Nota della Caritas

Riemerge anche nelle nostre città una legittima esigenza di sicurezza. Certo, è necessaria una presenza più efficace ed organizzata delle forze dell’ordine.

Così però si può solo contenere, ma non sanare alla radice la violenza.

Forse è opportuno interrogarci e cercare, accanto a soluzioni immediate, vie di lunga durata, le uniche veramente efficaci.

Per questo sarebbe bene, come primo passo, guardare nel volto quanti agiscono con violenza e chiedersi: cosa c’è dietro la loro storia?

Tanti immigrati vengono tra di noi da paesi privi di regole e sradicandosi dai propri affetti; tanti immigrati, ma anche tanti giovani e poveri, sono in mezzo a noi senza cura materiale, morale, spirituale, e si abbrutiscono tra frammentazione sociale e messaggi che non nutrono ma illudono.

Gli altri passi importanti allora – insieme allo sforzo di capire – mi sembrano quelli di rendere più integrati e qualitativamente efficaci i servizi socio-sanitari e di far tornare centrale l’educazione intesa come passione perché l’uomo e la comunità prendano ‘forma’ umana.

Una scuola che cura la crescita e non solo le competenze, infatti, forma giovani e uomini sani; un quartiere problematico, se seguito nel tempo con serie forme di animazione e di integrazione sociale, si trasforma; feste degradate dal consumismo a vuota baldoria, se rivisitate con cammini educativi, diventano momenti in cui la città si riscopre famiglia attenta anzitutto ai più piccoli (come è accaduto a Modica per i morticini, Natale e Carnevale).

L’invito, pertanto, ad istituzioni, enti educativi, famiglie è quello di stringere insieme un sostanziale patto sociale ed educativo, partendo da occasioni come il Progetto “Nel solco della tradizione” o la definizione del nuovo Piano socio-sanitario di zona. Cercando di fare tutti la nostra parte per costruire la città su basi solide, su ciò che è nobile, vero, buono e bello.

Modica 25 marzo 2009

Maurilio Assenza
Condirettore della Caritas diocesana
per il distretto di Modica

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