Nota di denuncia del movimento Una Nuova Prospettiva sui lavori di escavazione nella cava e sul degrado del territorio circostante.

“….l’area interessata, pur non essendo direttamente caratterizzata dalla presenza di elementi archeologici, è situata in immediata contiguità rispetto alla cava Cugno, nella quale è stata individuata la presenza di numerose escavazioni in roccia, pertinenti ad un insediamento abitativo rupestre di età bizantina-altomedievale, di notevole interesse archeologico, tutelabile ai sensi della legge 1089/1939. L’area di c.da Nacalino si configura, per la sua particolare posizione e per le peculiari caratteristiche ambientali che ancora conserva, come una naturale quinta scenografica che rende maggiormente apprezzabili le valenze storico-documentarie del sito archeologico, in relazione al quale, sempre ai sensi della legge 1089/1939, deve essere opportunamente tutelata, evitando una radicale trasformazione che distrugga l’equilibrio, fino ad oggi conservato, fra monumento archeologico, caratteristiche ambientali e cornice paesaggistica.”.
Così si esprimeva nel 1986 la Soprintendenza in merito a Cava Nacalino, una tra le più suggestive fenditure dell’altopiano ibleo, peraltro ancora attraversata nei mesi più piovosi da un corso d’acqua e pertanto ancora più importante dal punto di vista dell’ecosistema circostante.
E nello stesso anno anche il Comune di Modica lancia un allarme circa la possibilità di autorizzare la coltivazione di una cava di calcare: “..lo sbancamento previsto altera in modo decisivo ed irreversibile l’equilibrio idrogeologico attuale. Il recupero ambientale previsto non appare assolutamente sufficiente e rispondente alle caratteristiche ambientali generali della zona. Giova pure ricordare che l’area circostante è caratterizzata dalla presenza di insediamenti trogloditici che richiamano l’esigenza di una protezione ambientale per il recupero e la valorizzazione archeologica di tutta la zona d’intervento…
…per quanto sopra condivendo il parere espresso dalla C. Edilizia appositamente interpellata, si esprime parere sfavorevole alla proposta”
.
Nonostante ciò l’autorizzazione fu rilasciata.
Nel 1989 il Comune di Modica ne chiese la sospensione per:“…lo sventramento degli argini naturali del corso d’acqua…atteso che il persistere dello scavo porterà alla distruzione di un enorme polmone di macchia mediterranea e di un ambiente di notevole interesse archeologico per la presenza di un insediamento abitativo rupestre e paesaggistico..”.
Autorizzazione poi prorogata nel 2001 e ulteriormente rinnovata nel 2003, con scadenza nel 2018.
In questi giorni è sotto gli occhi di tutti o, almeno, di chi vuole vedere, lo scempio e la devastazione che sta comportando l’attività di estrazione, riavviata da pochi mesi e che ha già provocato una ferita difficilmente sanabile nel paesaggio e una devastazione ambientale che giudicare scandalosa è il minimo.
Mentre assistiamo continuamente  a proclami e discorsi pomposi sulla ricchezza e la valorizzazione delle risorse naturali, sulla possibilità offerta al nostro territorio dal cosiddetto turismo verde e sulla grandissima e irripetibile occasione dell’inserimento nella World Heritage List,  nel silenzio generale e, cosa ancor più grave, con l’autorizzazione e quindi il placet delle istituzioni (le stesse che ci propongono convegni e presenziano ai tagli di nastro di alberghi e mostre), si consuma l’ennesimo sfregio alla nostra terra.
Noi non ci stiamo e lanciamo un appello a quanti hanno a cuore il nostro territorio, a quanti credono che non può esserci sviluppo se gli interessi generali vengono calpestati per favorire interessi di pochi (seppur legittimi), a quanti operano nelle istituzioni e credono nella tutela dei beni e delle risorse di tutti, a quanti credono che la terra è un patrimonio che ci è stato lasciato in custodia e pertanto non abbiamo solo diritti nei suoi confronti ma, principalmente, doveri.
Come se non bastasse, i dintorni della cava sono, peraltro, lasciati in uno stato di abbandono e degrado generale, con cumuli di eternit, rifiuti ingombranti e una montagna di sacchi, carcasse di animali e spazzatura di ogni sorta che giacciono in prossimità dell’alveo, proprio sotto il ponte attiguo alla stradina di ingresso alla cava di calcare.
Dinanzi ad un simile scenario non ci si può girare dall’altra parte e continuare come se nulla fosse. Chiediamo al Sindaco, agli Assessori competenti, alla Sovrintendenza, al Genio Civile e a quanti hanno responsabilità, di intervenire tempestivamente per fermare lo scempio degli scavi e riportare la zona allo stato di pulizia e decoro che merita un così splendido luogo.

Piero Gugliotta
Una Nuova Prospettiva
movimento politico della città di Modica

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