In relazione al costruendo Centro Turistico Itaparica a Marina di Modica, in parte ricadente in zona S.I.C – Sito di Interesse Comunitario – Punta Religione ITA 080008 – tutelata dalla Direttiva Habitat della Comunità Europea, abbiamo provato in tutti i modi a sollecitare l’intervento dei rappresentanti democraticamente eletti nelle varie realtà istituzionali ma, ad oggi, non ci risultano iniziative di rilievo in tal senso.

Se si esclude quella dell’onorevole Giorgio Assenza che ha portato la vicenda all’attenzione della IV commissione all’ARS e un’interrogazione presentata a Modica dal consigliere comunale Vito D’Antona e dal gruppo consiliare del PD (con esclusione del consigliere Caruso), della quale, stranamente, non vi è stata alcuna notizia di stampa né in fase di presentazione, né dopo aver ricevuto la risposta scritta da parte dell’amministrazione, per il resto non ci risultano altre prese di posizione da parte di membri eletti.

Eppure a fine luglio i due circoli di Legambiente di Modica e Ragusa hanno presentato un documentato esposto-denuncia all’ARTA, al Comune di Modica e alla Forestale, nel quale portavano a conoscenza dei suddetti enti diverse inosservanze alle prescrizioni contenute nel decreto regionale di autorizzazione al progetto.

Se quanto denunciato da Legambiente risponde al vero, e se le documentazioni fotografiche a corredo dell’esposto non sono frutto di elaborazioni digitali, la conseguenza immediata sarebbe dovuta essere la decadenza del decreto di autorizzazione.

Tutto ciò non è successo e non ci risulta, altresì, che i due circoli di Legambiente abbiano ricevuto alcun riscontro, né che sia arrivato loro un qualche provvedimento giudiziario per reato di falso o similari.

Allora ci chiediamo cosa abbia convinto e, di conseguenza, reso così parchi di parole ed iniziative i consiglieri comunali, i parlamentari regionali e nazionali?

Sarà stata la dichiarazione “tutto è in regola”, più volte fatta dal sindaco di Modica, dall’assessore e dal dirigente del settore?

Dichiarazioni che, peraltro, non hanno mai dato riscontro delle prove documentali contenute nell’esposto e che, invece, hanno fatto riferimento a numerosi controlli ed ispezioni fatte nel sito, quando in realtà i sopralluoghi nel cantiere ricadente nella zona S.I.C., sia da parte del Nope, sia da parte della Forestale, sono avvenuti successivamente alla presentazione dell’esposto.

Non riusciamo a dare una risposta a tale assordante silenzio, anche perché vediamo che su altre tematiche, sia i consiglieri, sia i parlamentari, sono tutt’altro che silenti e inattivi.

A questo punto, convinti come siamo che quella piccola zona di costa rappresenti una risorsa comune da tutelare e da difendere, vogliamo rivolgere un accorato appello, per quanto possa risultare paradossale, all’onorevole Nino Minardo.

Non gli chiediamo perché abbia ritenuto di avallare un simile progetto e non si sia invece opposto, come ci saremmo aspettati da un rappresentante del territorio che dovrebbe avere a cuore la tutela e la conservazione delle risorse, e in particolare di quelle più importanti e pregiate come l’area S.I.C. di Punta Religione.

Gli chiediamo semplicemente di decidersi a far sospendere autonomamente i lavori, sapendo che può farlo in quanto partecipe della società di famiglia che su quei terreni di proprietà sta realizzando il progetto, e di dimostrare che le inosservanze denunciate da Legambiente non ci sono state e che tutto è realmente in regola.

Fatto questo, potrebbe far riprendere i lavori, forte della correttezza e della regolarità del loro svolgimento.

Ai modicani darebbe la possibilità di guardare a quel centro turistico, seppur con la legittima convinzione dell’inopportunità della sua allocazione, con la serenità di sapere che chi ha deciso di realizzarlo l’ha fatto con tutti i crismi della regolarità.

Onorevole Nino Minardo, faccia la cosa giusta, i modicani capiranno.

Modica, 5 novembre 2016

Piero Gugliotta

Una Nuova Prospettiva

movimento politico della città di Modica

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