L’ordinanza del Sindaco di Vittoria Nicosia (PD) emessa in questi giorni con cui si vieta la vendita e il consumo di bevande alcoliche nell’area vicino Piazza Senia sembra un atto che segnala la questione migranti senza però provare ad affrontarla fino in fondo. In quella zona densamente frequentata da migranti l’abuso di alcool ha fatto registrare episodi di disturbo della quiete pubblica e di mancanza di sicurezza che vanno certamente affrontati.
Ma oltre a sicurezza e ordine pubblico c’è una necessità improrogabile di parlare di accoglienza ed integrazione. A Vittoria sui temi dei migranti c’è ritardo, manca ogni progetto e la situazione è gravissima: il Comune cerchi risorse, costruisca strategie, strumenti e interventi in un’ottica di rete. L’inclusione sociale non si può fare solo a parole. Bisogna avere coraggio, agire e coinvolgere nell’ottica di rete anche l’associazionismo e le comunità dei migranti. La questione rischia di esplodere.
I migranti non devono essere considerati solo come manodopera di comodo per le serre  o per le famiglie che devono accudire nonni o genitori anziani. I migranti non sono attrezzi da lavoro usa e getta. Sono cittadini che hanno diritti e doveri e che esprimono mondi e bisogni variegati:  sociali, culturali, emotivi, materiali. Ignorare tutto questo porta all’esclusione sociale, alla ghettizzazione, a forme di neo-schiavitù e di nuovo apartheid. Il tempo sta pericolosamente scadendo: da anni a Vittoria  si producono solo fiumi di parole e mai cose, fatti concreti. La situazione è davvero al limite anche da un punto di vista del rispetto della dignità e dei diritti umani. Sindaco e Giunta intervengano, siano presenti e prendano in mano le politiche locali sui migranti. Urgentemente.
Esistono situazioni soprattutto nelle campagne in cui le condizioni abitative e di lavoro dei migranti sono durissime. Centinaia di migranti sono isolati nelle campagne di Vittoria, esclusi da ogni contatto e dalla rete sociale e culturale. I casi di abuso o di ricatto sessuale nei confronti di donne migranti sono sempre più numerosi e purtroppo avvolti nel silenzio. Per non parlare del business attorno agli affitti pagati a peso d’oro. E nelle scuole dell’obbligo i bambini migranti reclamano da tempo sostegno e attenzione. Aprire veramente alle comunità dei migranti appare una necessità non più rinviabile e l’utilizzo delle politiche sociali inclusive e partecipative è la strada maestra. Ora, subito o mai più.

Vittoria, 10-3-09

Peppe Cannella, gruppo consiliare Bellaciao-Rifondazione

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