PRESENTAZIONE I VOLTI DEL PRIMO MARZO

Martedì 28 giugno alle 18:30, al Palazzo della Cultura di Modica, si terrà la presentazione del volume I volti del primo marzo – Voci da un’altra Italia di Massimiliano Perna, Rosario Cauchi, Giorgio Ruta, Francesco Di Martino, Giuseppe Portuesi e con il contributo di Fabrizio Gatti, Andrea Scarfò, Ilaria Sesana, Stefania Ragusa e Antonello Mangano.

Dopo un lungo percorso, fatto di partecipazione dal basso e tanto lavoro, il testo – un saggio letterario e fotografico sul recente fenomeno migratorio – sarà presentato a Modica dopo l’anteprima di Catania.

Nel corso dello stesso incontro verrà presentato il documentario “Fuori da Mineo”, realizzato da FrameOff e sarà recitato un monologo di Enzo Ruta.

Insieme agli autori sarà presente Antonio Mazzeo.

L’iniziativa si deve all’apporto di Marotta&Cafiero Editore, Il Clandestino – con permesso di soggiorno, Nomadica – Festival del Cinema e delle Arti, Terrelibere.org e FrameOff.

IL LIBRO

Un lunedì di marzo, tiepido perché riscaldato da un raggiante sole siciliano: uomini, donne, bambini, studenti, lavoratori, corpi che si muovono tra le strade dell’isola, da Siracusa a Catania.
E’ una manifestazione…è il primo marzo dei migranti che vivono e lavorano in Italia.
Lo sciopero, il grido di protesta e di aiuto, le storie, la quotidianità, raccontati nell’arco di ventiquattro ore, dalle prime luci dell’alba alla notte.
Una giornata che i lavoratori migranti hanno deciso di prendersi, dopo aver subito molteplici imposizioni.
Francesco Di Martino, Giuseppe Portuesi, Giorgio Ruta, Rosario Cauchi e Massimiliano Perna descrivono, tra le pagine di questo lavoro, fatto di parole ed immagini, una giornata dedicata all’altra Italia: quella che non occupa gli spazi televisivi, quella che si muove con discrezione, quella che accetta “i lavori che gli italiani non vogliono più fare”, quella che si sveglia di notte per 20 o trenta euro.
Una manifestazione illustrata andando anche oltre le strade che ha attraversato, con approfondimenti generati dalla cronaca e dalle inchieste che interessano o hanno interessato, direttamente e indirettamente, i migranti che continuano a scegliere la Sicilia per rifarsi un’esistenza, per avere un lavoro, per conquistare uno stipendio.
Il tentativo di ricostruire una dimensione, troppo spesso occultata da una penombra talmente opprimente da imporre il silenzi anche a chi decida di dire basta e di richiedere gli stessi diritti riconosciuti agli altri italiani.
Il testo, insieme al progetto che ne sta alla base e che voi stessi potete sostenere diventandone co-produttori, contiene la cronaca, narrata e fotografata, di quel primo marzo del 2010 e di tante altre storie d’immigrazione…..
L’altra Italia, quella che non viene raccontata ma che esiste e chiede dignità.

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SIAMO TUTTI NINO CERRUTO, DENUNCIATE ANCHE NOI!

COMUNICATO STAMPA del Comitato di Modica per il Sì ai Referendum

SIAMO TUTTI NINO CERRUTO, DENUNCIATE ANCHE NOI!

Di fronte al silenzio che era calato sui temi referendari e ai continui tentativi del governo di pregiudicarne lo svolgimento, il Comitato di Modica per il Sì ai referendum si era dato appuntamento, domenica 5 giugno, presso la via principale della città, per provare a realizzare, con la metodica del flash mob, alcune riprese filmate e fotografiche utili a rendere più efficace la divulgazione delle motivazioni del sì ai referendum. Il risultato è andato al di sopra di qualsiasi aspettativa, in quanto agli intervenuti si sono aggiunte tantissime persone, tra cui moltissimi giovani, in gita con le rispettive classi e relativi insegnanti, che si trovavano a transitare nella zona e che hanno consentito di creare una improvvisata ed inaspettata messinscena che ha entusiasmato i partecipanti ed ha riscosso il plauso e il consenso da parte dei passanti-spettatori. Dalle immagini riprese da un videomaker, spontaneamente intervenuto a questa imprevedibile aggregazione di persone, unite evidentemente da un comune sentire verso i temi referendari, è stato tratto un video che ha suscitato l’interesse di testate locali e nazionali, del mondo dei social network e di ogni sorta di contenitori di informazioni, ricevendo l’attenzione di migliaia e migliaia di utenti e lettori. Era stato raggiunto, quindi, l’obiettivo. Peccato, però, che a margine di questa iniziativa, abbia fatto seguito una sconcertante notizia, ovvero la notifica di una denuncia da parte del Commissariato di P.S. di Modica nei confronti di uno dei partecipanti all’iniziativa, il Sig. Nino Cerruto, per aver “organizzato un corteo a sfondo politico con volantinaggio senza darne il prescritto preavviso al Questore di Ragusa, nonché per aver sfilato in corteo non autorizzato, indossando una tuta bianca con cappuccio e mascherina, rendendone difficoltoso il riconoscimento”. Pur non volendo entrare nel merito della denuncia, non possiamo non esprimere profonda amarezza ed indignazione per una scelta che sembra voler indicare, quali soggetti che commettono reati e nei confronti dei quali è necessario il giudizio di un tribunale, dei cittadini che pacificamente e in totale trasparenza di azione hanno inteso esprimere il proprio pensiero – peraltro durante una campagna referendaria. Intendendo, tuttavia, rispettare la scelta degli organi di Polizia, siamo obbligati ad autodenunciarci quali complici del sig. Nino Cerruto e coautori di tali ipotetici reati.

Il comitato di Modica per il Sì ai referendum

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Referendum: domenica 5 giugno flash mob a Modica

Continuano le iniziative dei sostenitori dei 4 referendum. Domenica 5 giugno a Modica hanno voluto turbare il silenzio mediatico che continua a contraddistinguere questa campagna referendaria con un “flash mob” quasi spontaneo.

Ai promotori si sono, infatti, aggiunte oltre un centinaio di persone, tra le quali tantissimi studenti ed insegnanti che si trovavano a passare per caso, a dimostrazione che sui temi oggetto dei referendum c’è grande attenzione da parte dei cittadini, nonostante il tentativo di boicottaggio di politica e media.

Modicani e turisti hanno gradito l’improvvisata messinscena e hanno appludito alla sua conclusione.

Il governo ci sta ancora provando, ma gli italiani hanno già deciso cosa fare il 12 e 13 giugno: tutti a votare!

 

 

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