Nucleare in Sicilia

Riceviamo e pubblichiamo un articolo che hanno composto due alunni (De Salvo P. e Zisa O.) dell’ ITC Aeronautico di Ragusa per partecipare al concorso nazionale giornalistico Cutuli indetto dalla FIDAPA e il Corriere della Sera classificandosi terzi.

Vertice Italia-Francia sull’istallazione di impianti di fabbricazione francese su suolo italiano

Dibattito attivo oggi contro il peso del reattivo di domani

Nucleare in Sicilia: dilemma che in queste settimane ha avviato un dibattito in provincia di Ragusa.

locandina_impattozeroMentre negli USA il Presidente Barak Obama taglia gli incentivi all’atomo e punta sull’ efficienza energetica e sulle energie rinnovabili e in Germania una legge vieta la costruzione di nuove centrali, la nostra Sicilia è stata candidata tacitamente ad ospitare una delle quattro centrali nucleari con tecnologia francese, a seguito dell’accordo siglato il 24 febbraio c.a. tra il Capo del Governo italiano e il Presidente francese Sarkozy. L’accordo coinvolge direttamente diverse aziende leader del nucleare, infatti, per la realizzazione del reattore di ultima generazione Erp da 1700 megawatt che dovrebbe moltiplicarsi in quattro impianti, sarà istituito un consorzio tra l’Ansaldo Energia, l’Enel e l’ente francese Edf: partnership dell’operazione.
Sarebbe lecito domandarsi il perché da regioni come la Puglia, la Calabria e perfino dalla stessa Sardegna, fresca di elezioni, giungono dei “NO” secchi e categorici contro il nucleare, mentre in Sicilia si osa discutere sulla questione. Secondo una fonte rilanciata dal quotidiano La Repubblica del 25 febbraio c.a., l’impianto siciliano potrebbe essere istallato nel territorio sud orientale ed è stata segnalata, in particolare, la provincia di Ragusa per la vicinanza del mare e di un porto, nel caso specifico di Pozzallo, e l’area nei pressi di Palma di Montechiaro nell’agrigentino.
Si può intuire benissimo che queste individuazioni non hanno tenuto minimamente conto dei fattori geotermici che caratterizzano la nostra terra ad alto rischio sismico, visto che proprio l’area in questione è classificata “zona rossa” nella mappa nazionale dei sismi. Forse questi siti sono stati facilmente individuati da chi non li abita, non li conosce e non ha intenzione di farlo neanche in futuro. …

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Peppe Drago (UDC) condannato per peculato

peppedragoDa Radio R.T.M.:

La condanna a tre anni è confermata, la sentenza diventa definitiva e per l’ex presidente della Regione, oggi parlamentare nazionale dell’Udc, Peppe Drago, arriva la decadenza dall’incarico che ricopre in atto.

Oggi la Cassazione ha ritenuto fondate le responsbailità di Drago ma anche di Giuseppe Provenzano, anche lui ex presidente della Regione(condannato a tre anni), accusati di peculato.

La pena è condonata ma scattano, comunque, le pene accessorie tra cui l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Entrambi gli imputati si sarebbero appropriati, senza stendere alcun rendiconto, dei fondi riservati alla Presidenza della Regione.

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