Legambiente replica a Cuffaro: “La Sicilia ha bisogno della raccolta differenziata, non di un piano che prevede l’incenerimento come soluzione del problema”

Il governatore spara numeri da Guinness dei Primati:
325 impianti di compostaggio farebbero impallidire il virtuoso Veneto che ne ha solo 15. Peccato che oggi sull’ Isola ce ne sia solo 1.

“La termovalorizzazione deve essere concepita solo come l’ultimo anello del trattamento dei rifiuti, a valle della raccolta differenziata, che secondo la legge nazionale deve arrivare al 65% entro il 2012. E’ quello che Legambiente ha sempre sostenuto e sostiene tutt’oggi. Evidentemente il Governatore Cuffaro ascolta solo ciò che gli fa comodo. Siamo convinti che in Campania vada fatto un inceneritore, ma siamo altrettanto convinti che in Sicilia la gestione integrata dei rifiuti vada fatta partendo dalla raccolta differenziata”. Così Legambiente, nei giorni dell’emergenza campana,
ribadisce la propria posizione sulla questione dell’incenerimento dei rifiuti e in particolare sul piano regionale siciliano, fortemente criticato anche dalla Corte dei Conti.“Peccato che, a dispetto dei proclami, Cuffaro voglia costruire ben 4 inceneritori tanto grandi da poter bruciare il 100% dei rifiuti, a fronte di una raccolta differenziata che dal 3% del 1999 è arrivata a uno scarso 6,7% nel 2006 (dato dell’Agenzia Regionale per i Rifiuti).
Peccato che in 6 anni, dal 2000 al 2005, la Regione Sicilia  abbia speso oltre 60 milioni di euro per le discariche e solo 11 milioni a favore di consorzi e Ato per avviare la raccolta differenziata nei Comuni, così come sottolinea la relazione della Corte dei Conti dell’aprile 2007”. In generale, per quanto riguarda il Piano Regionale dei Rifiuti, la Corte dei Conti non fa che dare ragione alle  contestazioni di Legambiente: ribadisce che nonostante l’enormità di soldi spesi, l’emergenza rifiuti permane (dopo 7 anni di commissariamento, adesso la gestione è affidata alla stessa struttura che con legge regionale è stata trasformata in Agenzia per i rifiuti, ma che di fatto è la stessa cosa, con gli stessi dirigenti, impiegati e centralinisti) e che il sistema previsto sottovaluta il rischio di infiltrazione mafiosa.A questo si aggiunga la recente sentenza della Corte di Giustizia Europea che dichiara l’illegittimità del bando di gara e ne dispone l’annullamento.Infine, nelle sue dichiarazioni delle ultime ore il presidente Cuffaro spara numeri a caso: se, come dice, doterà presto l’Isola di 325 impianti di selezione e compostaggio sarà record assoluto, da fare impallidire i 15 impianti presenti nel virtuosissimo Veneto. Ma soprattutto per farli funzionare dovrà importare rifiuti organici da mezza Europa (tra l’altro già oggi l’unico impianto presente sull’Isola, a Grammichele in provincia di Catania, importa rifiuti da fuori regione). “Ricordiamo al governatore –  conclude Legambiente – che c’è differenza tra impianti di compostaggio e compostiere domestiche: i primi trattano decine di migliaia di tonnellate di rifiuti organici all’anno, le seconde si piazzano nei giardini di casa propria e, se va bene, trattano qualche etto di rifiuti al giorno”.

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