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Da Articolo21.info:

Ricorre oggi il venticinquesimo anniversario della morte di Giuseppe Fava, giornalista ucciso dalla mafia a Catania la sera del 5 gennaio 1984. Oggi alle 18.30, al Centro culturale Zo di Catania, consegna del premio nazionale ‘Giuseppe Fava’ a Carlo Lucarelli, con la partecipazione del magistrato Anna Canepa, del figlio Claudio Fava, del direttore di Tele Jato Pippo Maniaci e di Roberto Natale, presidente Fnsi.

Fava, nato in provincia di Siracusa il 15 settembre del 1925, dopo gli studi liceali si trasferi’ a Catania, dove si laureo’ in Giurisprudenza, iniziando poi la carriera giornalistica come cronista allo Sport Sud di Catania.
Nel 1980 fu chiamato alla direzione del Giornale del Sud, testata catanese, facendolo diventare immediatamente un giornale ‘irriverente’, attirandosi le censure e infine il licenziamento. Nel 1982 Fava costitui’, insieme alla parte della redazione del Giornale del Sud che ne aveva condiviso le scelte di fondo, la cooperativa editoriale Radar e registro’ una nuova testata, I Siciliani, affrontando tematiche come la devastazione dell’ambiente e la sfida della mafia. Oltre alle numerose inchieste giornalistiche, negli stessi anni maturo’ una straordinaria vocazione artistica, letteraria e pittorica, con la pubblicazione di romanzi come ‘Gente di rispetto’ (1975), da cui Luigi Zampa trasse il film omonimo, ‘Prima che vi uccidano’ (1977) e soprattutto ‘Passione di Michele’ (1980) dal quale Werner Schroeter trasse il film ‘Palermo oder Wolfsburg’, vincitore dell’Orso d’oro al festival di Berlino del 1980: da ricordare anche le opere teatrali ‘Il Proboviro’ (1972), ‘Bello Bellissimo’ (1975), ‘Foemina ridens (1980)’.
Sostenitore di un giornalismo dalla forte connotazione etica – ‘a che serve essere vivi, se non si ha il coraggio di lottare’ era il suo motto – la fondazione che porta il suo nome lo ricorda nel venticinquennale della morte con una serie di iniziative: ieri sera Giovanni Minoli ha presentato, al Teatro Brancati di Catania, l’inchiesta televisiva ‘Giuseppe Fava, un uomo'; oggi invece, alle 18.30, al Centro culturale Zo di Catania, consegna del premio nazionale ‘Giuseppe Fava’ a Carlo Lucarelli, con la partecipazione del magistrato Anna Canepa, del figlio Claudio Fava, del direttore di Tele Jato Pippo Maniaci e di Roberto Natale, presidente Fnsi.

“Io – scriveva Fava – ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo infatti che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società. “Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente allerta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo.” Il miglior modo di ricordare Pippo Fava, ucciso dalla mafia il 5 gennaio 1983 a Palermo è quello di ricordare il suo pensiero sul giornalismo. Un pensiero che dovrebbe essere proprio di ogni giornalista…

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