COMUNICATO STAMPA

Il Piano Comunale per la RD e la riorganizzazione delle modalità di gestione dei Rifiuti Urbani (prcd), illustrato dal dott. Rossi dell’Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti, nella seduta del Consiglio Comunale di Modica del 2 Febbraio u.s, ha messo in luce 3 aspetti:

  1. E’ possibile, come già successo in altri comuni, quadruplicare la percentuale di RD solo se vi è “una chiara volontà politica del’Amministrazione Comunale”;
  2. E’ possibile autonomamente come Comune, di concerto con l’ATO Ambiente, avviare autonomamente la RD spinta domiciliare, attivando ovviamente risorse ed intelligenze;
  3. Occorre nell’immediato rivedere il Regolamento per la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbano, approvato dal Consiglio Comunale il 30/10/1995, per prevedere, in attesa dell’introduzione della TIA (tariffa d’igiene ambientale), forme di incentivazioni ed agevolazioni fiscali per quei cittadini che praticano la RD. I dati disponibili, relativi all’anno 2006, ci dicono infatti che nel Comune di Modica sono stati prodotti complessivamente 26.050.155 Kg di rifiuti urbani di cui solo il 5,88 % raccolto in maniera differenziata. La produzione pro-capite annua, pari a 485 kg, attesta la maggiore incidenza delle utenze non domestiche o comunque l’utilizzo del circuito dei rifiuti urbani anche per la gestione di rifiuti speciali (con un uso improprio dei cassonetti stradali). Numerosi studi dimostrano che la produzione di rifiuto urbano attribuibile alle utenze domestiche si attesta sui 250-300 kg/ab.anno denotando così una significativa presenza di rifiuto non strettamente di origine domestica nei rifiuti urbani del Comune di Modica. Ne consegue paradossalmente che allo stato attuale chi produce meno rifiuti paga per chi ne produce di più.

    Sono questi i percorsi già sperimentati, avviati e consolidati in molti comuni italiani, anche del centro sud, di cui diversi risultano superiori a Modica per estensione e popolazione.

    Invece il Sindaco Torchi continua a porre come priorità la realizzazione della discarica nel territorio comunale, dipingendo uno scenario, quale “appassionato della comunicazione”, tutto da verificare: brevi tempi di realizzazione ed abbattimento della TARSU.

    E’ ormai abbondantemente noto che la realizzazione di una discarica richiede, tra autorizzazioni, valutazione d’impatto ambientale, variante al PRG, studio accurato ed approfondito del sito e realizzazione di tutte le condizioni di sicurezza, almeno 2 anni. Non si spiegherebbe altrimenti perché Cava dei Modicani abbia fatto registrare tutti questi mesi di ritardo per la costruzione. Inoltre i costi di realizzazione, dai 9 ai 10 milioni di €, andranno a far parte della tariffa come quota di ammortamento e graverà sui cittadini. Il vantaggio economico che un comune poi trae dall’ospitare una discarica nel proprio territorio è del tutto irrisorio; attualmente per Scicli è di 76 € per tonnellata. Non è pertanto credibile chi afferma che realizzare una discarica nel proprio territorio consentirà una sensibile riduzione della TARSU.

    La comunicazione propagandistica messa in atto dal Sindaco tende a coprire e nascondere i veri problemi che stanno all’origine dell’emergenza che da qui a poco si potrà determinare: a) la totale inerzia di questa amministrazione nella gestione dei rifiuti che in 6 anni è riuscita solo a far diminuire la percentuale di RD, passando dal 6,70% del 2002 al 5,88% del 2006; b) i debiti che questa amministrazione ha accumulato con i vari comuni e con l’ATO e che sono la vera causa per cui Modica trova le porte chiuse per il conferimento dei rifiuti.

    Torchi ha una doppia responsabilità nella duplice veste di Sindaco e di componente dell’ATO Ambiente. Giova ricordare che questi piani di rd sono chiusi in un cassetto dal 2004 e che nessun comune né l’Ato hanno voluto tirare fuori per dare una risposta efficace al problema dei rifiuti. Sono invece stati impegnati nella spartizione delle cariche da distribuire ai singoli partiti, facendo addirittura trascorrere 3 mesi prima di scegliere il nuovo Presidente dell’ATO. Il risultato di questo modello di gestione e della lottizzazione partitica è che da un lato qualsiasi sito scelto nel territorio ibleo rischia di diventare una pattumiera provinciale (ancora oggi a Gisirotta si registrano fenomeni di autocombustione e di percolato che si riversa sul Tellesimo andando ad inquinare le sorgenti che forniscono l’acqua a Cassibile e dintorni) e dall’altro con il 1° Marzo nessuno ha ancora detto dove andranno i rifiuti di Modica.

    Certamente non potranno essere i cittadini a pagarne le conseguenze sia in termini ambientali, per i rifiuti sparsi lungo le strade, sia in termini economici, perché si potrebbe andare a conferire a centinaia di km di distanza.

    Di fronte a questo possibile scenario, completamente opposto a quello del sindaco, sembra che nessuno sia chiamato a risponderne e sembra che alcuno sia responsabile, perché ognuno ha fatto quello che poteva fare. Questo è quello che ci dicono; questo è quello che ci dice chi si mostra “esperto della comunicazione”, aggiungendo nei confronti dei cittadini al danno le beffe.

Modica, 03/02/2008

Nino Cerruto

    Consigliere Comunale

Una Nuova Prospettiva

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