Sabato 16 agosto alle ore 21.30 al Castello di Donnafugata la Compagnia del Teatro Marginale porterà in scena “Il caso Spampinato. Inchiesta drammaturgica”.

La pièce, per la regia di Roberto Rossi e Danilo Schininà (che interpreta Giovanni Spampinato), con Marcello Perracchio (nel ruolo del giudice Tommaso Auletta), Alessandro Sparacino (alias Roberto Campria) e Nicoletta La Terra (nel ruolo della teste-chiave Elisa Ilea), racconta la vicenda di Giovanni Spampinato, il corrispondente ragusano de “L’Ora” e de “L’Unità” assassinato nell’ottobre 1972 da Roberto Campria, figlio del presidente del locale tribunale. A tanti anni di distanza sul caso Spampinato non è stata fatta ancora piena luce: probabilmente la sua uccisione servì per coprire una misteriosa trama che coinvolgeva la destra eversiva e la criminalità organizzata nel ragusano, sulla quale il venticinquenne giornalista stava indagando già da qualche tempo. Ma le indagini poi andarono in tutt’altra direzione.

Dallo studio degli atti processuali di quei delitti, delle perizie e degli interrogatori della polizia giudiziaria, degli articoli di giornale e delle lettere di Giovanni al fratello Alberto è nata l’inchiesta drammaturgica di Roberto Rossi e Danilo Schininà.

I due autori e registi hanno tagliato e ricucito insieme le parole trascritte nei faldoni ingialliti e abbandonati negli archivi dei tribunali di Ragusa e di Catania, assieme al ticchettio della Olivetti del giornalista, alle convulse telefonate tra vittima e carnefice (ricostruite attraverso le lettere tra Giovanni e il fratello), cadenzate da flashback che riportano all’infanzia di Giovanni e di Campria e illuminano il percorso giudiziario che ha portato alla blanda condanna per l’omicida. E poi quella spasmodica corsa di Giovanni verso la verità, una corsa solitaria, interrotta nella sua Cinquecento bianca, una notte di ottobre di trentasei anni fa, a pochi metri dal carcere di Ragusa, dove il carnefice si consegnerà dopo aver esploso sei colpi di pistola contro il giovane cronista, colpevole di «non essersi fatto i fatti suoi».

Lo spettacolo, presentato in anteprima al Premio giornalistico televisivo “Ilaria Alpi” a Riccione lo scorso 2 giugno, è stato realizzato con il contributo dell’Assessorato regionale ai Beni culturali, della Provincia regionale e del Comune di Ragusa e con il patrocinio dell’Ordine nazionale dei giornalisti, della Federazione Nazionale della Stampa e del Segretariato Sociale Rai.

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