LETTERA APERTA DI RITA BORSELLINO A LOMBARDO, CASCIO E AI CAPIGRUPPO ARS: “A RISCHIO IL DIRITTO DI PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA, RUOLI DI GOVERNO SOLO PER LA CASTA”
Rita Borsellino invia una lettera aperta al Presidente della Regione, Raffaele Lombardo – a cui ha chiesto un incontro personale che avverrà nei prossimi giorni – al presidente dell’Ars Francesco Cascio e ai capigruppo dell’Assemblea regionale siciliana per sottoporre all’attenzione dell’Aula alcune considerazioni sul disegno di legge che modifica il sistema elettorale per le elezioni amministrative e riaprire il dibattito dopo la decisione unanime presa dalla Commissione Affari istituzionali sul ddl.
Rita Borsellino sottolinea la tendenza della riforma elettorale “di restringere gli spazi di partecipazione dei cittadini alla politica, assegnando a pochi e privilegiati soggetti il compito di governare”, come già avvenuto con l’abolizione delle preferenze in occasione delle recenti elezioni nazionali.
“Appare evidente – scrive Rita Borsellino – il tentativo di espropriare i cittadini dei loro destini, relegandoli ad un ruolo di semplici spettatori in cui le decisioni, gli atti di governo, appartengono, sempre di più, ad una ristretta oligarchia, ad una ristretta casta che mortifica, ogni giorno, la democrazia nel nostro paese, nella nostra regione, nelle nostre città”.
“La decisione di prevedere un sbarramento del 5% per le amministrative per i comuni sopra i 10 mila abitanti e per le provincie regionali ci sembra che confermi – si legge nella lettera – questa tendenza che mortifica quel diritto di partecipazione democratica alla quale la politica dovrebbe guardare con estremo interesse invece di viverla come un fastidio”.

Segue il testo integrale della lettera:

Al Signor Presidente della Regione Siciliana

Al Signor Presidente dell’ARS

Ai Signori Capigruppo dell’ARS

La recente decisione della Prima Commissione di approvare un disegno di legge, che modifica il sistema elettorale per le elezioni amministrative, mi induce ad alcune considerazioni che desidero trasmetterVi nell’intento che le stesse possano trovare spazio nel confronto d’aula, previsto nei prossimi giorni.

Ormai da tempo, nel nostro paese e nella nostra regione, in materia di riforma elettorale sembra prevalere una tendenza che, di fatto, finisce con il restringere gli spazi di partecipazione dei cittadini alla politica, assegnando a pochi e privilegiati soggetti il compito di governare. Mi riferisco, ad esempio, al dibattito in corso con riferimento alla riforma delle legge elettorale per le prossime consultazioni europee, in cui l’abolizione delle prefenze, come già avvenuto in occasioni delle recenti elezioni nazionali, ed una elevata soglia di sbarramento per essere rappresentati nel Parlamento Europeo sono la più evidente testimonianza di come l’intera classe politica, presente oggi in Parlamento, stia rapidamente comprimendo ogni possibilità di partecipazione dal basso dei cittadini, in evidente contrasto con la funzione e il ruolo della stessa politica.

Se da un lato occorre snellire le procedure nella pubblica amministrazione, se è condivisibile la necessità di avere governi stabili e con maggioranze certe, evitando l’eccessiva frammentazione della rappresentanza istituzionale, dall’altro è pur vero che andrebbe fatto ogni sforzo per favorire la partecipazione democratica e il pieno coinvolgimento dei cittadini al governo dei territori.

Appare, viceversa, sempre più evidente il tentativo di espropriare i cittadini dei loro destini, relegandoli ad un ruolo di semplici spettatori in cui le decisioni, gli atti di governo appartengono, sempre di più, ad una ristretta oligarchia, ad una ristretta casta che mortifica, ogni giorno, la democrazia nel nostro paese, nella nostra regione, nelle nostre città.

In questo senso la decisione di prevedere uno sbarramento del 5% per le elezioni amministrative per i comuni sopra i 10 mila abitanti e per le provincie regionali ci sembra confermare questa tendenza che mortifica quel diritto di partecipazione democratica alla quale la politica dovrebbe guardare con estremo interesse invece di viverla come un fastidio. Probabilmente, una soglia di sbarramento non superiore al 3% avrebbe ottemperato alla necessità di semplificazione delle assemblee elettive e garantito, nel contempo, efficacia dell’azione amministrativa.

L’esigenza di una forte partecipazione democratica, di un rinnovato protagonismo dei cittadini non è in contrasto con la legittima esigenza di governare, di compiere scelte, di assumere decisioni. Ma tutto ciò deve essere fatto non comprimendo gli spazi di partecipazione e cercando quegli strumenti idonei per rendere i cittadini veri protagonisti della loro vita.

Un’ultima considerazione desidero esprimere in materia di riduzione dei costi della politica per quanto previsto dalla stessa richiamata legge. Se, infatti, quanto previsto dalla legge in materia di riduzione dei gettoni di presenza per le rappresentanze elette può essere condivisibile, è pur vero che tali decisioni potevano essere prese dopo che la stessa Assemblea Regionale avesse, con atti concreti, dato il buon esempio, riducendo le spese che fanno riferimento ai parlamentari regionali eletti, penso, per esempio al budget a disposizione di ogni singolo deputato per le spese di viaggio non motivate dalle funzioni istituzionali che gli stessi svolgono.

L’unanimità della decisione assunta in Commissione su questa legge mi ha indotto a scrivere questa lettera con l’augurio che il dibattito parlamentare possa ritornare sui temi richiamati ma, soprattutto, perché i cittadini, spesso non appassionati dai dibattiti in materia elettorale, possano trovare spunti di riflessioni e di analisi sul rischio che corre oggi fortemente questa nostra democrazia sempre più svuotata.

Palermo 29/11/08

On. Rita Borsellino

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