Marcello MedicaTorna di nuovo l’attenzione sul degrado e sullo stato di abbandono di Cava Ispica, soprattutto per quanto riguarda la parte alta della zona archeologica: Baravitalla.
Là dove anni fa erano stati realizzati due parcheggi muniti di servizi igienici e e da dove si diramavano i sentieri che attraversavano la cava alla scoperta delle bellezze naturalistiche e archeologiche, oggi si riscontra solo abbandono, spazzatura e distruzione.
Qualche mese fa anche una squadriglia degli scout AGESCI Modica 2 aveva denunciato il degrado.

Marcello Medica è tornato sul posto ed ha pubblicato un dettagliato resoconto sul Quotidiano di Sicilia.

L’amministrazione assicura un intervento.

Cava d’Ispica: degrado e pericoli permangono da diversi anni
Incuria, vandalismo, sciacallaggio, abusivismo ambientale e sperpero di danaro pubblico

MODICA (RG) – A distanza di oltre un anno dalla nostra inchiesta pubblicata sul n. 179 del Quotidiano di Sicilia del 29/09/07, siamo ritornati sul posto e a malincuore abbiamo dovuto constatare l’amara realtà in cui si trova, il versante nord del parco archeologico di Cava d’Ispica, in contrada Baravitalla. Ci balza subito all’occhio la segnaletica posta all’inizio della stradina che conduce al parco; dire che è rovinata sarebbe il minimo in quanto in quel posto occorrerebbe un segnale atto ad indicare l’interruzione della strada a 300 metri, ma, niente di tutto ciò. Ci inoltriamo verso quella che una volta era un’area attrezzata con tanto di servizi igienici funzionanti e dove oggi, purtroppo, è possibile constatare soltanto i resti delle opere di infrastrutturazione turistica eseguite negli anni novanta a fronte di un costo per la collettività di ben 545 milioni di lire. Cerchiamo di raggiungere l’ingresso di tali servizi igienici e scorgiamo i segni del vandalismo sia all’esterno sia all’interno, dove tutto è stato rubato e distrutto, persino gli interruttori elettrici. Da ciò si desume facilmente che l’incuria degli enti pubblici nel corso degli anni ha facilitato tali atti di vandalismo e di vero e proprio sciacallaggio; all’esterno di tali servizi, infatti, abbiamo dovuto faticare non poco per scansare rovi e sterpaglie che ormai hanno preso il sopravvento su tutto. Ma a pochi metri da lì ecco delle discariche abusive a cielo aperto che fanno da contorno all’abbandono e al degrado appena descritto. Pneumatici dismessi e scarti di materiale edile misto ad altri rifiuti insozzano l’area riservata a parcheggio, rendendo nello stesso tempo un’immagine più che squallida del parco. Anche i muretti a secco, costruiti a suo tempo con dovizia di particolare, sono stati oggetto di atti di vandalismo e sciacallaggio; alcuni tratti di essi, infatti, mancano delle pietre superiori, le cosiddette “traverse”. Ci incamminiamo per raggiungere l’ingresso del percorso archeologico ed ecco l’amara sorpresa: ci appare l’insegna turistica indicante l’inizio del percorso archeologico, ma, l’accesso risulta praticamente ostruito da rovi e quant’altro e quindi inaccessibile. Come se non bastasse, rifiuti di ogni genere fanno da decoro a quello che una volta era l’ingresso di un percorso archeologico, ma di cui adesso è rimasta soltanto l’insegna. Scendiamo un pò più giù e subito ci appaiono i resti di quello che una volta era il ponte di Baravitalla in grado di collegare diverse contrade tra loro e di consentire l’accesso al parco da altre strade. A distanza di parecchi anni dal crollo, a causa di un’alluvione, i residenti e i visitatori sono costretti a circumnavigare tutta Cava Ispica per raggiungere il lato opposto del ponte. La cosa veramente grave, tra l’altro, è che qualcuno ha rimosso i massi e le transenne che ostruivano il passaggio e adesso chiunque vi si potrebbe avventurare, correndo seri pericoli. Occorrerebbe, quindi, un immediato intervento volto a ripristinare le transenne e ad installare, a monte della stradina, la segnaletica indicante il pericolo. Occorrerebbe anche, da parte degli enti competenti, mettere mano al più presto al progetto già esistente per il ripristino di tale infrastruttura estremamente utile alla collettività. Oltrepassiamo la zona del crollo e a pochi metri di distanza ci appare un’altra discarica abusiva dove ogni sorta di rifiuto fa bella mostra di se. Per finire, non possiamo non notare uno degli scandali che vi abbiamo già raccontato in un’altra inchiesta pubblicata sul n. 223 del Quotidiano di Sicilia del 29/11/08. Proprio ai bordi della stradina, infatti, qualche hanno fa, sono stati installati quattro pali della pubblica illuminazione a funzionamento fotovoltaico, ma, la cosa strana è che di fronte tali lampioni sorge una villetta. Ci chiediamo perché il tratto di strada precedente e successivo a tale villetta è al buio e quali criteri sono stati seguiti da pubblici amministratori e dirigenti nell’installazione di questi quattro lampioni.

Modica, 09/12/08 Marcello Medica


Un sopralluogo della nuova Amministrazione Comunale
Preso l’impegno di valorizzare la zona ripristinando le infrastrutture

MODICA (RG) – Un sopralluogo sul posto è stato recentemente effettuato dalla nuova Amministrazione Comunale nella persona del sindaco, Antonello Buscema e dell’assessore alle Manutenzioni, Elio Scifo. Entrambi hanno, con amarezza, constatato, a parte lo stato di degrado e abbandono dell’area, quel che resta delle opere di infrastrutturazione turistica eseguite negli anni novanta attraverso un progetto il cui costo di realizzazione fu di circa 545 milioni di lire. Oggi purtroppo rimane ben poco di tutto ciò che venne realizzato con tale ingente somma che, ricordiamo, era danaro pubblico prelevato ai cittadini. Entrambi hanno preso precisi impegni di voler valorizzare tale zona del parco, di competenza del Comune e dove si trovano famosi siti archeologici come la “tomba del re a finti pilastri”. In particolare l’assessore Scifo ha preso l’impegno di far transennare la stradina che conduce al crollato ponte di Baravitalla, di far installare l’adeguata segnaletica indicante la situazione di pericolo e di verificare l’iter del progetto di ripristino del ponte così da ripristinare nuovamente la circolazione ed il collegamento con le altre strade che conducono al parco. L’intento dell’Amministrazione Comunale in definitiva sarebbe quello di far rivivere l’intera zona, ripristinando le necessarie infrastrutture ricettive e creando i presupposti per uno sviluppo turistico rispettoso dei luoghi, ma, in grado di offrire quei servizi essenziali per i visitatori del parco. In merito al progetto di ripristino del ponte di Baravitalla, il Presidente della I Commissione Affari Istituzionali all’Ars, on. Riccardo Minardo, ha, di recente, incontrato la dott.sa Chiarina Corallo della direzione provinciale di Ragusa della Protezione Civile. Il progetto redatto dalla protezione civile, per un importo di 270 mila euro, ha avuto già il parere dell’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente ed è stato quindi trasmesso al Comune di Modica affinché lo stesso provveda a dare la dovuta continuità amministrativa. La responsabile dott.sa Corallo ha preso impegno di convocare una conferenza di servizio tra le parti interessate per poi procedere al finanziamento e alle procedure d’appalto. «Si tratta di un importante passo in avanti per la sistemazione dell’infrastruttura – ha commentato l’on. Minardo – più volte richiesta dai residenti in quanto è un’indispensabile via di collegamento tra le varie contrade del comprensorio ed inoltre facilita i percorsi turistici per chi deve andare a visitare i siti archeologici».

Modica, 09/12/08 Marcello Medica

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