Vito D'Antona Le ripetute dichiarazioni del Sindaco di Modica, al Consiglio Comunale, alle parti sociali e alla stampa, in ordine alla drammatica crisi finanziaria del Comune di Modica a rischio di dissesto finanziario devono allarmare e preoccupare.
La fase di ricognizione della effettiva situazione finanziaria avviata in questi mesi dall’Amministrazione Comunale ci sta consegnando dei dati assolutamente inoppugnabili: ventuno milioni di disavanzo finanziario del bilancio 2007, dieci milioni di debiti fuori bilancio, riconosciuti e in corso di riconoscimento, una anticipazione di cassa di circa undici milioni, una anticipazione della Regione di cinque milioni e un debito residuo dovuto a mutui presso la Cassa Depositi e Prestiti per circa trenta milioni. A questo si aggiunga una situazione ormai consolidata data dalla difficoltà di riscuotere i crediti degli anni precedenti (tarsu, acqua, Ici, ecc.) a fronte di una costante pressione da parte dei fornitori, anche con azioni giudiziarie costose per il pagamento dei debiti accumulati in questi anni (Università, Comune di Scicli, piccoli e medi fornitori), che determina una permanente assenza di liquidità.
E tuttavia è possibile uscire dalla crisi, senza passare dalla dichiarazione di dissesto, a condizione che venga raccolto da tutta la città l’invito lanciato dal Sindaco su un percorso di risanamento virtuoso e condiviso, in primo luogo dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni di categoria, in rappresentanza rispettivamente dei dipendenti diretti e indiretti del comune e di rappresentanza dei fornitori e che ciascuno faccia la sua parte.
All’Amministrazione Comunale compete insistere sulla predisposizione di un bilancio per l’anno 2009 che sia il primo di una serie di documenti veritieri, prudenti e decisi nelle entrate e rigorosi nelle spese, evitando danni sociali ed occupazionali. Al Consiglio Comunale spetta un compito di sostegno ad una politica di rigore, anche accogliendo in modo aperto e critico proposte che rafforzano tale senso di marcia.
Ai parlamentari nazionali e regionali è da tempo richiesta una iniziativa presso il Governo centrale e presso il Governo regionale finalizzata ad interventi straordinari che supportino quei comuni, come Modica, che si avviano, invertendo la tendenza, verso il risanamento finanziario; in questo senso non è da escludere, dopo i contributi concessi recentemente ai comuni di Roma e di Catania, forme straordinarie di intervento, anche sotto forma di anticipazioni da restituire in tempi lunghi.
Ai sindacati viene richiesto, in alternativa a scenari con effetti devastanti connessi ad un eventuale dissesto in termini di licenziamenti e perdita del posto di lavoro per centinaia di lavoratori, una particolare, matura e consapevole capacità di individuare e condividere una strategia alternativa al dissesto che sappia coniugare efficienza amministrativa, tensione e rigore nell’incremento delle entrate e nella gestione delle spese, senza alcun contraccolpo negativo sui diritti ormai acquisiti da anni dai dipendenti diretti e indiretti del Comune.
Modica è in un passaggio importante; nessuno può tirarsi indietro di fronte alla necessità di superare un momento di difficoltà e di riprendere con fiducia un cammino di serenità e di sviluppo economico e sociale.
Modica, 22.2.2009

Vito D’Antona

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