12 MORTI E 16 FERITI  PER UNA ESPLOSIONE DI DUE CISTERNE FERROVIARIE NEI PRESSI DELLA STAZIONE DI VIAREGGIO,

Un treno merci di 14 cisterne che proveniva dalla stazione di Trecate, nei pressi di Milano, è deragliato vicino alla stazione di Viareggio provocando l’esplosione di due cisterne.
Pare che il deragliamento sia dovuto alla rottura di una sala (le due ruote unite) di un carrello di uno dei carri cisterna.

Una settimana fa, lunedì 22 c.m., nei pressi della stazione di Vaiano (fra Prato e Bologna), un altro carro merci è deragliato in linea provocando, per fortuna, solo l’interruzione per qualche ora del traffico ferroviario e per oltre due giorni di un binario, la causa probabile anche qui parrebbe essere la rottura di una sala.

Evidentemente fatti allarmanti, ma probabilmente non casuali.

Da una parte gli effetti della politica ferroviaria  di smantellamento del servizio merci sotto le Ferrovie dello Stato in cambio di una entrata massiccia di società private, multinazionali.

Dall’altra la discutibile e discussa procedura dei controlli di sicurezza messi in atto nelle ferrovie italiane da quando sono state divise in due società.
La situazione attuale è che ogni società che interviene con propri vagoni e locomotori ferroviari sulle linee, oggi di proprietà di RFI Rete Ferroviaria Italiana, devono esse stesse preoccuparsi dei controlli di sicurezza e del rispetto quotidiano degli standard minimi, cioè gli addetti a questa mansione, i verificatori, devono notificare alla Società privata della quale sono dipendenti le eventuali irregolarità e mancanze di minimi di sicurezza, con la conseguente necessità di interventi di spesa per la messa a norma e di perdite di ricavi per gli eventuali ritardi.
Questo avviene anche per Trenitalia.
La funzione di RFI è stabilita essere quella di controllare i controllori di sicurezza delle varie Società di trasporto ferroviario, quindi una funzione assolutamente inadeguata, comunque lontano dalla situazione reale che è quotidiana e non casistica.

Risulterebbe anche che si fosse deciso di emanare delle disposizioni per aumentare i chilometri da percorrere per effettuare una “visita tecnica” (controlli di sicurezza più completi ai treni), e che si fosse dato direttive per chiudere ulteriori presidi della verifica merci.

Quanto qui abbiamo scritto non sono novità, ma segnalazioni e riflessione che la nostra organizzazione sindacale fa da tempo, ma gli incidenti continuano ad avvenire.
È evidente quindi che ci sono larghe inadeguatezze nelle procedure di sicurezza – ci sarebbe da vedere anche se sono state rispettate le norme per il trasporto di merci pericolose – e che la politica del trasporto in merito debba cambiare recuperando il concetto che il servizio pubblico è più importante del profitto.

Milano, 30/06/2009
CUB TRASPORTI
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