Migliaia di morti per mafia. Troppi anni di indifferenza. A quanti dicono che Sicilia=Mafia ricordo che non tutti i siciliani sono mafiosi e non tutti i mafiosi sono siciliani. Ma è doveroso non dimenticare che la magistratura ha solo il compito di perseguire chi commette dei reati, il resto spetta alla società “civile”. Perché la colpa di tante morti non è solo di chi materialmente le ha eseguite o progettate ma anche di chi avrebbe potuto contribuire a creare un clima diverso, tale da rendere vano l’omicidio stesso. In tal senso bisogna pur sempre ricordare, che un contributo sono stati in molti a fornirlo, se pur piccolo e non certo della stessa portata dei mafiosi e in alcuni casi con l’alibi della paura. E’ colpevole, infatti, chi ha visto e non ha parlato, chi ha fatto finta di non vedere, chi ha chiuso gli occhi per non vedere, chi paga il pizzo, chi se ne frega, chi non ci ha provato perché tanto è tutto inutile, chi pur di non ammettere di essersi sbagliato nega pure l’evidenza, chi crede solo a ciò che è comodo, chi vota senza la coscienza che esiste il voto di scambio mafioso, chi riconosce un politico colluso e lo vota lo stesso, chi crede soltanto in ciò che vede ma si copre lo sguardo per non vedere, chi vota il più opportunista tanto (dice) sono tutti uguali, chi vive solo per se e non si informa di ciò che gli accade accanto,chi candida i soliti noti, chi non paga le tasse e non se ne vergogna, chi non paga le tasse anche se si vergogna, chi non esegue il suo dovere, i falsi invalidi, chi si ricorda dello stato solo per i suoi diritti e non guarda mai ai propri doveri.
In molti si saranno dovuti includere a forza in almeno una di queste categorie, non cercate di consolarvi pensando che siamo tutti colpevoli. C’è chi ha sempre combattuto la mafia anche con piccoli gesti quotidiani, egregi sconosciuti senza medaglie e senza lodi, ai quali va, con tutto il nostro cuore, un grande GRAZIE. Non è mai troppo tardi, anche i colpevoli possono ancora cambiare e riscattarsi, pentirsi. «La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.»
(Paolo Borsellino)

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