Interrogazione del Consigliere Nino Cerruto

Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Sindaco
All’Assessore all’Ecologia
All’Assessore alle manutenzioni
Comune di Modica
E p.c. S.E. il Prefetto
Loro Sedi
Agli organi di informazione

Oggetto: Mancata clorazione dell’acqua della rete comunale. Interrogazione urgente.

Da quasi due mesi gli addetti alla clorazione dell’acqua pubblica hanno sospeso il servizio per via della mancanza delle condizioni di sicurezza all’interno dei locali ove si effettua lo stoccaggio dell’ipoclorito ed il monitoraggio del cloro residuo immesso in rete.
I serbatoi interessati sono quelli di Costa del Diavolo, San Pancrazio, S. Cuore e Pozzo Battaglia. A causa di ciò il Sindaco ha emesso una prima ordinanza di divieto di uso potabile dell’acqua il 24 maggio 2010 relativa alla sorgente San Pancrazio, che interessa Modica Bassa, il quartiere Dente, la zona della Fontana e buona parte di Modica Alta, ed una seconda ordinanza il 14 Giugno per il quartiere S. Cuore. Prossimamente si prevede un’analoga ordinanza per Costa del Diavolo, che interessa soprattutto Modica Alta, e per Pozzo Battaglia, relativa a Marina di Modica.
Nella conferenza dei servizi tenutasi il 7 Luglio u.s. erano stati individuati gli interventi da effettuare nell’immediato per poter consentire la ripresa di questo indispensabile servizio, mentre altri sarebbero stati effettuati nel medio termine. Nonostante i lavori più urgenti siano stati realizzati il personale non ha intenzione di riprendere il servizio se non vengono prima scrupolosamente rispettati tutti gli standard di sicurezza previsti dalla normativa vigente.
Le situazioni di criticità all’interno dei locali dove si pratica la clorazione permangono da decenni, ma solo recentemente le due unità addette hanno ritenuto manifestare, legittimamente, la propria protesta sino alle estreme conseguenze del blocco del servizio con grave pericolo per la pubblica incolumità. Infatti la mancata clorazione rende l’acqua attaccabile dai batteri e quindi potenzialmente inquinata e questo comporta pesanti conseguenze per la salute dei cittadini. Né basta la semplice ordinanza per tutelare la collettività, perché dopo tutto questo tempo molta gente ha già dimenticato che l’acqua non può essere utilizzata per uso potabile. Se poi si pensa agli anziani, molti dei quali probabilmente non hanno nemmeno saputo che l’acqua non si può bere, ai bambini che si dissetano presso i rubinetti pubblici, ai turisti giunti di recente, agli immigrati, agli esercizi commerciali che effettuano servizio di bar e ristorazione, ci si rende facilmente conto come le conseguenze di questo disservizio potrebbero essere molto gravi. Quindi, come sempre ha fatto il nostro movimento, si chiede intanto di provvedere immediatamente a riprendere una efficace ed articolata campagna di informazione finalizzata a raggiungere tutti i cittadini, nelle diverse forme e modalità possibili.
Siamo pertanto di fronte ad una caso paradossale in cui tutti hanno ragione: i lavoratori che richiedono il pieno e scrupoloso rispetto degli standard di sicurezza; l’Amministrazione che ha già effettuato gli interventi più urgenti per mettere i lavoratori nelle condizioni di poter espletare il servizio, programmando nel medio termine altri provvedimenti. D’altronde se per iniziare il servizio di clorazione bisogna attendere il completamento di tutti i lavori, l’acqua non verrebbe clorata per chissà quanto tempo. Il risultato di questa vicenda è che la popolazione residente a Modica si trova di fonte al gravissimo rischio di contrarre gravi infezioni intestinali per via del possibile inquinamento dell’acqua.
L’Amministrazione, attraverso il dirigente del settore, ha già preso contatti con una ditta esterna per effettuare il servizio di clorazione, impegnandosi a reperire urgentemente le risorse finanziarie necessarie.
A questo punto sorge spontanea una domanda: gli addetti alla clorazione, che non faranno più questo servizio, come verranno impiegati?
Modica, 22/07/2010
Nino Cerruto
Consigliere Comunale
Una Nuova Prospettiva

Letto 19793 volte