A seguito della nostra denuncia sulla scelta di dirottare i fondi, inizialmente destinati alla trivellazione di pozzi per dare l’acqua al quartiere Sorda, verso i lavori per illuminare le campagne e sui criteri poco chiari di posizionamento dei pali della luce, il Quotidiano di Sicilia pubblica una inchiesta su quello che possiamo definire lo scandalo della pubblica illuminazione a Modica.

Marcello Medica ha battuto a tappeto il territorio modicano sulla scorta delle segnalazioni di tanti cittadini indignati ed ha effettuato una ricerca degli atti e delle delibere riguardanti l’installazione dei pali dell’illuminazione.

L’amministrazione Torchi approvò la delibera a maggioranza con 16 voti a favore, 6 contrari e 2 astenuti.

E’ emersa anche una discrepanza tra le zone che il consiglio comunale aveva deliberato di illuminare e quelle che furono effettivamente illuminate; durante la passata amministrazione furono diverse le interrogazioni in merito sia da parte di consiglieri di maggioranza che di opposizione, ma ebbero tutte lo stesso destino: nessuna risposta da parte dell’amministrazione Torchi.

Di seguito i testi integrali dell’inchiesta e le foto.

L’illuminazione delle campagne anziché l’erogazione di servizi essenziali quali l’acqua o la rete fognaria
Scandalosa la presenza di alcuni lampioni in coincidenza di alcune villette

MODICA (RG) – Dopo la recente denuncia, attraverso un manifesto ironico, del movimento politico “Una Nuova Prospettiva”, tesa a mettere in evidenza l’uso distorto del danaro pubblico ed in particolare l’utilizzo di fondi pubblici per illuminare le campagne o la villa di qualche privilegiato cittadino anziché impiegare tali fondi per priorità come l’approvvigionamento idrico del quartiere Sorda, noi, del Quotidiano di Sicilia, siamo andati a verificare di persona per fare luce sull’incresciosa vicenda.

Il movimento politico Una Nuova Prospettiva si chiedeva “perché al quartiere Sorda non c’è l’acqua e come sono stati utilizzati i soldi ricavati dal ribasso d’asta nei lavori per la nuova rete idrica e che inizialmente si era pensato di destinare alla realizzazione dei pozzi che avrebbero dovuto dare più acqua a tutto il popoloso quartiere”.

“Circa un milione di euro, con cui era possibile trivellare dei pozzi per rifornire d’acqua il quartiere Sorda, infatti – aggiungevano dal movimento – è stato impiegato per illuminare le campagne e mentre tantissimi cittadini acquistano 10 metri cubi di acqua a circa 42 euro a fronte di un rimborso da parte del Comune di soli 6 euro, alcuni pochissimi fortunati che abitano le campagne si ritrovano i cancelli di casa illuminati a giorno da lampioni installati secondo criteri incomprensibili”.

Il nostro viaggio, questa volta, inizia dalla strada comunale Mantenga-Idria, alle periferie della città, dove è facile scorgere i pali della pubblica illuminazione installati all’ingresso di ogni abitazione.

Ci nasce spontanea la domanda se l’installazione di detti pali non sia stata concordata preventivamente con i proprietari delle villette.

Ci spostiamo, dirigendoci verso le campagne e in contrada Palazzelle, a circa 10 chilometri dal centro, scorgiamo qui altri impianti di pubblica illuminazione dove inspiegabilmente i pali risultano installati agli ingressi di ogni abitazione.

Stessa storia in via Calanchi-Favarotta, una stretta stradina dove buona parte dei lampioni risultano installati agli ingressi di ogni abitazione. Andiamo un po’ più avanti e arriviamo in contrada San Vito dove è possibile constatare anche qui le stesse modalità seguite per l’illuminazione delle altre zone.

In questi casi ciò che ci chiediamo non è soltanto perché alcune zone sì e altre no, ma, perché si è preferito illuminare alcune campagne, quando, ad esempio, l’intero quartiere di Modica-Sorda soffre per la carenza d’acqua in tutti i mesi dell’anno, o quando a pochi passi del moderno polo commerciale della città, in via Sorda Scicli, manca la rete fognaria? Non vi dovrebbero essere delle priorità nella realizzazione delle opere pubbliche?

E’ giusto che anche nelle zone di campagna vengano realizzate opere volte a migliorare la qualità della vita, ma, occorre rispettare le priorità con la diligenza del buon padre di famiglia.

Cosa che non è affatto avvenuta in contrada Cava Ispica, ad esempio, dove è possibile scorgere la presenza di cinque lampioni di fronte una villetta.

Stessa storia nella Vanella 87 in contrada Pietre Nere dove, almeno in questo caso, risulta interamente illuminata.

Scandaloso il caso dell’illuminazione nei pressi di una villetta in contrada Quartarella, ex S.P. 122, dove qui quattro lampioni illuminano soltanto il tratto di strada dove è ubicata tale villetta.

Stesso discorso si ripete nella Vanella 113 in contrada Serrauccelli dove risultano installati quattro lampioni vicino una villetta e altrettanti, in una stradina senza uscita, di fronte un’altra villetta.

Per finire ci rechiamo in via Torre Cannata Olivieri e qui inspiegabilmente scorgiamo installati soltanto tre lampioni di cui due di fronte la chiesa della SS. Trinità e un altro all’ingresso di una villetta.

In questi casi ci chiediamo quali sono stati i criteri che gli amministratori e i dirigenti hanno seguito nella realizzazione di tali opere e se è giusto che ci siano cittadini privilegiati con la propria villetta illuminata a giorno e altri invece senz’acqua, senza rete fognaria o senza altri servizi essenziali.

Modica, 25/11/08 Marcello Medica

Discordanze tra quanto deliberato e quanto realizzato
Sulla vicenda diverse interrogazioni senza una risposta

MODICA (RG) – Sulla vicenda siamo andati a verificare ciò che emerge dai documenti e dagli atti comunali.

Nella relazione tecnica della deliberazione del Consiglio Comunale del 24/11/04, sono indicate le strade urbane ed extraurbane, oggetto d’intervento esecutivo.

Da un attento esame si può notare che alcune strade inserite nell’elenco non risultano ad oggi illuminate, come il primo tratto di via Modica-Noto o il primo tratto della Strada Comunale Torre Cannata, mentre, non si trovano inserite nell’elenco approvato dal Consiglio Comunale alcune strade o tratti di strade che oggi inspiegabilmente risultano illuminate, come la Vanella 87 in contrada Pietre Nere o il tratto di strada dell’ex S.P. 122 in contrada Quartarella.

La prova di tali discordanze, tra quanto deliberato e quanto realizzato, è un’interrogazione urgente del 01/03/07 presentata dall’allora consigliere comunale Francesco Militello il quale, avendo constatato che i lavori di installazione dei pali della pubblica illuminazione non stavano procedendo in modo regolare, diffidava l’Amministrazione Comunale a far continuare i lavori e la invitava a prendere i dovuti provvedimenti affinché fosse rispettato ciò che era stato deliberato. Il 07/03/07 il Direttore Generale del Comune, Carmelo Colombo, chiedeva, al Dirigente del IV Settore, Giuseppe Patti, di voler trasmettere idonea relazione in esito a quanto contenuto nell’interrogazione del consigliere Militello.

Nel frattempo termina la legislatura e il consigliere non ottiene nessuna risposta; inizia la nuova legislatura e il consigliere Militello, rieletto nuovamente, ripresenta, il 14/08/07, l’interrogazione e visto che ormai i lavori di installazione sono stati ultimati, escludendo alcune vie programmate, chiede che si adottino tutti gli atti necessari per fare chiarezza sulla vicenda ma, resta nell’attesa di una risposta.

Un’altra prova, di quanto vi abbiamo raccontato e mostrato, è data da un’altra interrogazione urgente del 19/10/07 per opera del consigliere comunale Nino Cerruto il quale chiedeva, all’allora Amministrazione Torchi, spiegazioni e chiarimenti sull’incomprensibile installazione di quattro lampioni a funzionamento fotovoltaico sul tratto dell’ex S.P. 122 in contrada Quartarella di fronte l’ingresso di una villetta, anziché l’illuminazione di due pericolosi incroci stradali successivi e vicini a tale tratto.

Cerruto chiedeva, anche, quali provvedimenti intendesse prendere l’Amministrazione per ovviare alla paradossale situazione, ma, rimase anche lui nell’attesa di una risposta.

Modica, 25/11/08 Marcello Medica

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