Fonte: Giornale di Sicilia

Foto tratta dal Giornale di Sicilia

A distanza di una settimana dal consiglio comunale aperto e di fronte all’ennesimo comunicato da parte del gruppo dell’UDC e dei Popolari, ci sembra veramente preoccupante che non ci sia, da parte loro, traccia alcuna della comprensione della gravità di ciò che è accaduto.

Durante la seduta del consiglio aperto del 21 maggio scorso, una persona (e questo in uno stato civile dovrebbe già bastare) che è anche consigliere comunale, ha espresso il proprio pensiero e fatto le proprie valutazioni, che certamente non avranno trovato il favore di parte dell’uditorio, ma nel suo pieno diritto; per questo, il consigliere Nino Cerruto è stato aggredito, fatto oggetto di insulti molto pesanti e gravi ed invitato ad abbandonare l’aula.

Si è evitata l’aggressione fisica solo per l’intervento dei vigili e di alcuni dei presenti.

Ma è possibile che il potere logori fino al punto di non rendersi conto che ci sono delle regole, che ci sono dei limiti, che si era nel luogo della città deputato al dialogo e al confronto?

E invece si pensa di reagire con la violenza verbale e quasi fisica e di essere, addirittura, legittimati a farlo.

Evidentemente le tante manifestazioni di solidarietà al consigliere Nino Cerruto e gli interventi fatti in questa direzione da tanti gruppi, associazioni e singoli cittadini, primo tra tutti quello del PD, che ha stigmatizzato fortemente l’accaduto: “..È stato infranto uno dei principi cardini della nostra costituzione, ossia quello della libera espressione di pensiero e, cosa ancora più grave, ciò è avvenuto a scapito di un rappresentante dei cittadini eletto democraticamente. È stato violato l’art. 41 comma 3 del regolamento consiliare nella parte in cui garantisce la libertà di espressione dei membri del consiglio comunale., non sono bastate a far comprendere a questi signori quanto grave sia stato tutto ciò.

Esprimiamo, pertanto, preoccupazione e sconcerto.

Riteniamo che questa vicenda non possa essere sottovalutata e, anzi, a prescindere dai risvolti giudiziari che ci saranno, ci attendiamo iniziative, innanzitutto, da parte del Presidente del Consiglio, in quanto garante dello svolgimento delle attività del Consiglio.

È necessario che la città e le istituzioni che la governano riflettano sull’accaduto e prendano i necessari provvedimenti affinchè fatti simili non abbiano mai più a ripetersi.

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