NIENTE GRANCASSA, VOGLIAMO IL PIANO!

niente grancassaCosa resta del 23 gennaio? Certamente resterà a lungo nei ricordi dei residenti il fragore cupo e rimbombante della fiumana d’acqua e fango che, in pochi minuti, è piombata sulle quote più basse di via Fontana.
Ma il sentimento che ancora pervade l’animo di tutti è certamente quel misto di sollievo e incredulità per lo scampato pericolo.
Perché è bene ribadire che il terrore vissuto quella domenica notte non si è trasformato in tragedia solo per puro caso e grazie alla immediata solidarietà che è scattata tra i residenti.
Di quella notte e dei giorni che seguirono si ricorda anche l’instancabile lavoro delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco, dei volontari della protezione civile e di tanti cittadini che hanno permesso di riportare i luoghi in condizioni di sicurezza e far recuperare un minimo di serenità.
Come sempre, alla conta dei danni, avviata nei giorni successivi, man mano che sono proseguiti i lavori di svuotamento e pulizia, si è aggiunta quella dei proclami e delle promesse.


Con rullio di tamburi, battito di grancasse e sconcertante e predatoria puntualità, politici e istituzioni planano sui luoghi a promettere milioni e milioni a ristoro dei danni subiti e per interventi di messa in sicurezza.
Chissà perché, si chiedono i cittadini, interventi e milioni non riescono mai a precedere gli eventi disastrosi e come mai politici e istituzioni non diffondono, con gli stessi roboanti proclami, cosa hanno fatto e, principalmente, cosa ancora non sono riusciti a fare.
Avremmo sperato che, tra una “grancassata” e l’altra, il sindaco Abbate avesse detto qualcosa di nuovo sul Piano Comunale di Protezione Civile, reso non più differibile e assolutamente prioritario rispetto a qualsiasi altro intervento.
L’adozione e l’attivazione del Piano Comunale di P. C. consente, infatti, di mettere in campo quell’insieme di procedure operative che mirano a fronteggiare le varie calamità naturali che possono colpire un territorio.
In concreto, la conoscenza e la pratica di queste procedure possono evitare, o quanto meno ridurre notevolmente, i danni che si generano in situazioni di rischio.
Questo vale per qualsiasi territorio ma in particolar modo in quei luoghi, come il nostro, nei quali i fattori di rischio sono molteplici.
Pensiamo solo per un attimo a cosa avrebbe significato, nella notte del 23 gennaio, il verificarsi di un evento sismico contemporaneamente a quello meteorologico.
E, purtroppo, a ricordarci che non si tratta di fare facile ed ingiustificato allarmismo, è ancora vivo in tutti noi il ricordo della tragedia dell’albergo di Rigopiano, in Abruzzo, verificatasi in seguito alla contemporaneità di terremoto ed eccezionale nevicata.
Allora, se è giusto e doveroso prodigarsi per reperire risorse per le persone e le aziende che hanno subito danni, non è però più tollerabile la mancata attivazione di uno strumento indispensabile e fondamentale per la sicurezza della nostra comunità, qual è il Piano Comunale di Protezione Civile.
Si smetta di fare poco onorevoli passerelle mediatiche per annunciare, prima che si verifichino, piogge di milioni da Palermo e da Roma, perché altrimenti finirà che i modicani, all’udire le parole di onorevoli e parlamentari, saranno costretti a fare gesti scaramantici.
Ne sanno qualcosa quanti hanno esultato per i 6 milioni per “il recupero e la totale ristrutturazione del Liceo Classico”, mai arrivati quando Lupi era ministro, e che ora sorridono dinanzi all’ennesimo annuncio di un emendamento presentato dall’onorevole Minardo e sostenuto dal solito Lupi, oggi capogruppo dell’NCD alla Camera, che dovrebbe far arrivare in Sicilia (non solo a Modica…) 15 milioni di euro per i danni subiti dai privati in seguito al maltempo.
Allora mettano da parte le grancasse e, semmai, le tirino fuori quando qualcosa di concreto verrà fatto, a cominciare dal Piano Comunale di Protezione Civile, che tante vite potrebbe salvare e tanti danni evitare.
Modica, 11 febbraio 2017
Nino Cerruto
Una Nuova Prospettiva
movimento politico della città di Modica

Letto 7644 volte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *