SE BRUCIASSE LA CITTÀ…

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Se bruciasse la città… forse non sapremmo cosa fare, ma se divampasse un incendio al palazzo di città di Modica o in uno degli edifici comunali decentrati, alcuni dipendenti, quelli delegati a farlo, “correrebbero” immediatamente a prendere gli estintori e proverebbero a intervenire per fermare le fiamme.
Ma se per un caso fortuito, se non addirittura improbabile, l’estintore fosse fuori servizio e quindi non funzionante, si perderebbe del tempo preziosissimo per andare alla ricerca di un altro estintore.
Immaginatevi, però, cosa potrebbe accadere se anche l’altro estintore risultasse fuori servizio e poi anche il successivo e poi l’altro ancora.
Lo sappiamo, starete già pensando che solo nei film accadono certe cose.
E invece al Comune di Modica la realtà supera la fantasia e tutto ciò potrebbe accadere da un momento all’altro, perché, difficile a credersi, quasi tutti gli estintori risultano fuori servizio.

Sì, avete letto bene e stentavamo a crederci anche noi quando abbiamo visto i primi estintori presso i corridoi dell’ufficio anagrafe, con le date di manutenzione ferme addirittura al 2008 e con la targhetta adesiva indicante “ESTINTORE FUORI SERVIZIO”.
Ci siamo detti sarà un caso, ma poi, spinti dalla curiosità, abbiamo voluto fare un giro presso il palazzo di città e gli altri edifici comunali e, con grande sconcerto, abbiamo visto che la gravissima inadempienza era diffusa e che, oltre ad essere fuori servizio, spesso gli estintori non erano appesi alla parete o si trovavano appoggiati a terra senza l’apposita piantana e, quindi, in ulteriore e palese violazione della normativa.
Quali enormi rischi hanno corso e corrono ancora le centinaia di persone che lavorano e transitano presso gli edifici comunali?
Ci chiediamo come sia stato possibile che, oltre alle persone preposte a svolgere i vari ruoli stabiliti dalla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, nessun dipendente si sia mai accorto di questa gravissima mancanza?
Come sia potuto accadere che dirigenti o altri funzionari, avvisati dell’interruzione delle manutenzioni da parte della ditta che le gestiva, non abbiano provveduto?
E se, invece, un loro intervento c’è stato, perché non ha sortito il risultato dovuto?
E quale gravissima e, pur tuttavia, ingiustificabile motivazione avrà potuto condurre ad una simile omissione e violazione di legge?
Quale minore cavillo burocratico o limitazione economica, avrà potuto far cessare la maggiore esigenza di garantire la sicurezza dei dipendenti e di quanti vivono gli edifici comunali?
Se si fosse trattato di un problema economico, avremmo potuto comprenderlo ma, tuttavia, non ritenerlo sufficiente e giustificabile, per gli anni precedenti al 2013.
Ma visto che nel 2013 sono arrivati 64 milioni proprio per il pagamento dei debiti, non regge neppure la motivazione economica; a meno di voler pensare che la ditta in questione sia tra quelle che pur avendo crediti con il Comune hanno deciso di far perdere le proprie tracce, come ha avuto modo di dichiarare tempo addietro il sindaco Abbate per giustificare i 14 milioni di euro non utilizzati e tornati indietro alla Cassa depositi e prestiti.
Tuttavia, non volendo avventurarci in ipotesi che potrebbero ulteriormente lasciarci sconcertati e basiti e far perdere tempo prezioso, rivolgiamo al Sindaco Ignazio Abbate e, tramite lui, a quanti sono preposti a queste funzioni, di riportare IMMEDIATAMENTE condizioni di sicurezza negli ambienti, provvedendo alla sostituzione degli estintori fuori servizio con altri in perfetto stato e certificati per l’utilizzo.
Chiediamo, inoltre, al Sindaco Ignazio Abbate e agli altri amministratori di mettere le azioni per la prevenzione dei rischi e la sicurezza dei cittadini al primo posto tra gli impegni, smettendo di usarle come materia di propaganda e di ricerca di consenso.
Sappiamo che è difficile per chi intende l’impegno politico in un certo modo ed è sempre in campagna elettorale, tuttavia vogliamo sperare che le elezioni siano ormai acqua passata e auspichiamo di veder “concretizzare” in tempi brevissimi gli adempimenti collegati al Piano Comunale di Protezione Civile, affinché non resti un corposo volumetto da far impolverare in qualche ufficio.
Solo per portare due esempi, tutti i cittadini modicani stiamo ancora aspettando di vederci consegnare, “porta a porta”, l’opuscolo- vademecum “Come comportarsi in caso di calamità naturale”, presentato, con tanto di conferenza stampa e riprese televisive, nel mese di maggio, a ridosso delle elezioni.
Insieme a questo attendiamo con ansia l’attivazione del Sistema di allertamento tramite app telefonica, anche questo annunciato, durante un’altra conferenza stampa per comunicare l’approvazione del Piano Comunale di Protezione Civile, oltre un anno fa, ma del quale si sono perse le tracce.
Vogliamo concludere sperando che le istituzioni e gli organismi che hanno il precipuo compito di vigilare e controllare l’operato di una grande azienda, qual è un Comune, si diano una mossa perché, una grande responsabilità è anche in capo a loro e se bruciasse la città, noi cittadini sapremmo da chi “correre”.

Modica, 15 settembre 2018
Maurizio Pisana
Una Nuova Prospettiva
Movimento politico della città di Modica

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