Il Corriere di Ragusa mette nero su bianco la notizia che era sulla bocca di tutti ormai da diverse settimane riguardante le indagini che vede coinvolti i vertici dell’UDC provinciale e alcuni imprenditori locali per presunto riciclaggio di denaro.

http://www.corrierediragusa.it/public/articoli/2314-riciclaggio-di-denaro-indagato.asp

Potrebbero scuotere gli equilibri della politica modicana gli esiti delle indagini sul riciclaggio di denaro nel comune di Modica, condotte dal comando provinciale della Guardia di Finanza su direttive della Procura. Tra i 13 indagati figurano quattro esponenti di spicco dell’Udc. Si tratta dell’ex sindaco di Modica Piero Torchi, dimessosi dalla carica lo scorso mese per candidarsi alle recenti Regionali.

L’indagine riguarda anche l’ex assessore al bilancio del comune di Modica Carmelo Drago, fratello del leader ibleo dell’Udc, il riconfermato parlamentare nazionale Giuseppe Drago; il consigliere provinciale Vincenzo Pitino, nel frattempo traghettato dall’Udc al Pdl; il segretario provinciale dell’Udc ed ex assessore provinciale Giancarlo Floriddia.

Il reato al momento ipotizzato è associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro. La medesima ipotesi di reato è contestata anche agli altri nove indagati: il funzionario comunale Francesco Paolino; il già direttore dello sportello unico Giuseppe Castagnetta; Bruno Arrabito e il fratello Massimo, Gabriele Giannone, Massimo La Pira e gli imprenditori edili Giuseppe Sammito e Giuseppe Zaccaria.

Le indagini, avviate nel giugno 2007, di recente sono state prorogate e ormai sembrano giunte nella fase conclusiva. Nelle scorse settimane le 13 persone avevano ricevuto gli avvisi di garanzia che li informavano d’essere indagati, ciascuno per le proprie presunte responsabilità, a seguito della denuncia che sarebbe stata presentata da un imprenditore edile. Con le informazioni di garanzia, i 13 soggetti sono stati avvertiti che nei loro confronti le Fiamme gialle stanno continuando a effettuare accertamenti per capire se quelle che al momento restano solo ipotesi d’accusa formulate in una denuncia hanno qualche fondamento. Da quel poco che trapela dal fitto riserbo, sarebbero comunque parecchie le intercettazioni ambientali e telefoniche già eseguite e ora al vaglio degli investigatori.

Secondo la denuncia dell’imprenditore, alcuni suoi colleghi sarebbero stati favoriti nell’appalto di opere pubbliche. Sempre secondo quanto sostenuto nella denuncia, per velocizzare il pagamento delle spettanze arretrate, dovute dal Comune ad alcuni fornitori di servizi, sarebbero state sborsate anche delle somme di denaro. In pratica, gli imprenditori avrebbero “abbuonato” parte del debito al Comune, per godere di una corsia preferenziale nel pagamento delle restanti somme, risultando così privilegiati rispetto agli altri creditori.

Numerose persone sarebbero già state interrogate. Anche l’imprenditore che sporse la denuncia avrebbe a sua volta pagato, ma, non ottenendo nessun riscontro tangibile, avrebbe deciso di denunciare i fatti. La Guardia di finanza sta ora cercando di capire dove siano finite queste somme. La Guardia di Finanza avrebbe, a questo proposito, acquisito informazioni anche sui conti correnti bancari. Da qui l’ipotesi di reato prospettabile di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro.

Le 13 persone devono altresì spiegare la provenienza di questo denaro, precisando a quali prestazioni o servizi si riferiscano ed esibendo fatture o altri documenti contabili comprovanti la liceità delle operazioni dalle quali sarebbero scaturiti gli accreditamenti delle somme. Tra le ipotesi prese in considerazione anche quella che parte di queste somme sia transitata in conti offshore. La vicenda, che si protrae da dieci mesi, starebbe ormai per giungere alle battute finali.

Letto 16888 volte