Comunicato Stampa

A margine del consiglio comunale sul parco degli Iblei

Il parco degli iblei, al di là degli approfondimenti necessari, specialmente nella sua fase di perimetrazione, costringe certamente a concepire un diverso modello di sviluppo ed un nuovo approccio con il territorio.

Il parco è stato istituito, insieme a quello delle Eolie, delle Egadi e del litorale trapanese, con l’art. 26 della legge n. 222/2007, al fine di conservare pezzi di territorio, particolarmente significativi dal punto di vista naturalistico, scientifico, estetico, culturale e ricreativo per le generazioni presenti e future (art. 2 legge 394/1991).

Da questo punto di vista è quindi evidente che al nostro territorio viene riconosciuta una peculiarità unica che va tutelata e preservata dagli interventi invasivi, e a tratti distruttivi, dell’uomo, a causa di una concezione distorta dell’ambiente. Vanno tutelate le nostra cave, definite “montagne rovesciate verso il basso”, la flora  e la fauna, uniche in Europa, alcuni stessi interventi umani, muraggni di pietra, ville antiche, estesi carrubeti, bellezze che i nostri figli hanno il diritto di vedere e di goderne.

Poiché gli ordinari strumenti urbanistici e gli usuali vincoli paesaggistici non bastano per preservare queste naturali opere d’arti, ecco che il legislatore individua altri strumenti normativi che non hanno lo scopo, come sostiene qualche rappresentante istituzionale, di penalizzare e mortificare un territorio, ma si propongono di coniugare lo sviluppo economico e sociale con l’obiettivo di conservare l’ambiente naturale. I dati parlano chiaro: in Italia oltre il 7% della spesa turistica viene effettuata nei comuni dei parchi nazionali; centinaia di migliaia i posti di lavoro attivati. Un mercato che è in forte espansione vista la crescente richiesta di vacanza improntata sulla qualità e sull’armonia con la natura. Sotto questo aspetto una ipotesi di vincolare una minimale area modicana al parco, potrebbe nel medio termine penalizzare dal punto di vista turistico il nostro territorio, e le aziende che vi operano, a vantaggio di quelle zone limitrofe ricadenti nel parco.

Purtroppo ancora oggi, per una diffusa ed anacronistica miopia politica, si grida allo scandalo davanti ad una iniziativa di tutela dell’ambiente e non ci si allarma rispetto ad un territorio stravolto e violentato da speculazioni e abusi, fatti da pochi e subiti da molti. Una posizione emersa anche nella seduta del Consiglio Comunale di Modica del 17/5 u.s., la cui convocazione era stata richiesta dall’opposizione UDC e PDL, nel corso della quale si è potuto assistere ai consueti e strumentali attacchi di diversi esponenti della minoranza al Sindaco ed il cui epilogo è stato l’atto di orientamento, ispirato dal capogruppo dell’UDC,  che sostanzialmente diffidava il capo dell’amministrazione ad esprimersi nelle varie sedi istituzionali senza aver prima consultato il Consiglio Comunale. L’atto è stato prontamente bocciato dalla maggioranza, con i distinguo dei consiglieri Occhipinti e Mavilla dell’MPA.

Si conferma ancora una volta l’azione sterile dell’opposizione, preoccupata solo di attaccare il governo della città; d’altronde non ci si poteva aspettare di meglio da chi, durante la passata legislatura, ha pessimamente amministrato e le cui nefaste conseguenze le stanno ripetutamente subendo i cittadini modicani.

Modica, 18/05/2010

Nino Cerruto

Una Nuova Prospettiva

Movimento politico della città di Modica

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