Si ha dissesto finanziario se l’ente non può garantire l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili ovvero esistono nei confronti dell’ente locale crediti liquidi ed esigibili di terzi in cui non si possa fare validamente fronte con le modalità di cui all’art. 193 (Salvaguardia degli equilibri di bilancio), nonché all’art. 194 (Riconoscimento di legittimità dei debiti fuori bilancio) per le fattispecie ivi previste.”

Ognuno può oggettivamente valutare in quale stato si trova attualmente il comune di Modica.

Modica, 18/12/2007

Il capogruppo della lista

Una Nuova Prospettiva

Nino Cerruto

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