Nella seduta del Consiglio Comunale di Modica di giovedì 5 luglio è stato approvato l’ultimo bilancio consuntivo, relativo all’esercizio finanziario 2011, della giunta Buscema. Il prossimo rendiconto finanziario sarà predisposto dalla nuova amministrazione che sarà votata dai cittadini modicani nelle elezioni comunali del prossimo anno.

Il bilancio consuntivo fotografa i movimenti contabili e gli obiettivi finanziari raggiunti nel corso dell’anno cui esso si riferisce.

  1. Risultato di competenza. Nel corso del 2011 sono state accertate entrate per un totale di 80.077.430,99 e spese per un importo pari ad € 76.668.486,26; la differenza, pari ad € 3.408.944,73 costituisce quello che si chiama avanzo di amministrazione. Non era un risultato affatto scontato; esso è il frutto di una gestione oculata e di un fortissimo impegno volto a ridurre la spesa corrente e ad azzerare ogni spreco di risorse pubbliche.Degli accertamenti di entrata ne sono stati riscossi 48.492.562,07, pari al 69,56%; la parte restante, € 31.584.868,92, va a sommarsi ai cd residui attivi, cioè a quelle somme che l’ente dovrà riscuotere in anni successivi a quello in cui è stato effettuato l’accertamento. Degli impegni assunti sono stati effettuati pagamenti per un importo pari ad € 38.672.270,91e la parte restante, € 31.584.868,92, analogamente, andrà a sommarsi ai residui passivi, cioè a tutte quelle somme che il comune deve ancora pagare. La lentezza della riscossione, soprattutto dei tributi locali, porta a quello che si chiama deficit di cassa, cioè ad una mancanza effettiva di liquidità. Ciò costringe l’ente, che intanto deve far fronte a spese improrogabili, quali ad es. quella per il personale, a ricorrere alla cd anticipazione di cassa, cioè recarsi dal tesoriere (la banca) e farsi anticipare dei soldi su cui poi si pagano gli interessi. Anche per l’anno in esame l’Ente ha dovuto fare ricorso all’anticipazione di cassa per un importo considerevolmente elevato, € 9.421.213,43, su cui sono stati pagati interessi pari a € 420.000.

 

  1. I residui. Le somme da riscuotere o da pagare rimangono rispettivamente tra i residui attivi e passivi fino a quando sussiste un titolo giuridico che ne attesti la consistenza. Nel 2011 sono stati eliminati residui attivi (cioè somme accertate e non introitate) per un importo di € 15.568.165,11 e residui passivi (cioè somme impegnate e non spese) per un importo di € 13.216.821,30; parte dei residui attivi eliminati deriva dall’eliminazione di entrate tributarie evidentemente sovrastimate in passato. Al 31/12/2011 permangono residui attivi per un totale di € 113.097.282,21 e residui passivi per un totale di € 121.910.331,34. Se la differenza tra i residui attivi e passivi è positiva si ha un avanzo di amministrazione (sogno), altrimenti, come nel nostro caso si ha un disavanzo di amministrazione. Nel 2011 il disavanzo di amministrazione è pari a € 8.809.302; ciò è determinato dall’avanzo della gestione di competenza, € 3.408.944,73, dal saldo negativo della gestione dei residui, di € 2.347.552,00 (15.568.165,11 – 13.216.821,30), dal disavanzo di amministrazione dell’anno precedente, € 9.870.695,29. Non è superfluo osservare che rispetto all’anno precedente il disavanzo è diminuito di circa 1.000.000 di €. Si ricordi che si partiva da un disavanzo accertato nel 2008 di € 21.815.472, che poneva Modica al primo posto in ITALIA (http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sez_autonomie/2010/delibera_16_2010_e_relazione.pdf pag. 340) come comune con il maggior disavanzo (uno dei primati lasciatoci dalla giunta Torchi). Per ridurre il disavanzo il Comune ha solo due possibilità: la prima – finora quella realmente efficace – è la creazione di avanzi di gestione che controbilancino e progressivamente riducano il disavanzo che, infatti, come sopra indicato, per questa via si è in quattro anni più che dimezzato; la seconda è l’alienazione di beni immobiliari. Il Comune di Modica ha predisposto negli anni dal 2008 al 2011 piani di valorizzazione e alienazione di tali beni e ha effettivamente esperito n. 43 tentativi di vendita. Essendo diminuito il disavanzo è diminuita quantitativamente anche la necessità di prevedere entrate da plusvalenze di alienazioni.

 

  1. I debiti fuori bilancio (dfb). Si tratta di spese attivate irregolarmente senza assunzione preventiva di impegno di spesa o comunque in maniera difforme dalle regole stabilite per l’effettuazione delle spese, o per le quali non era possibile effettuare la necessaria previsione in bilancio in quanto derivanti da eventi straordinari ed imprevisti. E’ appena il caso di richiamare che questi debiti non si sono formati durante l’attività di questa Amministrazione, bensì sono un vero cancro ereditato da politiche di bilancio dissennate che rischiano di far produrre altri d.f.b. e che in alcuni casi hanno fatto triplicare la sorte capitale inziale. Nell’anno 2011 è stato necessario impegnare somme pari a circa 4 milioni di euro per ripianare debiti fuori bilancio. Sommando i debiti fuori bilancio riconosciuti dal 2008 al 2011 alla previsione di quelli ancora da riconoscere ne deriva un importo non inferiore a 15 milioni di euro. Per un comune come il nostro si tratta di somme stratosferiche che hanno fatto affermare al presidente del collegio dei revisori dei conti che senza questi debiti non ci sarebbe disavanzo di amministrazione e quindi avere la possibilità di disporre di somme per fornire servizi alla città (occorrono circa 1.800.000 € per trivellare i pozzi e realizzare le condutture per fornire in misura abbondante l’acqua al quartiere S. Cuore), oltre al fatto di poter accedere ai mutui della cassa depositi e prestiti per la realizzazione di opere pubbliche. Purtroppo la voragine dei d.f.b. sembra non finire in quanto si profila già un d.f.b. con il comune di Scicli e con l’Ato Ambiente pari a circa € 8.000.000.

  1. Patto di stabilità. E’ l’accordo che lo Stato Italiano ha assunto con gli altri Stati Europei, in sede comunitaria, in base al quale anche i Comuni devono contribuire alla riduzione del debito pubblico nazionale, osservando, di anno in anno, regole sempre più restrittive. Regole che mettono in difficoltà gli stessi Comuni nella realizzazione della programmata attività a favore della cittadinanza. Se non rispettassimo il patto di stabilità incorreremmo in una serie di sanzioni molto pesanti, fra le quali: riduzione dei trasferimenti ordinari dovuti dal Ministero al Comune (cioè soldi che lo Stato versa al Comune annualmente) con una conseguente forte riduzione delle spese correnti. Nell’anno 2011, in caso di mancato rispetto del patto, il Comune dovrà azzerare le spese per le manutenzioni ordinarie (strade, verde pubblico, ecc.) e ridurre drasticamente l’erogazione dei servizi assistenziali o il sostegno a tante iniziative associative. Il divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia di contratto o la risoluzione di alcuni contratti in essere che comporterebbe un pesantissimo rallentamento dell’attività amministrativa anche in termini di risposte alle legittime istanze dei cittadini. Il divieto di ricorrere all’assunzione di qualsiasi mutuo per la realizzazione di nuove opere pubbliche (strade, scuole, marciapiedi, ecc.). Questa Amministrazione ha sempre rispettato il Patto di stabilità: cosa non semplice, non scontata, risultato di pesanti sacrifici e limitazioni nella spesa. L’unico anno in cui non è stato rispettato il patto di stabilità è stato nel 2007.

Nell’intervento finale il Sindaco ha ribadito che, nonostante gli sforzi, Modica resta un comune strutturalmente deficitario; la voce principale della spesa è costituita da quella per il personale (si pagano € 2.500.000 al mese per il personale diretto ed indiretto) ed il risanamento finanziario non è un vincolo, ma una opportunità di rilancio. Questo rilancio necessita di tempi che a volte non coincidono con l’esigenza di servizi che provengono dai cittadini e a causa di ciò si scontano limiti e incomprensioni. Ma si è convinti che non c’erano e non ci sono alternative.

Sta scritto che “vi è un tempo per edificare ed un tempo per demolire”; Modica dal 2002 al 2007 ha registrato la presenza di amministratori che hanno pensato a demolire; in questi anni vi è un sindaco che sta riparando i danni causati e sta costruendo. Spetta ai cittadini modicani stabilire se nel 2013 dovranno andare al governo della città persone che continueranno ad edificare oppure persone che, per curare il clientelismo, la propria carriera politica, i propri interessi, penseranno a demolire.

Modica, 06/07/2012

Nino Cerruto

Consigliere Comunale

Una Nuova Prospettiva

 

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