Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una lettrice che ci offre degli spunti di lettura.

Mi piace leggere: libri “importanti” e frivoli, giornali (settimanali, mensili, quotidiani ecc.) “importanti” e frivoli perché: “Non si può mai sapere da dove può venire un’idea geniale” (Tratto da “Working
Girl” di Mike Nichols).
Visto che mi capita di leggere commenti su questo sito, di sentir parlare alcuni amici simpatizzanti, di sentir parlare altre persone impegnate su altri fronti o non impegnati affatto e, ovviamente, di parlare e stra-parlare anch’io di cose più o meno conosciute ho pensato di condividere con voi una cosa che mi appassiona.
Più volte sono stata tentata di “consigliare” letture che non siano intrise di luoghi comuni (e, ahimé, credo che ne abbiamo davvero bisogno!), che siano uno scorcio, uno spaccato o, come piace a voi, una prospettiva della società vista da occhi di sinistra o destra che siano, da occhi sapienti (a mio parere), da occhi esperti, da occhi anche non contemporanei che, però, ci hanno preso in pieno!!
Ho deciso di scrivere oggi perché come ben sapete siamo alla vigilia di nuove elezioni e quindi i temi della politica e della società emergono, nuovamente, nei discorsi quotidiani.
Sono anche aperta ad essere consigliata ma, se me lo permettete, vorrei oggi suggerirvi un brano di
Alexis de Tocqueville, tratto dal libro “La democrazia in America” pubblicato nel 1835, segnalato nell’articolo “Considerazioni attuali” di Umberto Eco pubblicato su “L’Espresso” del 22 maggio 2008.
Trascrivo fedelmente.

“Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare.
Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri…. Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l’ordine anzitutto! Una nazione che chieda al suo governo il solo antenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla.
Quando la grana massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei proprio affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere.
Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità
disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa
cadere un grande popolo”.

L’unico commento del giornalista è quanto le idee espresse nel libro siano attuali, contemporanee.
Io mi permetto di aggiungere il mio commento e siete tutti invitati ad imitarmi:
il brano è riferibile pienamente al contesto nazionale e, perché no, locale!
Rispecchia il mio pensiero e io, ovviamente, non avrei saputo dirlo e scriverlo meglio!

Valeria

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