PER NON FINIRE COME A NAPOLI: SUBITO RACCOLTA DIFFERENZIATA SPINTA E
COMPOSTAGGIO PER USCIRE DELL’EMERGENZA RIFIUTI

L’emergenza rifiuti in Campania, nella sua drammaticità, ha avuto il pregio di far vedere quale potrebbe essere, tra meno di due mesi, la situazione in provincia
di Ragusa se ATO e Sindaci non mettono mano al problema immediatamente, sempre che si sia ancora in tempo. E senza aspettare Cuffaro che vuole costruire ben 4 inceneritori tanto grandi da poter bruciare il 100% dei rifiuti siciliani, a fronte di una raccolta differenziata che dal 3% el 1999 è arrivata a uno scarso 6,7% nel 2006 (dato dell’Agenzia Regionale per i Rifiuti).

Infatti gli inceneritori non li vedremo a
breve in quanto bisogna rifare la gara perché una recente sentenza della Corte di Giustizia Europea ha dichiarato l’illegittimità del
bando di gara e ne ha disposto l’annullamento. Come a Napoli con l’ affidamento alla FIBE del gruppo Impregilo, anche in Sicilia si è
tentato di affidare la costruzione degli inceneritori ai soliti amici, tra i quali personaggi finiti in carcere per associazione mafiosa
connessa al ciclo dei rifiuti,senza gara. La termovalorizzazione deve essere concepita solo come l’ultimo anello del trattamento dei rifiuti,
a valle della raccolta differenziata, che secondo la legge nazionale deve arrivare al 65% entro il 2012.
Per Legambiente la soluzione sta nella gestione integrata dei rifiuti basata sul principio delle 4 R. E allora la prima azione da praticare è la RIDUZIONE delle quantità
prodotte e della loro pericolosità. Quindi il RIUSO, il RICICLAGGIO da raccolta differenziata, che riesce a raggiungere ottime performance
solo con i sistemi domiciliari, e il compostaggio di qualità, che permette di fissare al suolo il carbonio che altrimenti verrebbe emesso
in atmosfera. Solo alla fine le due opzioni di smaltimento: e quindi il recupero energetico dalla frazione residuale dei rifiuti non altrimenti
riciclabile, in impianti industriali adeguatamente ambientalizzati o, in alternativa, in impianti dedicati, ma senza sovradimensionarne il
numero e la taglia, lasciando alla discarica lo smaltimento dei materiali che davvero non possono avere altra destinazione possibile.
Nelle condizioni della provincia di Ragusa la soluzione non può che essere quella di avviare subito la raccolta differenziata secondo gli
obiettivi previsti dal piano provinciale di raccolta differenziata che però stranamente l’ATO da 6 mesi tiene nel cassetto. Eppure c’è già
pronto bando di gara e capitolato d’appalto. I sindaci se non vogliono vedere le proprie città sommerse di rifiuti devono pretendere
immediatamente dall’ATO le gare d’appalto sulla gestione integrata dei rifiuti porta a porta con obiettivo di RD al 55%. Un’obiettivo, il 55%,
raggiungibile senza grandi difficoltà, come dimostrano tantissime esperienze in Italia, anche al sud, purchè si faccia il porta a porta,
mettendo da parte la raccolta stradale e quella a “cassonetti intelligenti, che l’Agenzia Regionale ha imposto all’ATO, il quale
supinamente ha accettato, forse per favorire qualche ditta che deve venderli. Dove sono stati utilizzati i “cassonetti intelligenti”, i
risultati sono stati disastrosi, vedi Bari. In più il servizio porta a porta al 55% di RD, al netto dello spezzamento stradale, costa meno
dell’attuale servizio che è a dir poco disastroso..
Il 1° marzo tre comuni della provincia non sapranno dove scaricare i rifiuti per la chiusura della discarica di San Biagio e altri forse saranno in
difficoltà perché non è detto che la nuova vasca di Ragusa sia pronta per cui è molto probabile che qualche comune vada a finire a
temporaneamente Motta Santa Anastasia in provincia di Catania. Si può evitare però che questa evenienza duri molto.
Entro il mese di febbraio sarà pronto l’impianto di compostaggio di Vittoria a cui si affiancherà entro l’anno quello di Ragusa, da subito possono essere utilizzati
diversi centri comunali di raccolta, così come i due centri di selezione CONAI. Se aggiungiamo il milione di euro per la comunicazione
già andato in gara, la raccolta differenziata può partire subito e raggiungere in breve gli obiettivi fissati .
Se si bandiscono subito le gare per la raccolta integrata, il servizio di RD può addirittura
partire entro il mese di aprile. Se non parte, è perché ci sono interessi inconfessabili su aree da destinare a nuove discariche (vedi
Modica), oppure siamo di fronte ad amministratori incompetenti e incapaci che non si rendono del rischio che sta correndo tutta la
provincia. Se entriamo in emergenza i cittadini sapranno chi ringraziare

Legambiente Ragusa

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