Riceviamo e pubblichiamo integralmente la profonda lettera di una lettrice. Vi invitiamo a commentare.

Carissimo direttore,
approfitto della sua dichiarata correttezza per scrivere ai miei concittadini. Mi sono chiesta il perché di questa mia voglia improvvisa di parlare urlando la mia rabbia …….Ho trovato dentro di me parecchie motivazioni, le elenco così, forse potrò farmi capire …dai miei fratelli modicani e chissà, qualcuno sorridendo, mi ascolterà.
Ho 48 anni, mi sento una donna con la d maiuscola, presunzione? Non credo…Dio mi ha creata donna e questo mi dà la regalità di figlia, tutta la mia pelle, il mio sangue, la mia anima sono impastati di giustizia, di verità. Ho sempre lottato, nel posto di lavoro, in famiglia, per i più soli.

Ho dato ai miei figli latte e verità, sete di giustizia.

Il mio essere di Cristo fino al mio respiro più profondo mi fa chiedere ai miei concittadini fratelli modicani il perché di tanta paura di verità.
Che fine ha fatto l’orgoglio dei nostri nonni che andando nei campi condividevano pane e olive con chiunque passasse di là, all’ombra dei muri “a siccu”, parlavano di onestà e…?
E ora ad un passo delle ennesime elezioni vi chiedo: scrollatevi di dosso il potere dei soldi ..toglietevi quel filo sottile e pesante di chi, sorridendo, vi tiene legati …a voi facente parte di migliaia di cooperative nate per i giovani e perpetuate con promesse di stipendi mai dati…acconti su acconti…lavori “socialmente utili” CHE VI HANNO APPIATTITO LA MENTE .

Nuove elezioni.
Scommettiamo, lo so, anche voi state pensando come me, che tutti cominceranno a dire “ora si cambia”! Votami! E quei discorsi, inutili “loro hanno fatto”loro hanno mangiato, ma tu dov’eri, eppure c’eri! Eccome se c’eri, ti abbiamo visto ..eri seduto alla latteria forse? Ma qui non cambia nulla, e saliranno le stesse persone che passeggiando al corso ci daranno la mano, e poi mi chiedo il perché…non siamo amici e neanche parenti, conoscenti forse, e di che cosa?
Della vita dell’impiegato comunale che non prende soldi da mesi?
Del padre che lavora in cooperativa e che ha chiesto prestiti su prestiti per tirare avanti?
O della mia amica con un figlio diversamente abile che non può permettersi di curare il suo bellissimo bimbo? Beh, lei lavora in una cooperativa…
Cristo ruppe la mentalità del suo mondo mettendosi un grembiule che a distanza di secoli ancora urla…chiedo ai politici il rispetto per quel grembiule ..che molti di loro non sanno nemmeno cosa sia.
Chiedo ai Modicani di votare seguendo poche regole ..un candidato pulito ma pulito sul serio…un uomo o una donna che si è fatto da solo, che non abbia necessariamente tanti soldi.
Solo “i poveri” conoscono l’odore del servizio…un candidato che non prometta nulla, perché oggi nessuno a Modica può promettere nulla, che non sorrida stupidamente a tutti, che non dia pacche sulle spalle o stringa mani ….che abbia il coraggio di dire “NO”…che riesca a guardare l’altra Modica, che non faccia passare, superando tutte le altre, la pratica del solito”noto”, che non favorisca il solito imprenditore ma che dia spazio al giovane onesto, non figlio di papà, che permetta ai più poveri di avere il minimo per vivere, e che per far ricevere il sussidio di povertà io non debba chiedere ad un mio amico il favore…NON chiederò più! Che faccia fare il proprio dovere agli impiegati, che non imboschi nessuno perché amico dell’amico…che non nomini l’ennesimo dirigente che prende stipendi accumulando cariche, ma che con il grembiule del servizio faccia del suo tempo “il tempo” dell’uomo.
Egregio direttore, vorrei la mia lettera pubblicata in tutti i bar –uffici-scuole- case- chiese, scritta nel cuore dei miei fratelli concittadini ..vorrei poter parlare con ognuno di loro per dire che è il momento di fare un “Modica V-day” liberandoci di VOI POLITICI DA SEMPRE NON LIBERI NE ‘ LIBERANTI . In nome di Cristo, buona liberazione a tutti….

Marisa Scivoletto

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