I Consiglieri Provinciali che, per protestare contro lo “scippo” effettuato dal Governo Nazionale nei confronti della territorio ibleo ingiustamente ed immotivatamente espropriato di ben 56 MILIONI di EURO destinati alla viabilità provinciale, si sono incatenati davanti alla sede della Provincia Regionale di Ragusa si dicono indignati e rammaricati per il silenzio del Presidente Antoci ed ancor più per i commenti fatti pubblicamente dall’Ass. Prov.le alla Viabilità Avv. Salvatore Minardi in relazione alla manifestazione pubblica messa in atto martedì scorso (26.05.’09), dagli stessi consiglieri
“L’Ass.re Minardi ha criticato il luogo della protesta individuando nel Palazzo del Governo a Roma un più idoneo ed efficace obbiettivo, eppure Lui ed il Presidente Antoci sanno bene di essere stati più volte sollecitati in tal senso, abbiamo, in passato, espressamente chiesto di porre fine agli indugi per andare a Roma a rivendicare con forza ciò che alla provincia di Ragusa tocca di diritto.
Le priorità di questo territorio vengono sottomesse alle meschine necessità di una campagna elettorale dove in ossequio al motto per cui “non si deve disturbare il manovratore” mal si gradisce ogni cenno di dissenso, ogni moto di protesta, ogni voce libera che grida al mondo che il re è nudo.
Presidente Antoci non è più il tempo del politically correct non le è lecito continuare a strizzare l’occhio a destra e a manca, bisbigliare oggi il proprio consenso per poi esprimere domani il proprio dissenso, ci accusate di ricercare una inopportuna visibilità mediatica, ma il vero problema è la vostra ancor più vistosa invisibilità istituzionale.
Siete ormai così presi dalle Vostre faide di partito e dalle sempre più intricate trame di potere che saturano ed avvelenano i corridoi del Palazzo provinciale da non renderVi conto di quanto il Vostro mondo sia sempre più distante da tutta quella gente spesso definita “comune” ma che per la pazienza dimostrata sino ad oggi nei confronti di questa classe politica andrebbe, meritatamente, definita eccezionale.
Noi continueremo a lottare nel prioritario interesse di questa provincia e di tutti i suoi abitanti, e tanto più qualcuno vorrà tapparsi le orecchie tanto più forte si leverà il nostro grido, noi non lasceremo che mentre Roma discute la provincia di Ragusa venga impoverita.

Ragusa lì, 29/05/2009

I Consiglieri Provinciali contestatori

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