La bontà di Natale non è generica!
Dalla Caritas l’augurio di rapporti veri

Non è generica la bontà di Natale. Essa nasce dalla “grazia di Dio apportatrice di bontà”, dal dono gratuito:  messaggio inclusivo, messaggio comprensibile a credenti e non credenti, ma anche messaggio non generico, non riducibile a buoni sentimenti momentanei. Da qui l’augurio di rapporti veri: nelle famiglie, nelle politica, nel mondo stesso della solidarietà. Nelle famiglie l’augurio di rapporti veri si concretizza con la capacità di fermarsi, di avere più tempo per il dialogo tra genitori e figli, di ricordarsi di un parente solo, di una persona con cui è opportuno riconciliarsi, di uno spazio che si può dare all’accoglienza e alla visita. Nella città, in un tempo ancora difficile in cui si stanno affrontando problemi gravi come il risanamento finanziario e l’efficienza della macchina comunale, l’augurio di rapporti veri coinvolge coscienza e discernimento di parti politiche e cittadini: c’è da stare attenti al bene comune, incompatibile con ogni forma di privilegio, di disimpegno nel proprio compito professionale, di illegalità, di sterile polemica o, all’opposto, di difesa ambigua di posizioni che non nascono da motivazioni limpide. Mai come in questo momento a Modica vale quanto affermato da don Milani sulla politica come “capacità di uscire insieme dai problemi”, che impegna “chi ama a non essere qualunquista” e ad avere a cuore le sorti di tutti, e dei poveri in particolare. Nello stesso mondo della solidarietà è necessario non fermarsi a opere buone se poi non sono vere, belle, libere e liberanti: libere da logiche di commistione con il potere o con il mercato che stritola rapporti e dignità; liberanti, quindi non solo assistenziali, ma capaci di promuovere cittadinanza attiva. Un particolare pensiero va ancora ai terremotati dell’Abruzzo e agli alluvionati di Messina: ricordarci di loro significa una gioia più sobria e la trasformazione di ciò che si evita come sovrappiù in solidarietà concreta e generosa. Non ultimo, anzi per primo, l’augurio è che tutto avvenga riscoprendo un rapporto più vero con il Festeggiato: con Gesù, nato povero, subito forestiero e perseguitato come tanti fratelli immigrati; Gesù che a tutti continua ad indicare nella piccolezza la via di una vita vera, semplice, fraterna.

Modica, 22 dicembre 2009

Maurilio Assenza

Condirettore della Caritas diocesana per il distretto di Modica

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