“Esprimo la mia soddisfazione per l’andamento della riunione del Consiglio Comunale di ieri sera che ha portato all’approvazione del Bilancio di previsione 2010 e che si è svolta in termini pacati e positivi, dimostrando che, nel momento in cui l’Amministrazione e il Consiglio Comunale lavorano in questi termini, si possono fare delle cose buone per la Città.
Per quanto l’argomento del Bilancio sia stato, in queste settimane, oggetto controverso di dibattito e di scontro, è solo liberando tutti i discorsi dalla marea polemica e ridondante che c’è stata e andando all’essenziale delle cose, attenendoci ai nodi insiti alla problematica della questione finanziaria del nostro Comune, che il Consiglio Comunale può affrontarne l’esame responsabilmente.
L’Amministrazione pensa che il bilancio non deve essere un campo di battaglia, ma una sede di garanzia per tutta la Città e per il Consiglio, affinché le Amministrazioni che si susseguono nel tempo possano avere la piena contezza e la capacità di padroneggiare e di intervenire sulla situazione finanziaria, e possano gestirla in termini progressivamente risolutivi. Noi non ci troviamo oggi, sicuramente non ci siamo trovati in passato e non ci troveremo ancora per un po’ in futuro, di fronte a bilanci perfetti: quello che abbiamo cercato di fare è stato rendere il bilancio di previsione del 2010 uno strumento tale da potere rappresentare almeno una realtà obiettiva, una base reale di dati e informazioni e quindi di scelte possibili.
Anche quando abbiamo dovuto dire che la relazione generale della Corte dei Conti riporta il Comune di Modica come quello col maggiore disavanzo d’Italia, non è un’informazione che ha bisogno di essere oggetto di una fortissima polemica, non è uno spunto di scontro, ma un dato di fatto. E sebbene, rispetto a chi crede che le sue radici affondino nell’ultimo trentennio, io resto invece convinto che è negli anni della passata Amministrazione che ci sia stata una fortissima accelerazione negativa nella sua determinazione, oggi non ha nemmeno più importanza stabilire chi ha fatto questo disavanzo: adesso il vero problema è vedere cosa si può fare per uscirne. Per farlo, dobbiamo innanzitutto fare uno sforzo per individuare le questioni fondamentali che stanno alla base della crisi finanziaria del nostro Comune.
Il primo nodo problematico resta l’entità del disavanzo, quantificata in partenza in 21.811.725 di €, a cui si devono aggiungere circa 11 milioni di euro riconosciuti negli ultimi tre anni come debiti fuori bilancio, e che adesso, in virtù del lavoro compiuto dall’Amministrazione, è stato riportato a 18.297.994 €.
Partendo da questo dobbiamo fronteggiare il macigno delle grandi situazioni debitorie: quella con l’Università di Catania, che ci ha appena notificato un atto di precetto di circa 9 milioni di euro, quella già nota con l’Ato Ambiente, con il Comune di Scicli, con l’Enel, con le società partecipate del Comune. Ognuna di queste posizioni di grande debito potrebbe metterci in seria difficoltà, perché il Comune non ha in questo momento nel proprio bilancio risorse tali per far fronte alla totalità delle richieste dei creditori e lo scarto che potrebbe determinarsi su questo piano potrebbe essere di per sé causa di dissesto. Rispetto a questo problema, l’Amministrazione ha portato con l’esame del Bilancio all’attenzione del Consiglio un’idea di soluzione, ovvero quella delle possibili transazioni, da concretizzare trattando con i grandi creditori piani di rientro compatibili con le risorse stanziate dal Comune, in modo da non correre il rischio di arrivare addirittura a peggiorare la situazione del disavanzo: tuttavia l’opportunità di transigere porta con sé anche la necessità di pagare somme importanti per onorare gli accordi transattivi.
Se noi risolviamo il tema delle grandi transazioni, abbiamo gli strumenti per potere gestire la competenza dell’anno e quindi abbiamo una speranza e una possibilità per il futuro del nostro Comune.
Un’altra questione è relativa ai residui attivi: sulla capacità di riscossione del Comune, che sarebbe fondamentale per uscire dalla condizione di ente strutturalmente deficitario, è vero che siamo ancora in progress. Preannuncio però che l’Amministrazione porterà a breve in Consiglio Comunale una proposta di delibera per l’esternalizzazione del servizio di riscossione dei tributi, consapevole del fatto che ci sia bisogno di una spinta forte in questa direzione.
Sulle entrate bisogna fare un cenno anche a proposito della questione oneri di urbanizzazione: è vero che sarebbe ottimale utilizzare tutti gli introiti per le manutenzioni e gli investimenti; non è stato possibile farlo in questi due anni perché ci sarebbe stato impossibile pareggiare il bilancio; tuttavia il lavoro che è stato fatto ci consente adesso di sbloccarne una quota via via più consistente e i primi risultati sono resi evidenti dalla possibilità di tornare ad investire in opere per la Città, come la ripavimentazione delle strade.
Dal momento che non intendiamo aumentare la pressione tributaria, c’è solo un altro modo per aumentare le entrate, attraverso una lotta seria all’evasione e all’elusione, che stiamo portando avanti e che ci porterà presto importanti risultati.
Purtroppo, sull’altro fronte, quello delle uscite, i margini di manovra sono stretti, in dipendenza del fatto che la spesa del personale è molto rigida e che noi non pensiamo di risolvere il problema facendo scelte insostenibili dal punto di vista sociale.
È anche vero che ci sono dei paradossi innumerevoli nel nostro Comune (è il caso, ad esempio, del trasporto dell’acqua) che si stanno via via affrontando e risolvendo, con notevoli riduzioni dei costi: lo stiamo facendo e c’è una tensione fortissima, da parte nostra e degli uffici, per realizzare questo lavoro.
C’è qualcosa da dire anche sulla questione dei contratti Swap, dal momento che è stata posta in termini e con toni molto polemici, ai quali non ho risposto, solo perché volevo farlo nella sede giusta, in Consiglio comunale.
Intanto sarebbe bene consigliare una grande prudenza a chi si è espresso pubblicamente sulla materia perché ci sono indagini in corso da parte della Corte dei Conti e della Guardia di Finanza che riguardano direttamente il nostro Comune. Qual è il punto? Si tratta di un’operazione finanziaria, non obbligatoria, che mette a rischio il nostro Comune fino all’anno 2032 in dipendenza della variazione dei tassi di interesse. I tassi di interesse dipendono dalla situazione della economia e della finanza internazionale: in questo momento siamo in un una fase depressiva, ma quando finirà, come auspichiamo, i tassi aumenteranno.
Prendiamo in considerazione la sequenza di questi anni: +11.635 € nel 2003, +174.544 € nel 2004, +191.347 € nel 2005, +44.712 € nel 2006, -53.973 nel 2007, -450.974 € nel 2008, +55.463 € nel 2009 e +76.401 € a giugno 2010, per un totale di +45.158 €: se, come tutti auspichiamo, ci sarà una situazione di miglioramento generale dell’economia e di incremento dei tassi di interesse, potremmo perdere centinaia di migliaia di euro l’anno senza poter fare nulla.
Questa storia è stata attenzionata dal legislatore e la norma sui SWAP è stata cambiata proprio perché l’appetibile reperimento di risorse di immediato utilizzo, che inizialmente la normativa consentiva e che sono state di 1.043.000 € per Modica, invogliava operazioni di questo tipo. Il nostro problema è anche che ai fini della valutazione di queste cose dobbiamo considerare non solo il rischio della perdita anno su anno, ma anche l’opportunità di uscire da questi contratti. In questo momento ci vorrebbero circa 790 mila euro per la risoluzione anticipata. C’è stato un momento, circa un anno e mezzo fa, in cui ce ne volevano 6 milioni.
Alla luce di tutto questo non ha senso fare commenti trionfalistici sui contratti Swap ma è necessario essere molto prudenti e trovare delle vie di uscita per non gravare il Comune ancora per lungo termine di un rischio che sarebbe insopportabile e davvero molto dannoso.
Concludendo, su questo Bilancio, ma più in generale sulla questione finanziaria del nostro Comune, ci sono tre cose da fare.
Per prima cosa, dobbiamo essere consapevoli di dover agire come se fossimo in una situazione di dissesto, dunque lavorare per ottenere fortissimi risparmi da un lato e un aumento delle entrate dall’altro.
In secondo luogo, abbiamo bisogno di essere aiutati. Non chiediamo contributi a fondo perduto né altro tipo di aiuti gratuiti: chiediamo solo di essere aiutati ad essere messi nelle condizioni di riportare le nostre finanze in una situazione di normalità, attraverso soluzioni come la possibilità di una restituzione non a brevissimo, ma a medio termine, o come la possibilità di ottenere le somme per l’emergenza rifiuti che ci consentirebbero di saldare almeno questo debito. Perché questo sia possibile, il Comune può dare un solo affidamento: la serietà del lavoro della sua Amministrazione e del suo Consiglio Comunale, che devono ragionare insieme su qual è la soluzione migliore per uscire da questo stato.
Infine, dobbiamo essere consapevoli del fatto di dover ricominciare a fare le cose per la Città. Dopo due anni e due mesi di Amministrazione non possiamo e non vogliamo continuare a “giustificarci” con la gente per le cose che non possiamo fare a causa del fatto che c’è il disavanzo: è un argomento sensato che l’opposizione ha usato per fare polemica nei nostri confronti, ma sono io stesso a pensare che l’Amministrazione debba fare qualcosa in più per dimostrare alla gente che le cose si muovono nella giusta direzione, con una progressione sensibile. E le cose che siamo riusciti a fare in queste settimane, come la ripavimentazione delle strade e l’appalto per le manutenzioni che ha risolto situazioni che restavano critiche da anni, e quelle che prevediamo di fare con questo Bilancio, come il finanziamento per il contratto di quartiere dei Treppiedi, sono la dimostrazione che le cose si possono fare e che c’è una speranza per la Città.”

Letto 12739 volte