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Una Nuova Prospettiva

Università a Modica: Economia Aziendale

Riceviamo e pubblichiamo.

Quattro anni fa Apre a Modica il Corso di Laurea in Economia Aziendale della Facoltà di Economia di Catania.
Un po’ più tardi rispetto al normale periodo di apertura dell’Anno Accademico ma a Novembre 2004 tutto è pronto per offrire agli studenti del territorio interessati al Corso in questione, un’alternativa valida a quella catanese che spesso si sa è molto costosa e disagevole per le famiglie che devono in qualche modo attivarsi per mantenere gli studi fuori sede del proprio figliolo.
PRONTA??? Ma a che cosa?I locali designati si trovano presso l’Istituto Salesiano a Modica Alta.
Si tratta di un seminterrato con due “aule”, due lavagne, qualche gessetto, un centinaio di sedie, una bacheca, una segreteria con quattro impiegati e due ausiliari addetti alla struttura. Un seminterrato in cui durante il periodo invernale l’unica luce che vede è quella dei neon accesi.
In principio mancavano persino i riscaldamenti! Per fortuna poi sono state gentilmente concesse delle stufette elettriche che hanno permesso agli studenti di togliersi i cappotti in aula. Una volta ottenute le stufette ci si rende conto che un’Università che si rispetti deve avere una biblioteca, una lavagna luminosa, un proiettore, una sala computer con collegamento a Internet accessibile dagli studenti…e chi su sti cosi?
Altre piccole grandi conquiste che nel giro di poco tempo sono state grazie a Dio ottenute.
Adesso il Corso di Laurea in Economia Aziendale vanta di una biblioteca con una quindicina di testi di discipline varie consultabili in corridoio se non c’è troppo caos!!!
A sostegno degli studenti che dopo aver pagato le tasse si trovano a dover fare Università come si fa il Catechismo, c’è un impeccabile toilette che un giorno ed uno pure è chiusa perché GUASTA! Sempre, costantemente guasta! Tre bagni e nemmeno uno utilizzabile. Poi per fortuna arriva un impiegato della Modica Multiservizi che pare lo sistemi, ripristini il guasto e per la prossima settimana il pericolo è scampato.
Oggi siamo al 4° anno, il numero degli studenti è aumentato, così come la necessità di avere un’altra aula e altri strumenti a supporto dell’attività didattica.
Un’aula viene fornita dall’Istituto Salesiano, ringraziando la bontà degli amici di Don Bosco che danno ancora accoglienza a chi spesso e volentieri dimentica di pagare gli affitti.
Se la situazione non dovesse essere ancora abbastanza grave, vi annuncio che da tre giorni i locali sono chiusi per lavori in corso.
La struttura infatti necessita di opere di ristrutturazione…quale miglior periodo se non quello di piena attività dell’Università per approfittare e fare i lavori?
Almeno si fossero preoccupati di spostare temporaneamente la sede, magari spostando le lezioni presso un altro edificio, un’altra struttura…no! Chiudiamo per ristrutturazione!
Questa logica di breve periodo mi fa letteralmente accapponare la pelle!
Ma dico io, se proprio non si possono posticipare i lavori è difficile prevedere che quei locali dovranno essere chiusi per un periodo e che forse sarebbe il caso di organizzare un temporaneo trasloco? No!
Il dramma è il fatto di doversi accorgere che in fondo altro non è stata che una scelta politica.
Aprire un Corso di Laurea significa prendersi delle responsabilità verso coloro che vi fanno affidamento, coloro che pagano le tasse per usufruire di un servizio, coloro che fanno sacrifici.
Non c’è dubbio che molti hanno e continuano a godere dei benefici che comunque ne derivano. Avere una sede decentrata comporta comunque un risparmio economico, la possibilità per molti di poter conseguire una laurea che altrimenti non avrebbero avuto perché impossibilitati al trasferimento!
Ma ciò non significa che si possono accettare e continuare a subire tali disservizi!
Alle numerose richieste inoltrate all’allora Sindaco di Modica, si sono susseguite una serie di promesse mai mantenute e si è assistito ad uno spudorato scarica barile fra l’amministrazione ed il Consorzio.
A me francamente di chi siano le colpe poco importa. Ciò che davvero mi indigna come cittadina in primis è il vedere le cose fatte male, è il vedere una città che sta letteralmente sprofondando verso il silenzio di chi sa ma non dice, chi subisce ma non si lamenta, chi vede e non denuncia, perché ”…tanto si sa che fanno quello che vogliono!”.
E proprio grazie a queste parole, a questi pensieri, a questa che sta diventando una cultura siamo dove siamo.

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