Da Femminismo a sud riportiamo integralmente:


La situazione non è cambiata, no.
Fa freddo.
Non c’e’ coordinamento.
C’e’ una scadenza, quella si.
Berlusconi si muove secondo i canoni dell’efficienza aziendale.
Si finisce di scavare tra due giorni, così ha detto.
Entro quella data avremo trovato tutti (maroni ha prorogato gli scavi fino a domenica, magnanimo).
Se dici che è stato un successo tutti finiranno per pensare che deve essere così.
Improvvisamente gli organi di stampa si sono premurati ad assottigliare la cifra dei dispersi da 250 a 15.
Eppure si sa che nei paesini dei dintorni all’aquila, per esempio, c’erano tanti immigrati dei quali nessuno conosce il nome.
Gente invisibile.
Stanno scavando per rintracciarla? Le telecamere sono puntate sulla casa dello studente.
Lì c’e’ da accertare responsabilità, è un edificio pubblico, ci sono troppi morti, i genitori ad aspettare.
Giusto che si scavi fino a ritrovare l’ultima persona sepolta. Ma tutti si chiedono se il numero dei dispersi sia effettivamente di 15.
Questa è la notizia che gira di voce in voce.
Manca quella, quella e quell’altra. Chi lo sa. Forse sono riusciti ad andarsene.
Ma guarda com’e’ combinata la casa. Come hanno fatto a uscire. Ma se hanno detto che qui non c’e’ nessuno allora non c’e’ nessuno…
Intanto sulle cifre montate ad arte ci illumina Anna che a l’Aquila ha perso tutto.

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