CHI HA PAURA DELLO STREAMING?

mamma-ho-perso-laereo-pauraInnanzitutto è bene dire in maniera chiara che dare ai cittadini la possibilità di seguire le sedute del Consiglio Comunale, nelle modalità e con tutti i mezzi oggi disponibili, dovrebbe essere un impegno e una precisa volontà di chi è stato eletto per rappresentarli in Consiglio e per amministrare il Comune.
È già gravissimo aver fatto passare degli anni privando i cittadini di questa possibilità, peraltro senza alcuna giustificazione plausibile. Infatti, tenuto conto che spese effimere e discutibili ne sono state fatte tante, non è ammessa alcuna scusante di tipo economico ma si è trattato di una precisa mancanza di volontà da parte di chi ha amministrato.
Garantire la messa in onda dei lavori del Consiglio Comunale implica la scelta di favorire la partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica ma, soprattutto, di fare della trasparenza e dell’informazione diffusa lo stile caratterizzante il proprio operato.
E invece abbiamo assistito in questi anni a tante omissioni di informazione e trasparenza da parte del Sindaco Abbate e della sua amministrazione, a cominciare dalle mancate relazioni annuali al Consiglio Comunale, che per un primo cittadino dovrebbero essere l’occasione per presentare alla propria comunità quanto fatto e per raccogliere plauso e critiche da parte dei consiglieri comunali.…

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Ciao Rita

rita_unpLa vigilia di Ferragosto Rita Borsellino ha concluso la sua esperienza terrena.
Dopo la strage di Via D’Amelio, avvenuta 26 anni fa in cui morì tragicamente il fratello Paolo, da lei definito una persona normale, non un eroe, che ha compiuto fino in fondo il proprio dovere, Rita ha girato tutta l’Italia per diffondere la cultura della legalità ed ha rappresentato un simbolo della vera antimafia, allora ancora non contaminata da imposture.…

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SUL PONTE SVENTOLA BANDIERA BIANCA

ponte-punta-regilioneÈ da poco passato il terzo anniversario della prima “Radunata”, l’iniziativa spontanea di protesta, promossa da singoli cittadini e associazioni, contro le modalità di costruzione di un resort sulle dune di Marina di Modica, zona dichiarata Sito di Interesse Comunitario dalla Comunità Europea.
A distanza di tre anni molto è cambiato: lì dove c’erano morbide dune, già seviziate dai resti dell’incendio del precedente intervento di “sviluppo” della frazione balneare, il centro turistico “Itaparica”, oggi sorgono i servizi del resort oggetto delle proteste.
Ma chi non conosce i luoghi e non ha seguito la vicenda potrebbe essere portato a pensare che, avendo avuto la “fortuna” di poter ri-costruire in un sito talmente delicato e protetto, i titolari di tale progetto abbiano incaricato specialisti dell’architettura green per intervenire con strutture e materiali ad impatto ecologico minimo e reversibile; confermando, così facendo, la logica di tutela e conservazione che ha portato all’individuazione del SIC e innescando motivi di attrazione e di interesse, anche internazionale, come accade ovunque si progetta adottando criteri di architettura innovativa e sostenibile.…

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