Ancora una volta, così come è sempre accaduto nelle precedenti tornate elettorali, tornano ad invadere ogni angolo e muro delle nostra provincia i manifesti dei candidati.
Non fanno eccezione, infatti, le attuali elezioni europee, e si registrano la consueta illegalità e l’assoluta mancanza del rispetto delle regole.

Ricordiamo quali sono queste regole.

I manifesti elettorali possono essere affissi anche prima dell’inizio del periodo ufficiale di campagna elettorale ma, come per tutte le affissioni, bisogna rivolgersi agli uffici affissioni dei comuni e pagare le dovute tasse. Sarà poi l’ufficio affissioni a timbrare i manifesti e provvedere ad affiggerli. Insomma se non c’è il timbro sono illegali.

Nel periodo elettorale invece i manifesti vanno attaccati a cura dei candidati o di persone di loro fiducia (militanti volontari o eventuali agenzie specializzate a pagamento), esclusivamente nelle tabelle apposite o nei muri messi a disposizione dai comuni, ed esclusivamente negli spazi contrassegnati dall’apposito numero assegnato alla lista di appartenenza. Tutti gli altri sono fuori legge.

La legge è la 212 del 1956 e il principio su cui si basa è semplicemente quello per cui tutti le liste devono avere gli stessi identici spazi e devono confrontarsi sulle idee, sulle cose che scrivono, al limite anche competere sulla base della simpatia o credibilità delle facce dei propri candidati, ma non sul numero di manifesti che sono in grado di affiggere.

Invece quello che succede sotto gli occhi di tutti ad ogni elezione è che i candidati assoldano delle squadre che provvedono a tappezzare tutto. Occupano certamente gli spazi regolari, e comunque senza assolutamente rispettare le posizioni assegnate alla propria lista, ma soprattutto riempiono tutti gli altri spazi, per una superficie totale chissà quante volte superiore: dagli spazi che sarebbero dedicati alle affissioni pubblicitarie, a superfici su cui non è prevista nessun tipo di affissione, muri a secco, case private, tabelle di ogni tipo, panchine di autobus, e si arriva perfino a coprire segnali stradali.

Tutto questo fatto da squadre spesso in concorrenza tra loro, per cui si hanno spazi su cui vengono sovrapposti manifesti e manifesti ogni notte, o peggio, a volte, si hanno probabilmente dei monopoli territoriali, per cui si raggiungono magari degli accordi che prevedono vengano affissi manifesti in proporzione alle quote versate dai singoli politici, una specie di metodo elettorale “proporzionale” basato sugli esborsi di soldi.

Tutto ciò comporta certamente un deturpamento nelle nostre città, uno spreco assurdo di carta e di soldi, sia per il business enorme che si genera, sia per le spese ingenti che devono affrontare i comuni per ripulire le città dopo le elezioni, e comportano anche per esempio rischi per la sicurezza nei casi in cui si arriva a coprire i segnali stradali.

Ma la preoccupazione maggiore a nostro parere è la distorsione della comunicazione politica. La legge vorrebbe che i politici venissero scelti sulle base delle qualità di capacità e competenza, qualità umane e politiche, e non certo sulla capacità economica di stampare e fare affiggere manifesti, o nella spregiudicatezza nel farli affiggere contro la legge, qualità che anzi dovrebbe indurre ad evitare di farci rappresentare da essi.

Il nostro è un appello a tutti i candidati ed a tutti i partiti affinché prendano atto dell’inciviltà di tali comportamenti e facciano un passo indietro dandosi un codice di comportamento, che preveda semplicemente di rientrare nei termini di legge.

Sappiamo che i vigili urbani sono incaricati di stilare le denunce a riguardo e che le leggi attuali rendono difficile per gli organi competenti dare seguito alle loro denunce. E sappiamo anche che in caso di denunce in flagranza è più facile che paghi le conseguenze l’attacchino piuttosto che l’inequivocabile “mandante” che è il candidato stesso.

Sappiamo che esiste un provvedimento all’interno del decreto mille proroghe che condona praticamente i trasgressori, poiché prevede una multa di soli mille euro per provincia per tutte le affissioni illegali fatte durante un anno da un partito.

Questo probabilmente porterà quest’anno ad un arroganza senza precedenti, ma rimane il fatto che si tratta di comportamenti contrari alla legge e, anzi, proprio questa sanatoria, fatta dai politici per se stessi, ci spinge a mobilitarci ulteriormente e a lanciare un appello anche alle forze dell’ordine perché spendano le giuste risorse per debellare il fenomeno; chiediamo una adeguata sorveglianza che reprima il fenomeno alla radice, cogliendo in flagranza coloro che affiggono i manifesti, e risalendo, con adeguate e tempestive indagini, alle responsabilità di chi dà loro indicazioni, magari anche attraverso l’analisi della regolarità anche fiscale dei rapporti economici tra candidati ed agenzie di affissioni.

Sarebbe molto bello avere durante questa campagna notizie di risultati decisivi delle forze dell’ordine anche in questo settore

Non ci possiamo rassegnare ad una campagna elettorale all’insegna della barbarie e siamo sicuri che tutti i cittadini, anche coloro che alla fine voteranno i candidati “illegali”, sono concordi nel condannare tali comportamenti.

Un ultimo appello, pertanto, va a tutti i cittadini che non vogliono subire tali prepotenze passivamente.

Noi mettiamo a disposizione il nostro sito ed invitiamo tutti a spedirci foto degli abusi e comunicare alla nostra email ogni iniziativa di contrasto presa a riguardo nella nostra provincia, in modo da coagulare le forze e riuscire a far meditare i politici che insistono con questi comportamenti, invertire la rotta e avere campagne elettorali serene e orientate a contenuti e valori.

Lo spazio è quindi aperto a singoli e associazioni di ogni tipo che anche quest’anno, probabilmente, come gli altri anni, proveranno a mobilitarsi, tramite denunce, dichiarazioni, raccolte di firme, iniziative varie. Raccontiamole, diamo appuntamenti, scendiamo in piazza, mobilitiamoci, facciamo sentire che non ne possiamo più!!!

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