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Una Nuova Prospettiva

Gestione del Servizio idrico a Modica – Interrogazione del consigliere Nino Cerruto

Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Sindaco
All’Assessore alle manutenzioni
All’Assessore ai Lavori Pubblici
Comune di Modica
E p.c. Agli organi di informazione

Oggetto: Gestione del Servizio Idrico a Modica. Interrogazione

Il Servizio Idrico a Modica in questa fase presenta tre nodi critici:
1. la mancata clorazione dell’acqua;
2. la gestione;
3. la disponibilità di acqua non sufficiente al fabbisogno.

1. La mancata clorazione dell’acqua. Come ho avuto modo di rilevare in una interrogazione presentata il 22/7/2010, dal mese di maggio dello scorso anno gli addetti alla clorazione dell’acqua pubblica hanno sospeso il servizio per via della mancanza delle condizioni di sicurezza all’interno dei locali ove si effettua lo stoccaggio dell’ipoclorito ed il monitoraggio del cloro residuo immesso in rete.

Come è noto quello della mancanza di sicurezza nei suddetti locali è un problema che esiste da decenni, ma soltanto ora gli operatori hanno ritenuto di estremizzare le forme di protesta nonostante l’amministrazione abbia già fatto degli interventi ed abbia appaltato i lavori per la realizzazione di box esterni ai serbatoi dove poter effettuare la clorazione. Non è superfluo ricordare che c’è il rischio di un grave pericolo per la salute pubblica in quanto l’acqua, non venendo cloralizzata,  è attaccabile da batteri.

Poiché i serbatoi interessati sono quelli di Costa del Diavolo, San Pancrazio e S. Cuore, praticamente quasi l’intera città ha l’acqua che potrebbe inquinarsi.

2. La gestione del Servizio Idrico Integrato (S.I.I)  La Provincia di Ragusa è una delle poche fortunate Provincie Italiane che non ha conosciuto le nefaste conseguenze della gestione privata del S.I.I, grazie al fatto che il 26 Febbraio 2007 la Conferenza dei Sindaci e del Presidente della Provincia di Ragusa ha disposto l’avvio del procedimento di annullamento della procedura di gara per la selezione del soggetto imprenditore socio privato di minoranza per la costituenda società mista affidataria in concessione del servizio idrico integrato (S.I.I.) atto successivamente ratificato da tutti i Consigli Comunali Iblei.
Non è un caso che Sindaci ed Amministratori, indifferentemente di destra e di sinistra, di quei comuni che hanno già fatto l’amara esperienza della privatizzazione dell’acqua, registrando un forte aumento delle tariffe e nessun miglioramento della qualità del servizio, hanno manifestato e manifestano insieme al grande e numeroso popolo che sta lottando per la gestione pubblica dell’acqua.
L’Ato idrico di Ragusa, non senza difficoltà a causa della legge 20 novembre 2009 n.166 che impone agli enti locali la privatizzazione dell’acqua, si sta orientando, previa acquisizione di un parere positivo dell’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), per la costituzione di una S.p.A. in House, mentre l’ARS si appresta a discutere una legge che prevede la ripubblicizzazione dell’acqua in Sicilia  mediante costituzioni di Aziende Consortili. Inoltre, a livello nazionale, è di questi giorni la notizia che la Corte Costituzionale ha ammesso a referendum l’abrogazione degli articoli della precitata legge relativi al S.I.I.
Pertanto nell’attesa dell’evoluzione del quadro normativo sarebbe certamente inopportuno e prematuro, in questa fase, optare per un modello di gestione che sarà poi superato da nuove disposizioni legislative.
Strumentali appaiono le prese di posizione di alcuni esponenti provinciali, ancora troppo affezionati ad una gestione privata del S.I.I., che pretenderebbero addirittura di disconoscere i risultati che tutto il territorio ibleo ha raggiunto  e che in tutta Italia si cerca ancora di ottenere.

3. L’approvvigionamento idrico. Secondo uno studio commissionato dall’Ato idrico di Ragusa al Centro Studi di Economia applicata all’Ingegneria (CSEI), Modica risulta essere l’unico comune della Provincia le cui risorse idriche non sono sufficienti a soddisfare il fabbisogno della popolazione. Se si va poi a guardare le proiezioni fatte al 2040 il gap tra fabbisogno e volumi di acqua erogati si fa ancora più marcato facendo presagire uno scenario piuttosto preoccupante.
Si dovrà pertanto, a differenza della miope politica della precedente legislatura, adottare tutte quelle determinazioni finalizzate a:
a) sensibilizzare per evitare sprechi nei consumi;
b) ammodernare la rete idrica urbana;
c) trivellare nuovi pozzi.
A tal fine il Piano Operativo Triennale (POT) dell’Ato prevede tutta una serie di interventi nel territorio modicano per cui si rende necessario un raccordo stabile, in una prospettiva di proficua collaborazione, tra il livello amministrativo e gestionale di Palazzo San Domenico ed i funzionari dell’Ato idrico o del soggetto chiamato a gestire prossimamente in provincia il S.I.I.

Si chiede che la presente venga discussa alla prossima riunione del consiglio Comunale.

Modica, 19/01/2011

Nino Cerruto
Consigliere Comunale
Una Nuova Prospettiva

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