Modica, crisi finanziaria: proposta di Vito d’Antona consigliere comunale SD

D’Antona Vito
Consigliere Comunale SD
Modica Al Sig. Presidente del Consiglio Comunale di Modica
p.c. Al Sig. Sindaco del Comune di Modica
Agli Organi di Informazione
Oggetto:Situazione finanziaria
del Comune di Modica.
Proposta di Ordine del Giorno.

Il sottoscritto D’Antona Vito, Consigliere Comunale del Movimento Sinistra Democratica, chiede alla S.V. di volere sottoporre al Consiglio Comunale il seguente Ordine del Giorno, per essere discusso ed eventualmente approvato:

“Il Consiglio Comunale di Modica,

Tenuta presente la gravissima situazione finanziaria del Comune di Modica, caratterizzata da una costante assenza di liquidità e da una difficoltà oggettiva a mantenere in equilibrio le entrate e le spese dell’Ente, che ha determinato in questi ultimi mesi legittime e vibrate proteste da parte dei dipendenti comunali e dei lavoratori dipendenti di società partecipate, di cooperative sociali e di ditte fornitrici di servizi per il Comune, le cui spettanze vengono erogate con notevole ritardo rispetto alle scadenze di legge;
Preso atto che l’Amministrazione Comunale, insediatasi soltanto da due mesi, in occasione della discussione sul bilancio preventivo per l’anno 2008, dopo una prima rapida ricognizione, ha esposto i dati contabili di una situazione finanziaria difficile, proponendo interventi forti nel campo della gestione finanziaria a breve e a lungo termine, al fine di scongiurare il dissesto finanziario dell’Ente;
Rilevato che tra le azioni individuate dall’Amministrazione Comunale ed ampiamente condivise dal Consiglio Comunale vi è innanzitutto quella della formulazione di bilanci contenenti entrate certe e ragionevolmente riscuotibili, quelle rivolte ad una forte ripresa della riscossione delle entrate degli anni precedenti, i cui importi sono iscritti tra i residui attivi, la unificazione delle due società partecipate dal Comune e la contestuale rimodulazione dei contratti di affidamento dei servizi, la rivisitazione di tutti i contratti relativi ai servizi sociali, una decisa politica di contenimento della spesa, limitata solo alla copertura di oneri per il personale e di costi discendenti da obblighi contrattuali per servizi indispensabili, ed, infine, la dismissione di parte del patrimonio disponibile non utilizzato per fini istituzionali;
Ritenuto, tuttavia, che ciò non è sufficiente e che a fianco della predetta azione, al fine di riportare in equilibrio la situazione finanziaria, appare indispensabile una iniziativa dello Stato e della Regione Siciliana, attraverso interventi di carattere straordinario finalizzati a prendere in considerazione la grave situazione che molti comuni di medie dimensioni stanno attraversando e le cui amministrazioni, onde evitare conseguenze più gravi per la collettività, sono impegnate in evidenti azioni di risanamento finanziario, rivolte ad eliminare il pericolo del dissesto;
Preso atto che la con la recente manovra finanziaria nazionale, il Governo e il Parlamento sono intervenuti, con una disposizione di legge, a favore del Comune di Roma mediante azioni straordinarie e autorizzazioni ad anticipazioni finanziarie in conto trasferimenti futuri, mentre a livello regionale sembra essere in corso una specifica iniziativa parlamentare in ordine alla grave crisi finanziaria del Comune di Catania;

Invita

il Governo nazionale e il Governo regionale ad esaminare la condizione finanziaria del Comune di Modica e di quei comuni caratterizzati da forti e pesanti esposizioni debitorie ma anche da concrete, inequivocabili ed oggettive manifestazioni di volontà rivolte al risanamento finanziario, al fine di intervenire mediante norme di carattere eccezionale e straordinario e per scongiurare conseguenze fortemente negative per le collettività.”
Modica, 4.9.2008
Distinti Saluti
Vito D’Antona

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3 thoughts on “Modica, crisi finanziaria: proposta di Vito d’Antona consigliere comunale SD”

  1. Vorrei chiedere perchè, vista che la situazione finanziaria richiederebbe addirittura l’emanazione di una norma eccezionale da parte del governo nazionale, si insiste ancora a mantenere aperte le due università, che sono un buco nero del bilancio..voglio dire, prima di mettere per strada centinaia di dipendenti di cooperative ed altro, perchè non si fa il sacrificio di rinunciare al “prestigio” d’aver due sedi distaccate? voci varie parlano di un debito con l’ateneo catanese pari a 7 milioni di euro…se si confermano questi dati non capisco perchè si debba continuare a mantenere una tale istituzione, dato che si è dimostrata la inadeguatezza/inefficienza del comune nel gestirla

  2. poi però mi si dovrebbe spiegare come, a fronte di 7 milioni di euro di debito, si possa pensare ancora di: bloccare le iscrizioni ai nuovi anni accademici e aumentare le tasse agli studenti già iscritti…vorrei capire cosa si risolve in questo modo..???

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