Riceviamo e pubblichiamo.

Colpito uno dei settori cardine della formazione: la scuola
Ragusa: Maxi licenziamento precari della scuola
Rabbia e sconcerto dei docenti presenti

Giorno 31 agosto 2009, presso l’Ufficio Scolastico di Ragusa, numerosi docenti impiegati nel mondo della scuola da parecchi anni con incarichi a tempo determinato hanno appreso, con indicibile sconcerto, che rimarranno a casa!
Sono rimasti basiti e increduli davanti alla cruda realtà dei tagli effettuati dal governo con l’ultima  manovra economica.

protesta_scuolaSi cercava una spiegazione magari inseguendo delle risposte in quelle poche rappresentanze dei sindacati presenti, i quali sembravano inermi e senza parole, allargavano le braccia davanti alla rabbia e allo sconcerto; rabbia che ha colpito soprattutto numerose maestre di scuola primaria che, infuocate, invocavano il loro diritto al lavoro, negato e ignorato oggi, come non mai.
Ma è questa la realtà che ci troviamo ad affrontare, 18 mila supplenti, in tutta Italia, dopo anni di incarichi, resteranno a casa senza stipendio a causa dei tagli agli organici ordinati dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, e predisposti dalla collega dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, provvedimenti che hanno messo in ginocchio l’istituzione cardine per lo sviluppo e la formazione della società civile: la scuola.
Fonti statistiche accertano infatti che, nonostante l’aumento degli alunni e il numero di questi per classe, il governo ha tagliato 57.368 posti, nello specifico in Sicilia il 35% dei docenti che ogni anno ha lavorato rimarrà senza impiego, tra i quali si contano i 500 impieghi in meno calcolati nella nostra provincia.
E siamo solo all’inizio, perché il piano di razionalizzazione del governo è quello di tagliare in tre anni (2009/2010 – 2011/2012) 130 mila posti nella scuola.
Ma cosa c’è di razionale in tutto questo?
Molte famiglie dovranno adattarsi alla nuova situazione, cercando di andare avanti e crescere i figli con un solo reddito, senza contare fra l’altro tutte quelle realtà in cui entrambi i coniugi sono precari della scuola, allora veramente si può parlare di annullamento della persona, oltre che di completa sfiducia nell’intero sistema!
È proprio così, le scene apocalittiche come quella a cui abbiamo assistito a Ragusa, sono comuni in molti provveditorati d’Italia, e rendono veramente difficile continuare a sperare in un miglioramento della situazione dei docenti e di tutti quei precari statali in genere. A Milano e Torino i docenti precari hanno già programmato delle proteste da attuare nei prossimi giorni, così anche a Bari, Benevento, Palermo, Catania e Trapani, mentre a Caserta marito e moglie, rimasti senza lavoro, hanno minacciato di lanciarsi dalla finestra dell’Ufficio Scolastico Provinciale.
Sottolinea Giuseppe Denaro segretario generale della Cisl Scuola di Catania -“Le incerte prospettive occupazionali del personale precario costituiscono una pericolosa miscela esplosiva. Da mesi siamo impegnati nel confronto con il Miur a Roma e con la Regione Siciliana a Palermo per dare tutele ai precari le cui richieste e ragioni sostiene da sempre. Le migliaia di precari senza lavoro sono il frutto di una politica di tagli che sta sacrificando in modo indiscriminato le ragioni della scuola a quelle dell’economia. La Cisl Scuola – conclude Denaro – ritiene legittima l’esasperazione delle lavoratrici e dei lavoratori e la preoccupazione crescente delle famiglie e degli studenti per il peggioramento della qualità della scuola e l’incertezza occupazionale“. Il segretario del Pd Dario Franceschini afferma che:
In un periodo in cui si lotta per tutelare i posti di lavoro, lo Stato mette in atto il più grande licenziamento collettivo mai fatto“.  Credo che proprio in questo momento le parole possano servire ben poco, servirebbero proteste serie e l’istituzione di un dialogo più attivo tra il governo centrale e le forze di rappresentanza della categoria in questione, al fine di attivare un tavolo straordinario di concertazione per rivedere tutto il piano finanziario che riguarda il mondo della scuola. “Vogliamo i posti che ci avevate promesso prima delle elezioni!” parole dettate dalla rabbia di una delle tantissime precarie che hanno subito il duro colpo. C’è da domandarsi dove sono finiti tutti quei numeroni vacui sulla stabilizzazione di più di 10.000 docenti di scuola primaria e secondaria che certi elementi sbandieravano al vento nelle piazze italiane? È lecito diffondere notizie non veritiere e illudere tanti pur di vincere le elezioni? Vorremmo incontrare adesso quei colletti bianchi che, con sapiente dialettica, hanno saputo illudere giocando coi numeri e con le vite delle persone più deboli, che soffrono da anni solo perché hanno scelto di inseguire la loro attitudine, il loro sogno; è gente vera e concreta che ha lottato con forza per far rispettare poi un diritto che dovrebbe essere garantito sempre e comunque, sono persone che si sono formate quando ancora questo stato garantiva il futuro a molti, quando ancora si credeva nel domani, nella scuola, nel sistema sanitario, in quello giudiziario, nel servizio d’ordine pubblico, erano tempi in cui la sicurezza non era un’utopica sensazione, ma era una realtà concreta e solida. E poi ci chiediamo perché i nostri figli hanno smesso di sognare, perché gli alunni sono sempre più confusi ed inseguono effimere illusioni, perchè non si investe più nella ricerca e nelle risorse umane, perché avviene la fuga dei cervelli fuori dal territorio nazionale.
Questo forte senso di precarietà e amarezza si poteva scorgere nei volti di tutte quelle persone che in questi giorni sono state umiliate e beffeggiate da una sorte crudele, colpevoli solo di aver inseguito con determinazione e fede un sogno e di aver vissuto purtroppo in uno dei periodi più bui che la società civile italiana abbia mai attraversato.

Graziana Iurato

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