ACQUA: I SINDACI DEI COMUNI RAGUSANI HANNO SCELTO LA GESTIONE PUBBLICA. MA SE NE SONO ACCORTI?

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In qualsiasi altro posto d’Italia la votazione unanime a favore della scelta della gestione pubblica,“in house”, da parte dei membri di un’assemblea che si trovasse a scegliere la forma di gestione del Servizio Idrico Integrato (S.I.I), verrebbe salutata, se non con brindisi e pasticcini, di certo con comunicati stampa e diffusione enfatica del risultato.

Ciò che, invece, stiamo assistendo in provincia di Ragusa ha dell’incredibile: lunedì 22 gennaio l’ATI di Ragusa, ovvero l’Assemblea Territoriale Idrica, rappresentata dai sindaci o loro delegati (con l’ennesima assenza, tra gli altri, del sindaco di Modica Ignazio Abbate), ha deliberato e messo a verbale la scelta della gestione pubblica dell’acqua. ma a quanto pare nessuno di loro ha pensato di darne comunicazione e nessuno ne ha parlato.

Insostenibili risulterebbero i paragoni con quanto accaduto per l’analoga scelta fatta nel 2007 a conclusione di una battaglia che vide protagonisti i cittadini di tutti i Comuni con in testa gli studenti.

Allora fu salutato da tutti come un grande risultato e ne parlarono anche i media nazionali.

Ricordiamo pure che purtroppo non è mai stato affidato il servizio e che si è proseguito con l’ATO e le gestioni autonome da parte dei singoli Comuni.

È pur vero che l’atmosfera che si respirava durante l’ultima seduta dell’ATI, nella sala giunta del Comune di Ragusa, dove si è riunita l’assemblea e dove erano presenti anche alcuni rappresentanti del nostro movimento, lasciava presagire una simile amorfa reazione.

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L’ACQUA È COSA NOSTRA! SINDACI, DITECI COSA STATE FACENDO!

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L’ACQUA È COSA NOSTRA!

SINDACI, DITECI COSA STATE FACENDO!

A distanza di quattro giorni dalla scadenza del 18 novembre, entro la quale le Assemblee Territoriali Idriche (ATI) dovranno adottare i piani d’ambito, pena il commissariamento, nulla è dato sapere circa lo stato dei lavori dell’ATI Ragusa.

Riteniamo questa una grave lesione del diritto di informazione dei cittadini dei 12 comuni del Libero Consorzio Comunale di Ragusa.

Un silenzio che, come dicevamo già il mese scorso, è inquietante e incomprensibile.

Cosa impedisce ai sindaci di metterci al corrente delle loro decisioni?

Azione di informazione che, peraltro, è obbligatoria e non facoltativa e che prevede, come minimo, la pubblicazione delle deliberazioni sul sito dell’ATI, attualmente inserito in una specifica sezione del sito ufficiale del Libero Consorzio Comunale di Ragusa.

I primi cittadini hanno già ottemperato all’obbligo di aggiornare e adottare il piano d’ambito e la mancata pubblicazione è solo un problema di ritardo da parte del funzionario che deve occuparsene, o, invece, nulla di tutto questo è stato fatto e vogliono far passare nel silenzio quella che sarebbe una iattura per il nostro territorio, ovvero il commissariamento che potrebbe arrivare dopo il 18?

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TROPPO SILENZIO SULL’ACQUA IN PROVINCIA DI RAGUSA E IL COMUNE DI MODICA NON C’È

giù le mani dall'acqua

TROPPO SILENZIO SULL’ACQUA IN PROVINCIA DI RAGUSA

E IL COMUNE DI MODICA NON C’È

Un silenzio molto inquietante è calato sul tema della gestione dell’acqua in provincia di Ragusa e neppure l’onnipresente voce dei candidati alle elezioni regionali è servita a portare un po’ di chiarezza sulla vicenda.

Nessuno dice ai cittadini cosa sta accadendo e cosa si prospetta in un prossimo futuro: avremo una gestione pubblica del servizio idrico o arriveranno i privati e, con essi, tariffe altissime, come accaduto ovunque è stata fatta questa scelta?

Proviamo a fare il punto della situazione con quei dati che è possibile trovare sul sito ufficiale del Libero Consorzio Comunale di Ragusa.

I membri dell’Assemblea Territoriale Idrica (ATI), ovvero i sindaci dei dodici comuni del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, ente territoriale che ha sostituito la provincia, si apprestano ad aggiornare il Piano d’Ambito, ovvero il documento che opera la ricognizione delle opere e delle infrastrutture esistenti, predispone il programma degli interventi, individua il piano di gestione e di organizzazione, definisce il modello gestionale, fissa la tariffa ed elabora il piano economico finanziario.

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Difendiamo l’acqua e la democrazia! Firmiamo l’appello del Forum italiano dei movimenti per l’acqua

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APPELLO


“GIU’ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!”

 

Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.
Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.
Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.
A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.
Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

Noi non ci stiamo.

L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.
I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.
Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

Chiediamo con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.
Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.
Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Firma e fai firmare l’appello del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

“Giù le mani dall’acqua e dalla democrazia!”

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L’ACQUA È DI TUTTI MA INTERESSA TUTTI? Il Forum provinciale dei movimenti per l’acqua di Ragusa chiede chiarezza a sindaci e Provincia

FORUM PROVINCIALE DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA

COMUNICATO STAMPA

L’ACQUA E’ DI TUTTI MA INTERESSA TUTTI?

Che l’acqua sia di tutti non ci sono dubbi, che interessi tutti non è per niente certo.
A portarci a dubitare è l’aver registrato un fatto di preoccupante gravità che si è verificato sabato scorso a Modica.
Promosso dal Forum provinciale dei movimenti per l’acqua, dal Comune di Modica e dalla Provincia Regionale di Ragusa, sabato 12, presso l’aula consiliare del comune di Modica, si è svolto un seminario di approfondimento sulle tematiche della gestione del Servizio Idrico Integrato al quale erano stati invitati tutti i sindaci, i parlamentari regionali e nazionali e le organizzazioni sindacali, oltre, chiaramente, alle associazioni facenti parte del Forum provinciale.
La gravità sta nel fatto che su 12 sindaci, oltre al sindaco Buscema che ospitava il seminario, soltanto il sindaco di Vittoria ha preso parte ai lavori, tramite una sua delegata, e su cinque parlamentari regionali soltanto gli onorevoli Ammatuna e Di Giacomo sono stati presenti. Non erano infatti presenti gli onorevoli Riccardo Minardo, Orazio Ragusa e Carmelo Incardona, così come assente era il parlamentare nazionale on. Nino Minardo. Ma anche la Provincia di Ragusa ha fatto registrare una ancor più grave assenza, considerato che era tra i promotori del seminario e, sebbene l’Assessore Mallia avesse anticipato la sua assenza per motivi di salute, ci saremmo aspettati di vedere il presidente Antoci o un altro assessore.
Il dubbio, pertanto, sul reale interesse rispetto al tema dell’acqua pubblica è più che legittimo o, forse, dobbiamo pensare che sabato scorso tutti questi rappresentati erano impegnati in altre faccende evidentemente più importanti?…

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Gestione del Servizio idrico a Modica – Interrogazione del consigliere Nino Cerruto

Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Sindaco
All’Assessore alle manutenzioni
All’Assessore ai Lavori Pubblici
Comune di Modica
E p.c. Agli organi di informazione

Oggetto: Gestione del Servizio Idrico a Modica. Interrogazione

Il Servizio Idrico a Modica in questa fase presenta tre nodi critici:
1. la mancata clorazione dell’acqua;
2. la gestione;
3. la disponibilità di acqua non sufficiente al fabbisogno.

1. La mancata clorazione dell’acqua. Come ho avuto modo di rilevare in una interrogazione presentata il 22/7/2010, dal mese di maggio dello scorso anno gli addetti alla clorazione dell’acqua pubblica hanno sospeso il servizio per via della mancanza delle condizioni di sicurezza all’interno dei locali ove si effettua lo stoccaggio dell’ipoclorito ed il monitoraggio del cloro residuo immesso in rete.

Come è noto quello della mancanza di sicurezza nei suddetti locali è un problema che esiste da decenni, ma soltanto ora gli operatori hanno ritenuto di estremizzare le forme di protesta nonostante l’amministrazione abbia già fatto degli interventi ed abbia appaltato i lavori per la realizzazione di box esterni ai serbatoi dove poter effettuare la clorazione. …

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