la-sede-della-direzione-generale-dellausl-7-di-ragusaLa riduzione del budget all’Ausl 7 impedisce di fornire prestazioni di medicina nucleare. A lanciare l’allarme un comitato di pazienti che ha deciso di ricorrere alle vie legali

RAGUSA – Gli effetti dei tagli regionali alla spesa sanitaria si fanno sentire, purtroppo, anche sull’erogazione delle prestazioni sanitarie ai malati oncologici.
La riduzione del budget assegnato all’Ausl 7, infatti, impedisce di fornire prestazioni di medicina nucleare, in quanto esiste in provincia di Ragusa una sola struttura con un budget già assolutamente insufficiente per le esigenze dell’area iblea.
A lanciare l’allarme è stato un comitato costituito da alcuni pazienti, che ha deciso di ricorrere alle vie legali, nei confronti dell’azienda sanitaria, per avere riconosciuto in pieno il sacrosanto diritto alla salute.
Tale vicenda, infatti, oltre a configurarsi come una riduzione del diritto alla salute, si potrebbe configurare anche come interruzione di pubblico servizio.
Il direttore generale dell’Ausl 7, Fulvio Manno, ha intanto informato della questione l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, il quale non ha ancora assunto alcun provvedimento.
La riduzione del budget assegnato all’azienda sanitaria di Ragusa impedirà, secondo Manno, l’erogazione di alcune prestazioni riducendo il diritto alla salute della popolazione iblea. Il disservizio è stato denunciato anche dal Codacons che parla di rischio delle prestazioni di medicina nucleare in quanto l’unico centro medico della realtà ragusana è costretto a sospendere le prestazioni ai convenzionati a causa dei tagli programmati dal cosiddetto “piano di rientro”, per sanare l’enorme buco nell’ambito della sanità regionale e costringendo, in tal modo, i pazienti a spostarsi in altre province per non pagare le prestazioni di tasca propria. A parte il centro specializzato sito a Ragusa, non esistono, infatti, altre strutture pubbliche o private in grado di fornire una diagnostica di alta specializzazione utilizzata soprattutto dai malati oncologici.

Marcello Medica

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