Ancora una volta manca il numero legale al Consiglio Comunale di Modica a denotare lo stato comatoso di questa prestigiosa istituzione: sono infatti andate a vuoto la prima e la seconda seduta della convocazione relativa all’approvazione del bilancio consuntivo 2011. Ormai da troppo tempo i lavori consiliari, come il nostro movimento ha avuto occasione di ribadire più volte, sono quasi trascinati, con gravi ricadute sulle casse comunali. Tutto ciò si può ascrivere a tre ordini di fattori.

  1. Latitanza della maggioranza che non riesce nemmeno a garantire la presenza di 12 Consiglieri, numero minimo per la validità della seduta in seconda convocazione, neanche quando si è chiamati a votare un atto fondamentale quale è il rendiconto finanziario. Mentre l’alleanza PD – MpA ha dato i frutti in termini di compagine amministrativa, non così si può dire per quanto attiene ai lavori consiliari: troppe volte non riesce a garantire il numero, diverse volte l’MpA ha votato con l’opposizione PDL – UDC, in più occasioni la maggioranza non è riuscita ad approvare gli atti in quanto l’opposizione è stata presente in aula con un numero maggiore di consiglieri. È chiaro che in questo tipo di maggioranza non ci ritroviamo e non ci riconosciamo più.

  2. Un’opposizione interessata soltanto a fare ostruzionismo fine a se stesso, a non approvare atti consiliari, solo in linea di principio, o ritardarne l’approvazione. Un’opposizione nel cui vocabolario non esiste l’aggettivo “costruttivo” e che spesso è arrivata ad assumere posizioni contraddittorie, demagogiche, strumentali, votate alla spasmodica ricerca di spiccioli consensi. Alcuni suoi settori si sono poi contraddistinti nel gettare fango, senza fondati motivi, sulle persone per loro scomode, sostenuti in queste vergognose campagne denigratorie da alcuni organi di informazione, a dimostrazione del basso profilo politico su cui si basa l’azione politica della minoranza consiliare. L’asse PDL – UDC e formazioni satelliti, è stato un fallimento quando ha governato questa città e tale si è rivelato come forza di opposizione.

  3. Ultimamente la Presidenza del Consiglio, che ha fatto quasi da spalla all’opposizione, ha contribuito a rendere infruttuose le sedute consiliari, arrivando anche a disattendere le norme dettate dal Regolamento del Consiglio Comunale. Infatti nella presente seduta consiliare in prima convocazione suggerisce all’opposizione di rinviare l’approvazione del bilancio consuntivo perché il parere dei revisori dei conti era stato trasmesso il giorno prima, poi, in palese violazione del comma 6 dell’art. 37 del Regolamento dei lavori Consiliari, accoglie la richiesta del Consigliere Cannata di verificare il numero legale in modo da far cadere il Consiglio, infine in seconda convocazione, dopo l’appello, ma prima di dichiarare sciolto il Consiglio, non tiene conto dell’arrivo di un consigliere che avrebbe reso valida la seduta. Se a tutto ciò aggiungiamo la recente iniziativa del presidente di inserire all’odg dei lavori consiliari l’esame della decadenza dei due Consiglieri più assenti, Gerratana ed Aprile, non nella prima seduta utile, come previsto dal regolamento, ma con notevole ritardo, quasi a tendere loro una mano qualora il Consiglio ne avesse votato la decadenza, ne viene fuori un quadro certamente non lineare che fa pensare a manovre politiche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

La città di Modica non merita un Consiglio Comunale latitante ed infruttuoso, quale si è rivelato essere ultimamente questo Consiglio, anche per rispetto dei tanti lavoratori che da mesi non percepiscono, per le note difficoltà economiche dell’Ente, le dovute spettanze.

Pertanto, considerato il mancato recepimento degli appelli ad una maggiore responsabilità lanciati dal nostro movimento e ritenuta indifferibile una svolta in tal senso, propongo a tutti i consiglieri comunali di dimetterci, determinando, così, la nomina di un commissario da parte dell’Assessorato Regionale agli Enti Locali. In questo modo si avrà un notevole risparmio e l’approvazione di tutti gli atti fondamentali per la gestione del Comune.

L’art.11 della legge regionale n.35/1997 (art.2, legge regionale n.25/2000) prevede, infatti, che alla cessazione del consiglio comunale o provinciale nel caso di dimissioni contestuali della maggioranza assoluta dei componenti, segua la nomina da parte dell’Assessore regionale per gli enti locali di un commissario, il quale resterà in carica sino al rinnovo degli organi comunali per scadenza naturale.

Io, con il consenso del movimento che rappresento, metto a disposizione le mie dimissioni.

Se ci saranno almeno 16 consiglieri comunali pronti a dimettersi contestualmente potremo invertire la rotta e garantire alla città l’approvazione degli atti indispensabili e fondamentali.

Far ritornare un Consiglio Comunale adeguato alla storia della nostra città e con consiglieri responsabili ed affidabili sarà, poi, compito e dovere dei cittadini modicani che presto torneranno ad esprimersi.

Modica, 29/06/2012

Nino Cerruto

Consigliere Comunale

Una Nuova Prospettiva

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