lav_logoLE FARNETICAZIONI DEL PRESIDENTE LICITRA:
NOI CHIEDIAMO GIUSTIZIA CONCRETA.

Su una tragedia come questa, di fronte ad un bambino aggredito ed ucciso da animali mal custoditi, tutte le istituzioni locali preposte all’attuazione delle leggi nazionali e regionali dovrebbero intervenire nel dibattito con la sacra intenzione di fare chiarezza e di indicare con lucida sincerità dove stanno le responsabilità.
Invece anche in questa occasione cercano vigliaccamente di scaricare le proprie responsabilità su altri.

Sono oramai più di dieci anni che le Associazioni di questa provincia denunciano le gravissime condizioni in cui versa il nostro territorio saturo di randagi abbandonati, di branchi di cani che circolano senza controllo nelle periferie delle nostre città, degli enormi debiti accumulati
dai Comuni di Modica, di Pozzallo, di Comiso, di Vittoria, ecc …
delle inadempienze da parte dei piccoli Comuni sprovvisti completamente di servizi contro il randagismo, dell’inutilità di gran parte dei provvedimenti “istituzionali” volti a controllare questo fenomeno, dell’assoluta mancanza di controlli da parte delle autorità veterinarie, delle forze dell’ordine così come delle polizie municipali.

Da anni parliamo della necessità di canili comunali, di sterilizzazione dei randagi, di impiegare risorse economiche adeguate alla gravità del problema, ma tanti sindaci ci hanno risposto: “il randagismo non è una priorità”.

La vecchia amministrazione di Scicli su questo è stata assolutamente distratta, debitoria, insensibile, superficiale … così come la vecchia amministrazione di Modica che ha completamente dimenticato
di onorare i propri debiti nei confronti delle ditte affidatarie del servizio di custodia dei randagi e che ha cancellato ogni possibilità di intervento serio sul tema.
Ed oggi, per un gioco assurdo del destino, proprio il neo sindaco Venticinque che già dall’inizio del suo mandato ha cercato di affrontare con attenzione le questioni che gli abbiamo portato a conoscenza, si trova in una condizione di ingiusto disagio per responsabilità non proprie ma anzi ereditate dal suo predecessore.

Oggi in tanti gridano, urlano rabbia, inveiscono a caso.
Noi sappiamo di chi sono le responsabilità reali.

Chi dirige il Servizio Veterinario Provinciale e la Procura deve pronunciare su questa vicenda parole chiare.
Non è possibile che un cittadino con gravi problematiche abitative, fisiche, e forse anche di carattere esistenziale, possa ricevere in custodia giudiziaria, un numero così elevato di cani già autori di altre gravissime aggressioni.
In che maniera poteva soddisfare le loro esigenze alimentari?
In che maniera la casupola che li ospitava era attrezzata?
A livello sanitario come faceva una persona sola a curare un tal branco di animali?
Quante denunce servono affinché le istituzioni agiscano senza scaricare responsabilità ad altri?
Le condizioni igieniche, nonostante le rassicurazioni dell’Ausl, dai filmati apparsi sui tg appaiono assurde.
Nelle riprese sono state inquadrate scatole piene di ossa, cuccioli morti, carcasse di altri cani …
Chi era andato a controllare lo stato di corretta detenzione degli animali affidati in custodia?
E’ vero che la polizia municipale di Scicli aveva debitamente informato la Procura che non c’erano le condizioni essenziali per procedere all’affidamento allo stesso proprietario?
Per la custodia di un numero così elevato di animali non sono necessarie strutture e autorizzazioni igienico-sanitarie specifiche?
Perché gli animali, nonostante avessero già morso, per un lunghissimo periodo di 7 mesi non sono stati nè anagrafati nè sottoposti ad esami antirabici?

E’ inutile gridare o inveire alla cieca o contro gli animalisti (che in questo caso non sono in nessun modo coinvolti) o contro i randagi in genere; a questo punto è necessario che chi ne ha il dovere intervenga ponendo l’attenzione sulla ricerca concreta delle responsabilità personali, mentre i cittadini dovrebbero riflettere, con informazioni alla mano, su come i propri sindaci si sono mossi in questi anni.

Viviamo ancora in una regione, al di là delle generiche affermazioni di civiltà, dove lo Stato appare e scompare, a caso, come le nuvole!
Dove lo Stato a volte non si sa bene che compito svolga, dove i cittadini sono troppo spesso lasciati soli di fronte ad ogni tipo di possibile tragedia.
Un territorio dove nonostante la morte di un piccolo bambino le autorità non sono riuscite a presidiare seriamente nemmeno un chilometro di costa tanto da lasciare aggredire, 40 ore dopo, la giovanissima turista tedesca.
Altro che abbattimento dei cani…
eravamo già in una situazione di estrema emergenza, tutti i mass media d’Europa parlavano di Scicli e Modica, e incredibilmente nelle notti di lunedi 16 e di martedi 17 la zona veniva ancora controllata troppo troppo precariamente.

Domenica 15 marzo il piccolo Giuseppe non è stato vittima solo di un disgraziato branco di cani, è stato vittima anche dei nostri vizi siciliani, della superficialità dei soliti dirigenti, della nostra pseudo-cultura legata al fatalismo, dei limiti della politica fatta soprattutto da gente che vuol fare facile carriera.
Allo stesso modo il piccolo Giuseppe ha perso la vita per responsabilità oggettive, chiare, che vanno messe in luce, individuate e giudicate dalla giustizia umana.

Infine, mentre arrivano i primi avvisi di garanzia nei confronti dei veterinari dell’ausl, che dovrebbero contribuire a far luce sulle responsabilità reali della tragedia, leggiamo con enorme stupore le “incredibili” dichiarazioni del presidente dell’ordine dei veterinari di Ragusa, dott. Giuseppe Licitra, che scarica parte delle colpe del fenomeno “randagismo” sui volontari e sugli “incivili cittadini”
che sfamano i randagi, abbandonati a sè stessi sulle strade delle nostre città,…ecco le dichiarazioni:

” Le colpe a livello di regione e a livello centrale è quella di voler attuare una legislazione che prevede il non abbattimento dei cani randagi catturati e non reclamati da alcun proprietario, scelta che noi condividiamo dal punto di vista etico e di progresso civile, (anche se unica nei paesi europei e forse in tutto il mondo occidentale) ma per la quale occorre una mobilitazione di risorse finanziarie enorme……
chi rappresenta le istituzioni, nonché tutti i cittadini a prescindere dalla loro sensibilità, avrebbe il dovere di riflettere serenamente sulle motivazioni etiche ed ideologiche che hanno portato alle attuali leggi di lotta al randagismo, e prendere in seria considerazione l’eventualità di rivederle, nell’impossibilità di reperire risorse adeguate per attuarle…il randagismo non è un problema che nasce e cresce spontaneamente. E’ causato dal continuo abbandono di cani da parte di cittadini.
Si amplifica grazie alla possibilità che questi cani hanno di alimentarsi
adeguatamente grazie al cibo offerto volontariamente dalle persone…
Basterebbe che i nostri cittadini più incivili si ravvedessero e non abbandonassero gli animali, non gli offrissero cibo, e avessero cura della pulizia del territorio: il problema randagi si estinguerebbe senza alcun costo per la collettività. ”

Dichiarazioni che riteniamo calunniose nei confronti delle migliaia di cittadini che ogni giorno cercano di attenuare il pericolo dei randagi “affamati”, il pericolo della formazione di branchi pericolosi; che quotidianamente si sostituiscono all’assenza degli Enti preposti (ad eccezione del Comune di Ragusa, e del lavoro svolto dall’Assessore Malignaggi del Comune di Vittoria), che a proprie spese collaborano con queste due Amministrazioni Comunali per la sterilizzazione dei cani di quartiere, che non hanno mai trovato nessuna collaborazione da parte dell’ordine dei veterinari di questa nostra provincia, che hanno lottato per venti lunghi anni da soli contro il bussines del randagismo, del maltrattamento, dei collari elettrici, dei combattimenti clandestini, della commercializzazione selvaggia di cuccioli non anagrafati…
Che hanno denunciato più volte l’altissimo costo delle operazioni di sterilizzazione (250/300/350 euro per singolo cane), unica soluzione alla limitazione della riproduzione incontrollata…Che non hanno mai ricevuto un significativo sconto economico per i randagi bisognosi di cure, che non sanno a chi rivolgersi nei casi di urgente bisogno notturno o festivo…
perchè non esiste un pronto soccorso nemmeno per gli animali di proprietà!
Queste ultime dichiarazioni del dottor Licitra li “gireremo” a tutte le
organizzazioni di tutela degli animali e a tutte le associazioni nazionali dei veterinari.
Chiederemo loro di dare ampia diffusione di tali farneticazioni e di rispondere adeguatamente a quello che possiamo ben definire “un salto nell’orrendo passato delle camere a gas dei canili lager”, aboliti e chiusi nel lontano 1991…
Se questo é il livello etico ed intellettuale del presidente dei veterinari della nostra provincia allora le associazioni nazionali di protezione degli animali hanno veramente tutto il diritto di criticare la Sicilia per questa arretratezza civile e culturale.
Licitra per evitare ulteriori polemiche e danni gravissimi all’immagine della nostra amatissima terra corregga le sue dichiarazioni, rettifichi, cerchi le parole giuste per farci capire meglio le sue opinioni, ci lasci credere che per una volta, una volta almeno, abbiamo equivocato. Ci convinca.
Ci illuda di aver letto male.
Non é proponibile tornare alla barbarie, al colpo di pistola in testa ai randagi, al far west, al medioevo…
Questa soluzione auspicata per fermare il randagismo é “disumana”.
Cerchi di interrogarsi sinceramente su come lui stesso ed i suoi colleghi hanno contrastato il problema, organizzi un incontro con le associazioni di volontariato finora boicottate ed escluse dalle riunioni istituzionali.
Inizi ad ascoltare le nostre ragioni, non sfugga alle sue responsabilità, personali e di categoria.
Ci aiuti a vincere questa battaglia con la ragione e non con la violenza e la crudeltà.
Faccia uno sforzo. Uno solo.
Non distragga l’attenzione dei cittadini e della stampa con affermazioni paradossali…
Chieda in maniera chiara giustizia concreta sui fatti di Sampieri.

LAV RAGUSA
www.lav.it
Contatti: 340.0031368 (Provinciale)

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