A seguito dei dubbi espressi dal consigliere Vito D’antona la giunta municipale ha affermato che la cessione del parcheggio di viale medaglie d’oro alla società Multiservizi è un atto illegittimo.

Leggi qui il testo dell’interrogazione

Articolo tratto da RTM:

“La cessione del parcheggio di viale Medaglie d’Oro, da parte del comune alla Modica Multiservizi, sarebbe illegittimo. La giunta municipale, nella riunione di ieri, ha affrontato l’argomento con il capo dell’ufficio tecnico del comune, Puccio Patti e, quest’ultimo, avrebbe asserito l’illegittimità dell’atto. Nelle scorse settimane, l’amministrazione comunale aveva deliberato la cessione del parcheggio di viale Medaglie d’Oro per sanare il debito maturato in questi anni. La giunta comunale, nella seduta del 13 dicembre scorso, aveva preso atto che, le risorse economico finanziarie dell’Ente e la conseguente precaria situazione di liquidità, non consentivano di fronteggiare tempestivamente le richieste di pagamento del debito maturato nei confronti della Modica Multiservizi. Nei giorni scorsi era stato il consigliere comunale di Sinistra Democratica, Vito D’Antona ad evidenziare numerose perplessità sulla legittimità della scelta alla luce delle disposizioni di legge in vigore in materia di alienazioni di immobili da parte degli enti locali. La norma dispone che gli enti locali possono procedere all’alienazione del proprio patrimonio immobiliare mediante l’adozione di un regolamento comunale, nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico contabile, assicurando gli opportuni criteri di trasparenza e le adeguate forme di pubblicità, finalizzati ad acquisire e valutare concorrenti proposte di acquisto; il comune,nel 2003, si è dotato di un regolamento per l’alienazione dei propri immobili e, tra le norme in esso contenute, non risulterebbe prevista la facoltà per la giunta di procedere alla alienazione del proprio patrimonio né con la trattativa privata (salvo i relitti stradali) né con la compensazione di debiti, ma soltanto mediante asta pubblica. Non sembra consentito dalle norme di contabilità pubblica procedere alla dismissione del patrimonio comunale per fare fronte a debiti discendenti da spese correnti, atteso che, il ricavato della vendita degli immobili dovrebbe essere destinato ad investimenti.”

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