CHI HA PAURA DELLO STREAMING?

mamma-ho-perso-laereo-pauraInnanzitutto è bene dire in maniera chiara che dare ai cittadini la possibilità di seguire le sedute del Consiglio Comunale, nelle modalità e con tutti i mezzi oggi disponibili, dovrebbe essere un impegno e una precisa volontà di chi è stato eletto per rappresentarli in Consiglio e per amministrare il Comune.
È già gravissimo aver fatto passare degli anni privando i cittadini di questa possibilità, peraltro senza alcuna giustificazione plausibile. Infatti, tenuto conto che spese effimere e discutibili ne sono state fatte tante, non è ammessa alcuna scusante di tipo economico ma si è trattato di una precisa mancanza di volontà da parte di chi ha amministrato.
Garantire la messa in onda dei lavori del Consiglio Comunale implica la scelta di favorire la partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica ma, soprattutto, di fare della trasparenza e dell’informazione diffusa lo stile caratterizzante il proprio operato.
E invece abbiamo assistito in questi anni a tante omissioni di informazione e trasparenza da parte del Sindaco Abbate e della sua amministrazione, a cominciare dalle mancate relazioni annuali al Consiglio Comunale, che per un primo cittadino dovrebbero essere l’occasione per presentare alla propria comunità quanto fatto e per raccogliere plauso e critiche da parte dei consiglieri comunali.

E come non ricordare il tentativo di allungare il tempo di attesa per l’accesso agli atti, da parte dei consiglieri, da 3 a 30 giorni, segnale inequivocabile di una volontà che, anziché aprirsi al controllo e favorire la trasparenza, cercava di ostacolare la doverosa azione ispettiva dei consiglieri comunali.
Ma ciò che oggi ci preme evidenziare è l’imbarazzante e ingiustificabile ignavia dei membri della maggioranza consiliare e di quanti hanno deciso di astenersi in occasione del voto sulla mozione per avviare le trasmissioni in streaming delle sedute del consiglio, avanzata dai consiglieri Medica e Cavallino.
Avremmo potuto comprendere una posizione contraria, motivata e spiegata, ma astenersi, ovvero fingere di non prendere posizioni, perché questa è in alcuni casi l’astensione, rispetto ad una richiesta che, a nostro modo di vedere, potrebbe apportare soltanto effetti positivi nell’auspicata opera di riavvicinamento dei cittadini alla Politica, ci sembra un gesto quasi di viltà.
Lo streaming, che potrebbe aggiungersi all’eventuale messa in onda gratuita delle sedute, da parte dell’emittente che dovesse rispondere all’avviso pubblicato in questi giorni (e che pare non preveda espressamente anche lo streaming), non comporta alcuna spesa o, comunque, se dovessero essercene potrebbero rientrare tra quelle riferibili agli interventi per la democrazia partecipata, per le quali il Sindaco ha dichiarato che per il 2018 sono disponibili 38.000 euro.
Peraltro pare che l’aula consiliare sia già fornita di quanto necessario per l’attivazione di questo servizio che offre la possibilità di essere visionato dai cittadini in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo, sia che ci si trovi in casa, in piazza o al mare.
Pertanto risulta incomprensibile e poco tollerabile la scelta di non prendere posizione, di non scegliere; a meno che non si voglia pensare che la logica che ha sotteso tale uniforme e compatta votazione, sia quella, tutt’altro che neutra, di limitare la diffusione dei lavori del consiglio per PAURA del riscontro da parte di una cittadinanza informata che, nella consapevolezza dei fatti, potrebbe rivelarsi non più festosa ed osannante e cominciare a vedere senza filtri e veli.
Chiediamo, perciò, ai consiglieri comunali tutti, di maggioranza e di opposizione, di ritornare su questo argomento e di attivarsi in ogni modo per addivenire al risultato di trasmettere le sedute in streaming, dimostrando che non si ha paura della trasparenza e di una città più informata e partecipe.

Modica, 30 agosto 2018

Piero Gugliotta
Una Nuova Prospettiva
Movimento politico della città di Modica

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