QUANDO L’UNITA’ E LA COMPATTEZZA NON SONO UNA VIRTU’

Nino Cerruto

Nino Cerruto

Mercoledì 19 novembre u.s. la camera dei deputati ha approvato a maggioranza, con i voti del PDL e della Lega il dlgs 135/09 che prevede la obbligatoria privatizzazione dell’acqua.

L’Italia si appresta ad essere l’unico paese in Europa in cui il Servizio Idrico Integrato (SII), per legge, deve essere affidato per almeno il 70% a società per azioni e quindi a multinazionali che vengono “autorizzate” a fare affari d’oro su un bene pubblico essenziale per vivere.

Le dichiarazioni del ministro Ronchi, secondo cui l’acqua resta di proprietà pubblica, è una vera e propria presa in giro tesa a confondere i cittadini: da sempre l’acqua è stata di proprietà pubblica ed ai comuni è stato pagato ai comuni il servizio di erogazione e non l’acqua in sé che è e resta un grande dono del buon Dio fatto a tutti gli uomini.

Lì dove è stato attuato il regime misto di gestione, dove il pubblico aveva il 51% delle quote di gestione, si son registrati aumenti fino al 300/%. Ora i privati, per legge, devono detenere almeno il 60% delle quote e noi cittadini, per volontà del Governo Berlusconi e della maggioranza che lo sostiene, siamo obbligati a pagare, oltre il servizio ricevuto, anche i lauti profitti che dovranno realizzare i privati.

Lascia poi stupefatti il comportamento tenuto dai parlamentari locali, ed in particolare dell’on. Nino Minardo.

Egli ha votato a favore della privatizzazione in ossequio ai desideri del potere che lo ha “nominato” (vista l’attuale legge elettorale) parlamentare. Non ha tenuto per nulla conto delle istanze che venivano dal territorio che dovrebbe rappresentare, un territorio che già nel 2007, attraverso tutti i sindaci di tutta la provincia, si era espresso per la gestione pubblica del SII.

Va ricordato che, nell’imminenza di questo voto alla Camera, il Consiglio Comunale di Modica aveva votato all’unanimità un odg che chiedeva di scorporare il SII da quelli a rilevanza economica e demandare agli Enti Locali, in un’ottica di vero federalismo, la scelta del modello di gestione da adottare.

Questa vicenda rivela inoltre tutta la fragilità democratica di questa legge elettorale in quanto i parlamentari, legati alle poltrone ed ai privilegi che ne derivano, nominati dai vertici dei partiti, rispondono più alle esigenze dei loro capi, piuttosto che al bene che possa derivare per un territorio dalle loro posizioni parlamentari.

Lottando per l’acqua come bene pubblico, non solo restiamo fedeli al principio morale che i beni essenziali non possono essere privatizzati, ma anche lottiamo per una democrazia sostanziale e quindi vera.

Modica, 20/11/2009

Nino Cerruto

Consigliere Comunale
Una nuova prospettiva

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