SE BRUCIASSE LA CITTÀ…

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Se bruciasse la città… forse non sapremmo cosa fare, ma se divampasse un incendio al palazzo di città di Modica o in uno degli edifici comunali decentrati, alcuni dipendenti, quelli delegati a farlo, “correrebbero” immediatamente a prendere gli estintori e proverebbero a intervenire per fermare le fiamme.
Ma se per un caso fortuito, se non addirittura improbabile, l’estintore fosse fuori servizio e quindi non funzionante, si perderebbe del tempo preziosissimo per andare alla ricerca di un altro estintore.
Immaginatevi, però, cosa potrebbe accadere se anche l’altro estintore risultasse fuori servizio e poi anche il successivo e poi l’altro ancora.
Lo sappiamo, starete già pensando che solo nei film accadono certe cose.
E invece al Comune di Modica la realtà supera la fantasia e tutto ciò potrebbe accadere da un momento all’altro, perché, difficile a credersi, quasi tutti gli estintori risultano fuori servizio.

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CHI HA PAURA DELLO STREAMING?

mamma-ho-perso-laereo-pauraInnanzitutto è bene dire in maniera chiara che dare ai cittadini la possibilità di seguire le sedute del Consiglio Comunale, nelle modalità e con tutti i mezzi oggi disponibili, dovrebbe essere un impegno e una precisa volontà di chi è stato eletto per rappresentarli in Consiglio e per amministrare il Comune.
È già gravissimo aver fatto passare degli anni privando i cittadini di questa possibilità, peraltro senza alcuna giustificazione plausibile. Infatti, tenuto conto che spese effimere e discutibili ne sono state fatte tante, non è ammessa alcuna scusante di tipo economico ma si è trattato di una precisa mancanza di volontà da parte di chi ha amministrato.
Garantire la messa in onda dei lavori del Consiglio Comunale implica la scelta di favorire la partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica ma, soprattutto, di fare della trasparenza e dell’informazione diffusa lo stile caratterizzante il proprio operato.
E invece abbiamo assistito in questi anni a tante omissioni di informazione e trasparenza da parte del Sindaco Abbate e della sua amministrazione, a cominciare dalle mancate relazioni annuali al Consiglio Comunale, che per un primo cittadino dovrebbero essere l’occasione per presentare alla propria comunità quanto fatto e per raccogliere plauso e critiche da parte dei consiglieri comunali.…

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SUL PONTE SVENTOLA BANDIERA BIANCA

ponte-punta-regilioneÈ da poco passato il terzo anniversario della prima “Radunata”, l’iniziativa spontanea di protesta, promossa da singoli cittadini e associazioni, contro le modalità di costruzione di un resort sulle dune di Marina di Modica, zona dichiarata Sito di Interesse Comunitario dalla Comunità Europea.
A distanza di tre anni molto è cambiato: lì dove c’erano morbide dune, già seviziate dai resti dell’incendio del precedente intervento di “sviluppo” della frazione balneare, il centro turistico “Itaparica”, oggi sorgono i servizi del resort oggetto delle proteste.
Ma chi non conosce i luoghi e non ha seguito la vicenda potrebbe essere portato a pensare che, avendo avuto la “fortuna” di poter ri-costruire in un sito talmente delicato e protetto, i titolari di tale progetto abbiano incaricato specialisti dell’architettura green per intervenire con strutture e materiali ad impatto ecologico minimo e reversibile; confermando, così facendo, la logica di tutela e conservazione che ha portato all’individuazione del SIC e innescando motivi di attrazione e di interesse, anche internazionale, come accade ovunque si progetta adottando criteri di architettura innovativa e sostenibile.…

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IL NERVO SCOPERTO DEL SINDACO ABBATE

Marina-di-Modica-Ci voleva il comunicato relativo all’inaugurazione del resort sulle dune e, in buona sostanza, sul feeling tra il Sindaco Abbate e la famiglia Minardo, a far reagire il primo cittadino.
Stessa forza non avevano avuto altri nostri comunicati, ad esempio i tanti nei quali chiedevamo conto e ragione delle sue costanti assenze alle riunioni dell’Assemblea Territoriale Idrica.
A fare la differenza saranno state l’importanza e la priorità del progetto “spianadune” dei Minardo (Daniele Martini su Il Fatto Quotidiano.it del 26 febbraio 2017) e l’urgenza di rintuzzare alla nostra insolente indicazione del cordone ombelicale esistente tra la sua amministrazione e la famiglia di contrada Quartarella.
Evidentemente sarà convinzione del sindaco Abbate che ai modicani non interessi un tubo della gestione del prezioso liquido e che, invece, avrebbero passato notti insonni senza la sua piccata replica al nostro comunicato.
Ne prendiamo atto. Come prendiamo atto che il sindaco ha provato ancora una volta a non onorare la verità dei fatti.
È, infatti, del tutto falso far risalire le responsabilità dell’autorizzazione del progetto sulle dune all’amministrazione Buscema, della quale, peraltro, il nostro movimento non faceva parte, ma alla quale siamo onorati di avere dato tutto il sostegno possibile per lo stile, la qualità, la correttezza, lo spessore umano e politico che sono stati espressi dalla persona che ne era alla guida.…

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IL SINDACO E I MINARDO, UN CORDONE BEN SALDO

itaparicaÈ altamente significativo, sintomatico, emblematico che, a pochi giorni dalla proclamazione, il Sindaco Abbate si sia recato a presenziare e tagliare il nastro per l’inaugurazione del Modica Beach resort della famiglia dell’on. Nino Minardo.
Si potrebbe obiettare che chiunque fosse stato il sindaco eletto avrebbe fatto lo stesso.
Noi vogliamo pensare che Salvatore Poidomani e Carlo Cartier avrebbero declinato l’invito, mentre è legittimo il dubbio sul candidato Gabriele Amore, espressione della stessa coalizione del partito della famiglia Minardo; tuttavia saremmo ben lieti di ricrederci qualora volesse informarci del contrario.
Sabato scorso non è stata, infatti, inaugurata una semplice attività commerciale ma un’opera non gradita da buona parte dei modicani, per il fatto che le strutture che ospitano tutti i servizi sono state realizzate con la cementificazione e la definitiva scomparsa delle dune di sabbia, uno degli ambienti naturali più caratteristici della nostra zona e che l’UE già da tempo aveva individuato come zona SIC (sito d’interesse comunitario).
Con questa inaugurazione il Sindaco Abbate ha mostrato che il cordone ombelicale con la famiglia Minardo è stato e resta sempre ben saldo e che non dà alcuna garanzia di porsi a difesa del territorio, quando ciò possa intaccare gli interessi di forti gruppi imprenditoriali, e di opporsi a chi, per mere logiche di profitto, questo territorio lo violenta, lo saccheggia e lo mercifica.

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DON GIUGGINU PORTI UN GELATO AD ANGELO!

angelo-partenza“La morte livella tutte le differenze” sosteneva Totò.

Il ricordo dei vivi no, quello continua a farle le differenze!

Ognuno di noi è diverso, unico e irripetibile ed inevitabilmente lascia un ricordo che è legato alla propria vita, alle proprie esperienze, alla propria notorietà o al ruolo nella società.

Ci sono poi gli affetti che, a prescindere da tutto e da tutti, rimangono con tutto il loro carico di bene, di memorie, di incolmabile nostalgia e di assenza.

E questo è certamente quello che resta anche ai familiari del sig. Giorgio Di Rosa, da tutti conosciuto come “Don Giugginu”, mitico gelataio ambulante che ha deliziato i palati di tante generazioni di modicani.

Personaggio talmente noto da attirare le attenzioni non solo dei suoi concittadini ma anche dei visitatori, dei media e anche del cinema, grazie ad un cortometraggio a lui dedicato da un giovane regista modicano e che, peraltro, ha ricevuto vari premi e riconoscimenti.

Ne hanno scritto e parlato tanti in questi giorni e quindi non abbiamo molto da aggiungere.

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ACQUA: I SINDACI DEI COMUNI RAGUSANI HANNO SCELTO LA GESTIONE PUBBLICA. MA SE NE SONO ACCORTI?

acqua pubblica

In qualsiasi altro posto d’Italia la votazione unanime a favore della scelta della gestione pubblica,“in house”, da parte dei membri di un’assemblea che si trovasse a scegliere la forma di gestione del Servizio Idrico Integrato (S.I.I), verrebbe salutata, se non con brindisi e pasticcini, di certo con comunicati stampa e diffusione enfatica del risultato.

Ciò che, invece, stiamo assistendo in provincia di Ragusa ha dell’incredibile: lunedì 22 gennaio l’ATI di Ragusa, ovvero l’Assemblea Territoriale Idrica, rappresentata dai sindaci o loro delegati (con l’ennesima assenza, tra gli altri, del sindaco di Modica Ignazio Abbate), ha deliberato e messo a verbale la scelta della gestione pubblica dell’acqua. ma a quanto pare nessuno di loro ha pensato di darne comunicazione e nessuno ne ha parlato.

Insostenibili risulterebbero i paragoni con quanto accaduto per l’analoga scelta fatta nel 2007 a conclusione di una battaglia che vide protagonisti i cittadini di tutti i Comuni con in testa gli studenti.

Allora fu salutato da tutti come un grande risultato e ne parlarono anche i media nazionali.

Ricordiamo pure che purtroppo non è mai stato affidato il servizio e che si è proseguito con l’ATO e le gestioni autonome da parte dei singoli Comuni.

È pur vero che l’atmosfera che si respirava durante l’ultima seduta dell’ATI, nella sala giunta del Comune di Ragusa, dove si è riunita l’assemblea e dove erano presenti anche alcuni rappresentanti del nostro movimento, lasciava presagire una simile amorfa reazione.

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