Il sottoscritto D’Antona Vito, Consigliere Comunale di Sinistra, Ecologia e Libertà,

-          Tenuto presente che negli ultimi tempi, sempre più frequentemente, il centro storico di Modica è stato interessato dallo sgretolamento e dalla conseguente caduta in strada di manufatti in pietra, sia da edifici privati, che da edifici pubblici, come il Palazzo degli Studi o da edifici religiosi, come la chiesa di Santa Maria di Betlemme e una statua della chiesa di San Pietro;

–          Visto che lunedì scorso un pezzo di cornicione di un palazzo in Corso Umberto si è staccato e solo per un caso il crollo dello stesso non ha causato danni ai passanti;

–          Rilevato che ritorna sempre più d’attualità il tema della necessità di finanziamenti straordinari per consentire sia ai privati proprietari di edifici nel centro storico che agli enti pubblici e religiosi, di mantenere una costante manutenzione del patrimonio immobiliare;

–          Rilevato che in diverse occasioni da più parti, e in primo luogo, dai cittadini e dalle istituzioni politiche ed amministrative di Modica e di Scicli, è stata espressa la necessità di una attenzione verso i centri storici di quelle città dotate di un ingente, significativo e storico patrimonio immobiliare;

–          Preso atto che a seguito del riconoscimento Unesco, unitamente ad altre circostanze favorevoli, è stato avviato un percorso virtuoso che ha messo al centro dell’attenzione nazionale ed internazionale l’intero territorio del sud est della Sicilia, contribuendo anche allo sviluppo di una maggiore sensibilità verso la salvaguardia del nostro patrimonio urbanistico e della nostra storia;

–          Preso atto che il 22 febbraio scorso il Consiglio Comunale di Modica, all’unanimità dei consiglieri presenti, votò un Ordine del Giorno, con il quale, sulla base di un dibattito concernente la necessità di finanziamenti per il recupero dei centri storici delle città riconosciute patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, invitava l’Amministrazione Comunale ad avviare le opportune iniziative nei confronti dei parlamentari della provincia di Ragusa per una azione congiunta finalizzata all’ottenimento di una legge regionale, simile a quella approvata nel 1981 a favore di Ragusa Ibla, rivolta a finanziare la messa in sicurezza e la salvaguardia del patrimonio immobiliare dei centri storici riconosciuti dall’Unesco;

–          Preso atto che in quella stessa occasione veniva sollecitata la Regione Siciliana a dare attuazione all’art. 33 della Legge regionale 6/2009, relativo alla concessione di contributi sugli interessi per la stipula di mutui a favore di proprietari di immobili nei centri storici finalizzati al recupero e al ripristino funzionale degli edifici stessi;

–          Preso atto, inoltre, che la possibilità di disporre di finanziamenti da destinare all’acquisto, al recupero e alla fruizione di edifici pubblici e privati può rappresentare per i prossimi anni  una importante occasione di lavoro per le imprese artigiane del settore, oltre che per giovani professionisti che si cimentano con progetti di recupero, come, peraltro, dimostrato di recente da una importante mostra svoltasi a Modica, presso il Palazzo Grimaldi;

chiede

–          all’Amministrazione Comunale, se non ritiene maturi i tempi per dare corso all’Ordine del Giorno approvato in data 22.2.2010 e, quindi, anche mediante il coinvolgimento di associazioni interessate all’argomento, di avviare le opportune iniziative nei confronti dei Parlamentari della provincia di Ragusa per mettere a punto una azione tendente all’ottenimento di una legge regionale rivolta a finanziare la salvaguardia e il recupero del patrimonio immobiliare dei centri storici dei comuni riconosciuti patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, nonché a sollecitare l’Assessorato Regionale alle Infrastrutture a dare esecuzione all’art. 33 della L.R. 6/2009 .

Modica, 25.8.2010

Vito D’Antona

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