cerrieDa “Il pensiero debole” di LUCIANA LITTIZZETTO.
A Londra pare che un discreto manipolo di genitori abbia protestato con la Bbc, famosa rete televisiva, perché ha fatto condurre una trasmissione per bambini ad una tale Cerrie Burnell.

Cos’ha che non va questa Cerrie?

E’ una famosa pornodiva che si presenta vestita sadomaso col frustino?

E’ stata in galera perché ha sciolto gli zii nell’acido muriatico?

Picchia i cani?

Strappa i baffi ai gatti?

No, niente di tutto questo.

E’ carina, simpatica, competente e amabile. Però. C’è un però.

Le manca un braccio.

E’ nata così, con un braccio solo, e tra l’altro se la cava benissimo, tant’è che non ha mai usato protesi.

Certo, ci sono delle cose nella vita che lei non potrà mai sperimentare, che so… battere le mani quando passa la regina, per dire.

Ma chisseneimporta. E’ una brava attrice, diplomata, sposata e ha una figlia di quattro mesi.

Una donna normale con un braccio solo.

Per i genitori dei bambini a casa, invece, una tragedia.

«I bambini si spaventano, si impressionano, è un’immagine che non dovrebbe comparire in televisione».

Io ho visto la foto e non c’è niente di mostruoso, non è che ha appena avuto un incidente ed è dilaniata.

Peccato perché poteva essere una bella occasione per cominciare a educare i bambini ad accettare la diversità con naturalezza, a capire che gli esseri umani sono fatti in tanti modi, e vanno bene tutti, anche quelli che a prima vista sembrano un po’ più complicati. E invece no.

«I bambini sono troppo piccoli per affrontare il discorso dell’handicap».

Palle.

Più sono piccoli, credo, più è facile fargli capire le cose con naturalezza.

E’ tanto difficile, dire: «E’ nata così, può capitare, ma come vedi va bene lo stesso, guarda come è carina».

Niente.

I genitori non la vogliono.

Ma per fare la televisione bisogna avere per forza due braccia?

Se mai è se la vuoi spostare, che ti servono, ma se la fai?!

Giurato per esempio ha tutto, eppure… Tante parole, e poi: i presentatori con l’handicap non vanno bene, se ha troppi stranieri in classe gli cambio scuola, la baby sitter meglio italiana se no non capisce la lingua, e africana no perché è piccolo tutto quel nero e gli occhi bianchi gli fan paura, il compagno down è tanto carino ma alla festa di compleanno meglio non invitarlo, si sentirebbe a disagio, la domestica sì ma se è romena magari anche no, quello lì è gay ma è tanto una brava persona.

E poi qualcuno mi deve spiegare perché le tette grandi come la cupola di San Pietro rientrano nel concetto di normalità e un braccio solo no.

Una deforme volontaria che deve andare in giro coi pesi nelle tasche dietro dei jeans se no casca in avanti, in tv va bene.

E’ normale.

Come glielo spieghi a tuo figlio mamma inglese? «Vedi Jason, quella signorina che si è fatta aprire come una simmenthal poi si è fatta infilare della gomma sotto la pelle così i maschietti han tanto spazio per giocare e lei è contenta».

E lui penserà che le donne con le tette piccole hanno il parco giochi consumato.

Allora englishmother già che ci sei spiegagli anche perché quell’altra ha un braccio solo, un signore sta in carrozzella, uno ha le mani che tremano forte, perché un bambino non parla e un altro ogni tanto tira i libri alla maestra e urla.

Altrimenti, se gli facciamo credere che il mondo è quello degli spot dei biscotti, poi non ci stupiamo se quando vede per strada uno sporco e ubriaco gli dà fuoco.

I fiammiferi glieli abbiamo dati noi.

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