Benvenuti nel mondo della borsa!

Riceviamo e pubblichiamo:

Benvenuti nel mondo della borsa!
Aurelio Boscaini

Una singolare metafora cerca di spiegare i meccanismi della borsa. E ci riesce molto più facilmente di tanti

Per quanti, e sono centinaia di milioni se non miliardi, capiscono proprio poco o addirittura nulla dell’attuale crisi finanziaria e si chiedono quali rischi corrano ad avvicinarsi alla Borsa, un internauta fantasioso ha trovato un modo originale di spiegare questo mondo strano.

L’autore, Nadim Kalif, si presenta come uomo d’affari, ma è anche un brillante economista che insegna la sua disciplina in una università del Togo. La sua storia è come un racconto che vale almeno quanto una lectio magistralis. Uno di quei corsi da cui si esce vispi , convinti d’aver capito tutto, e per sempre.
Dunque. Un giorno, uno sconosciuto arriva in un villaggio e annuncia agli abitanti che è pronto a comperare scimmie a 10 dollari l’unità.
Subito, quei paesani partono all’assalto della foresta, per catturare scimmie a centinaia, a migliaia addirittura. Così, poco a poco la
popolazione dei primati si assottiglia, e i paesani devono ridurre il ritmo.

Lo sconosciuto annuncia che d’ora in poi pagherà 15 dollari la scimmia. Motivati dalla nuova offerta, i paesani raddoppiano lo zelo nel cacciare quel che resta di scimmie nella foresta. E lo fanno così tanto e così bene che ben presto non si trova più una sola scimmia!
Il prezzo di acquisto è allora portato a 20 dollari, ma nella foresta è sparita ogni traccia di scimmia! Lo sconosciuto propone allora 50 dollari il pezzo, avvertendo però di doversi assentare. Sarà il suo aiuto a comperare le loro prede.

Appena partito, il suo assistente riunisce i paesani e indica loro le gabbie con le migliaia di scimmie che il padrone aveva comperato loro. “Se le volete – dice – ve le cedo a 35 dollari l’unità. Così, quando il mio padrone sarà di ritorno, potrete rivendergliele a 50 dollari”. Accecati dalla prospettiva di questo arricchimento facile, i paesani tirano fuori tutte le loro economie, vendono i loro beni per riscattare le scimmie. Incassato il malloppo, l’assistente sparisce nella notte. Non si rivedrà più. Né lui, né il padrone. Nel
villaggio, solo scimmie che corrono all’impazzata.

Nadim Kalif conclude il suo racconto con un edificante : “Benvenuti nel mondo della Borsa!”.
Eh sì! C’è qualcosa di azzardato a vendere una scimmia a dieci dollari e poi a ricomprarla a 35, sperando di rivenderla una seconda
volta a 50 dollari.
Domanda: chi sono dunque, nel mondo della Borsa, le scimmie che si vendono e poi si comperano gesticolando? Chi è l’abile sconosciuto,
così capace di manipolazione? Chi è questo assistente, eccezionale imbroglione? E chi sono, infine, questi poveri paesani così rovinosamente creduloni?

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5 thoughts on “Benvenuti nel mondo della borsa!”

  1. interessante ma vale la pena che aurelio ci dica la sua su chi siano scimmia abitanti villaggio ecc

  2. La metafora delle scimmie è davvero unica anche se non farà maturare cambiamenti culturali consistenti.
    Questo gran parlare di economia reale ed economia cartacea e virtuale è un sentiero culturale già percorso e forse, quando i nostri eredi saranno distanti dal 1939 come adesso noi lo siamo dalla Rivoluzione francese, saranno indagati con più scientificità e disincanto i motivi che scatenarono la seconda guerra mondiale.
    Ed allora si prenderà atto che negli anni che precedettero la seconda guerra mondiale, Ezra Pound, uno dei più grandi pensatori e poeti del novecento parlò di usura, speculazioni, credito e qualcuno cantò “contro l’oro è il sangue a far la storia”.
    Si prenderà anche atto della vigliaccheria degli intellettuale di questi primi anni del terzo millennio, incapaci di capire perchè Ezra Pound, quel pericoloso poeta armato della sola penna, nell’aprile del ’45, venne catturato dai partigiani italiani, consegnato agli americani, portato nel campo di Coltano, presso Pisa, rinchiuso in una gabbia di ferro per tre settimane esposta al sole e alla pioggia senza altro riparo che una coperta.
    Poi a fine novembre fu trasferito in America per il processo. L’accusa di alto tradimento lo avrebbe probabilmente portato alla pena di morte. Ma un vero e proprio clamore nel mondo dei poeti si levò in sua difesa ed il processo fu annullato.
    Dichiarato infermo di mente venne rinchiuso in manicomio riservato ai “pazzi criminali” dove non vedrà la luce del sole per un anno e mezzo. Pur non condannato venne “graziato”. Una grazia mai richiesta, interiormente rigettata e umanamente maledetta; dirà: “Mi hanno dichiarato pazzo per screditare le mie idee, perché i giovani non ascoltino il nonno. Il governo ha paura che, nel caso di un processo, io dica la verità su Roosevelt”, che rifiutando di parlare a Pound inviato da Mussolini, rifiutò di dissociare l’interesse della patria di Jefferson da quello del partito dell’usura.
    Alcuni (le banche) hanno realizzato il favoloso orto di Pinocchio facendovi nascere alberi di zecchini, con frutti d’oro
    Pinocchio deposita nell’orto 100 euro e la Volpe ed il gatto creano fra i 10 e i 20 prestiti da 100 euro ciascuno. Il gatto e la volpe sanno che i Pinocchi non ritireranno tutti insieme la totalità dei loro depositi, né i debitori realizzeranno di colpo i loro fidi. Lo faranno a poco a poco, secondo necessità; lo faranno per lo più emettendo assegni, non ritirando contanti. Così Il Gatto e la Volpe pagano circa l’1 Euro sui cento Euro depositati dai tanti Pinocchi poi ne presta almeno 400 virtuali come apertura di credito, blocchetti di assegni, promesse di pagamento lucrando 28 euro di interessi.
    Ecco perchè Pound citava spesso la frase che il primo lord Rotschild avrebbe pronunciato nel 1861: “pochissimi capiranno il sistema, e quelli che lo capiranno saranno occupati a far soldi. Il pubblico probabilmente non capirà che è contro il suo interesse” quando l’Enciclopedia Britannica definiva: “la banca lucra gli interessi dal denaro che crea dal nulla”.
    Ecco perchè Ezra Pound era un pazzo. Ecco perchè Berlusconi vale Veltroni.

    …scusate qualcuno sa come è andata a finire l’isola dei famosi?

    Carmelo Modica

    Ps.
    Per certi versi il sistema richiama la “banca elettorale Drago-Minardo” che attraverso 10 posti reali e rigorosamente precari, creano 1000 posti di lavoro virtuali (o speranza di posto) che inseriti nel mercato dell’illusione elettorale creano voti sufficienti per realizzare due onorevoli veri.

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