Una Nuova Prospettiva scrive ai sindaci. Gestione dell’Acqua in provincia di Ragusa.

Una Nuova Prospettiva scrive ai sindaci:

SULL’ACQUA NON SI TORNA INDIETRO!
giuIn vista dell’incontro dei sindaci dei comuni iblei, convocato per il 29 ottobre prossimo dall’assessore delegato della Provincia di Ragusa, Salvo Mallia, il movimento Una Nuova Prospettiva di Modica si rivolge ai primi cittadini e al Presidente della Provincia per ribadire che in provincia di Ragusa la scelta della forma di gestione è stata fatta e non può essere messa in discussione.
Come tutti ricorderanno le forti mobilitazioni di studenti, associazioni, movimenti, sindacati, della Chiesa, di semplici cittadini, hanno portato alla decisione da parte della conferenza dei sindaci di optare per la gestione pubblica dell’acqua.
Questo risultato, che ha portato la provincia di Ragusa alla ribalta nazionale anche per la capacità degli amministratori di ascoltare le spinte che arrivavano dal territorio e di farle proprie, è un patrimonio ormai acquisito della comunità iblea e come tale non può esserle tolto.
Riteniamo non più necessario tornare sulle motivazioni che rendono imprescindibile la scelta di gestione pubblica in quanto nel nostro territorio, oltre alla riflessione prodotta da quanti si sono battuti in questa direzione, si sono succeduti interventi autorevoli di tantissime personalità che stanno facendo della lotta per riportare la gestione dell’acqua ai cittadini di tutto il mondo una vera e popria scelta di vita.
Basterà ricordare i vari interventi del missionario comboniano padre Alex Zanotelli il quale, dopo la recente approvazione da parte del Consiglio dei Ministri della modifica all’art.23bis della legge 133/2008, in un lungo ed accorato appello alla mobilitazione si è così espresso: “Ancora più incredibile per me è che la gestione dell’acqua sia messa sullo stesso piano della gestione dei rifiuti! Questa è la mercificazione della politica! Siamo anni luce lontani dalla dichiarazione del Papa Benedetto XVI nella sua recente enciclica Caritas in veritate dove si afferma che l’”accesso all’acqua” è “diritto universale di tutti gli esseri umani senza distinzioni e discriminazioni”. Tutto questo è legato al “diritto primario della vita”,  e ancora: “Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta politica gravissima che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese, ma soprattutto dagli impoveriti del mondo (in milioni di morti per sete!)”.
Per rimanere,  poi, in ambito siciliano, si veda cosa sta accadendo nell’agrigentino e si tenga in considerazione che circa 90 amministrazioni comunali siciliane si sono espresse contro la privatizzazione. …

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